Recensione Asus ZenBook Duo 14 UX482, ora s che ci siamo | Web Agency Brescia
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Recensione Asus ZenBook Duo 14 UX482, ora s che ci siamo

Recensione Asus ZenBook Duo 14 UX482, ora s che ci siamo

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La prima comparsa di un portatile Asus con doppio display risale ormai al mese di maggio del 2019, in occasione del Computex di Taipei. Parlo ovviamente dello ZenBook Pro Duo (15 pollici, QUI la recensione) e dello ZenBook Duo (14 pollici), due prodotti che da subito hanno destato tanto interesse ma soprattutto molta curiosità. Le prime prove non sono state esattamente entusiasmanti, da subito si è compreso il grande potenziale in termini di multitasking ma come ogni “prima” si è capito altrettanto presto che sarebbe servito tempo per arrivare ad una soluzione davvero ottimizzata e completamente funzionale allo scopo per cui è stata pensata.

Già con il primo aggiornamento, che ormai risale ad un anno fa, si sono avuti però segnali di miglioramento, il software che gira sullo schermo secondario è stato reso più intuitivo, reattivo e flessibile, è stata migliorata la continuità cromatica e di risoluzione tra i due pannelli ed è stata ottimizzato il consumo energetico grazie all’eliminazione del chip dedicato e all’utilizzo dell’hardware standard per muovere anche lo ScreenPad, che in questa nuova versione diventa Plus. Tutte novità che si vedono e si sentono anche sul nuovo ZenBook Duo UX482, che sto provando da un paio di settimane.

SCREENPAD PLUS


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La caratteristica distintiva di questo prodotto è senza ombra di dubbio il doppio display che, come anticipato, si è evoluto nel tempo ed è ora più funzionale sia in termini di software che di ergonomia. Rispetto ai modelli precedenti abbiamo infatti un nuovo sistema di cerniere che all’apertura del display fanno in modo che il secondo pannello si inclini leggermente verso l’alto, risultando così molto più visibile all’utente che siede di fronte. Questa operazione solleva inoltre leggermente il display secondario aprendo uno spiraglio all’interno del quale trova ulteriore sfogo l’aria espulsa dalle ventole. Tutto ciò a favore dell’efficacia del sistema di raffreddamento e conseguentemente delle prestazioni del notebook.

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Dal punto di vista software, invece, è stata rivista in maniera profonda l’interfaccia che caratterizza l’interazione con lo ScreenPad Plus che risulta ora più intuitiva e reattiva nel compiere le diverse operazioni. Abbiamo una sorta di taskbar che riunisce tutti i principali strumenti e attraverso cui possiamo accedere alle impostazioni, alle applicazioni dedicate e alla schermata che ci permette di impostare una serie di layout che sarà poi possibile richiamare velocemente per avere subito lo spazio di lavoro pronto e utilizzabile.

Oltre a questa ottimizzazione cominciano ad arrivare anche i primi frutti della collaborazione con le aziende che sviluppano software per i creatori di contenuti. La più famosa è sicuramente Adobe, la cui suite Creative Cloud è sicuramente la raccolta di programmi per creator più diffusa. Dopo un paio di anni di attesa ecco quindi arrivare su questa nuova serie di notebook dual-screen il Control Panel. Parliamo di una sorta di deck virtuale che compare automaticamente sullo ScreePad ogni volta che lanciamo un’app supportata.

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All’interno di questo strumento troviamo una serie di pulsanti e rotelle che ci permettono di avere rapido accesso a tutta una serie di funzioni specifiche legate al programma aperto sullo schermo principale. Con Photoshop, ad esempio, troviamo sullo ScreenPad dei dial che ci consentono di zoomare l’immagine o di aumentare o diminuire l’opacità, ma anche una serie di pulsanti che la fanno ruotare, attivano o disattivano gli strumenti e variano la dimensione dei pennelli.

Se vi state chiedendo se questo Control Panel funzioni solo con le applicazioni Adobe per il momento la risposta è sì, staremo a vedere se una volta sviluppata la base questo stesso approccio verrà utilizzato per creare strumenti utili ad altri programmi. Sicuramente rimane un segnale importante da parte di Asus che dimostra di credere ancora fermamente in questo doppio schermo e di non averlo abbandonato a se stesso, anzi.

In riferimento al secondo display, se proprio devo rimproverare qualcosa ad Asus, il vero difetto è dato dall’uniformità cromatica e di luminosità ancora non perfetta rispetto allo schermo principale. Rispetto alle prime versioni il milgioramento è netto ma in alcune situazioni questa differenza, specie nella potenza della retroilluminazione, è fastidiosa.

UNA CURA DIMAGRANTE


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Dal punto di vista estetico siamo di fronte ad un prodotto assolutamente coerente con quelli che sono i canoni stilistici di Asus e in linea i suoi predecessori. Spigoli netti, bordi rifiniti in contrasto, tanto carattere e alcuni dettagli distintivi come la finitura del coperchio che ricorda il design Zen a cui l’azienda si rifà ormai da anni. Devo ammettere che la sensazione che abbiamo una volta messe le mani su questo ZenBook Duo è di assoluta solidità, sia per i materiali utilizzati che per la bontà dell’assemblaggio. Un traguardo assolutamente non scontato se consideriamo che, rispetto al modello precedente, questo UX482 è 3 mm più sottile e ben 50 grammi più leggero; fidatevi che si sentono tutte.

Le cerniere, come già anticipato, sono state modificate per permettere il sollevamento del secondo display nel momento in cui alziamo il coperchio. Nonostante questa modifica il movimento appare assolutamente lineare e non abbiamo motivo di dubitare della resistenza del meccanismo. ZenBook Duo non si apre con una sola mano, o almeno non completamente, ma onestamente non lo trovo un difetto.

Come anche per i modelli che lo hanno preceduto l’elemento più sacrificato a causa di questo design è certamente la tastiera. La posizione del secondo display obbliga infatti Asus a posizionarla più avanzata, al limite della scocca verso l’utente. Non è certo il layout più comodo, anche se lo spessore contenuto di questo modello da 14 pollici la rende meno scomoda rispetto alla versione con display da 15,6 pollici. Il feedback resta comunque buono e la dimensione dei tasti sufficiente ma se scrivere è una delle mansioni principali del vostro lavoro il mio consiglio è quello di buttarvi su una soluzione più classica, a meno che non utilizziate abitualmente una tastiera esterna.

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Sempre per una questione di spazi anche il touchpad risulta parecchio sacrificato. Letteralmente incastrato lungo il lato destro della tastiera è abbastanza contenuto in dimensioni ed è caratterizzato dalla presenza di due tasti di selezione fisici che diminuiscono ulteriormente lo spazio a disposizione per la navigazione. Una soluzione, quella dei tasti fisici, che è stata adottata anche per poter utilizzare un componente più sottile che non rubasse troppo spazio alla batteria.

Sotto la scocca, infine, in corrispondenza delle estremità della tastiera, trovano posto due speaker di discrede dimensioni. Questi ultimi sono stati messi a punto in collaborazione con Harman Kardon e garantiscono una qualità molto buona e un volume più che adeguato. Non siamo ancora ai livelli di un MacBook Pro, assoluto riferimento in questo campo, ma diciamo che la strada intrapresa è già comunque ottima.

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Chiudo spendendo due parole a proposito del display. Parliamo di un pannello IPS da 14 pollici di diagonale e con risoluzione FullHD. Sia il monitor principale che lo ScreenPad Plus sono dotati di una finitura opaca antiriflesso molto efficace ma dotata di una grana estremamente sottile che non influisce in maniera evidente sulla definizione. Un display assolutamente piacevole da osservare in tutte le situazioni e dotato di una luminosità massima più che sufficiente per essere visualizzato senza troppi problemi anche negli ambienti molto luminosi.

Parliamo di 360cd/mq e di un contrasto di circa 1300:1 che sono abbinati ad una fedeltà cromatica invidiabile. I delta E sono inferiori a 3 sia per quanto riguarda la scala di grigi sia per i colori. Come ormai ben sappiamo 3 è il valore sotto il quale non è possibile notare eventuali differenze di tonalità rispetto a quello che viene considerato il riferimento. Infine abbiamo una copertura dello standard sRGB pari al 99% e molto vicina al 65% per quello Adobe RGB.

PRESTAZIONI INASPETTATE


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Ed eccoci a parlare dell’hardware e delle prestazioni. Lo ZenBook Duo 14 di quest’anno è certificato Intel EVO e pertanto è dotato di processori Intel di undicesima generazione. Nel nostro specifico caso parliamo di un Intel Core i7 1165G7, tecnicamente una soluzione Ultra-Low-Power ma in questo caso messo a punto per poter sfruttare al massimo la potenza grazie ad un TDP sensibilmente maggiore rispetto allo standard. Questo chip, dotato di grafica integrata Intel Iris Xe, è poi affiancato da 32 GB di RAM LPDDR4X a 4266 MHz e da un SSD NVMe PCIe da 1 TB con velocità di lettura e scrittura superiori ai 3000 Mbps.

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Aprendo il notebook notiamo subito come la RAM sia saldata e quindi non aggiornabile, mentre l’SSD è eventualmente disponibile per un upgrade. Si vede bene anche quello che dovrebbe essere l’alloggiamento per la GPU discreta (NVIDIA MX450), nel nostro caso assente. Allo stesso tempo è facile osservare la generosa heat-pipe che trasporta il calore dal SoC verso le due ventole direttamente connesse al radiatore. Le ventole ricevono l’aria dalle feritoie laterali e la espellono dal retro dello chassis e dall’intercapedine che si crea dal sollevamento del display secondario, per un flusso che consente di mantenere temperature accettabili in ogni situazione.

Grazie a questo sistema di dissipazione la CPU lavora con un TDP base di 28W, che può comunque scendere quando impostiamo il risparmio energetico o la modalità silenziosa, ma in grado anche di offrire picchi che possono sfiorare i 45W. Sicuramente un bel salto rispetto ai 13W di default. Il risultato sono prestazioni in linea con le aspettative e assolutamente adatte a soddisfare le esigenze del pubblico a cui si riferisce questo notebook, ovvero principalmente quello dei content creator. Ovviamente non pensate di aver a che fare con un prodotto che vi consentirà di gestire effetti speciali di chissà quale tipo o animazioni 3D particolarmente complesse, altrimenti le macchine più costose non avrebbero senso e potremmo cestinare i desktop, ma ancora ovviamente non è così.

SCHEDA TECNICA ASUS ZENBOOK DUO 14 (UX482):

  • Display: 14 pollici, IPS, FullHD, Touch / ScreenPad 12,6 pollici, IPS, 1920×550 pixel
  • CPU: Intel Core i7 1165G7
  • GPU: Intel Iris Xe Graphics
  • RAM: 32 GB LPDDR4X a 4266 MHz
  • Storage: SSD NVMe PCIe da 1TB
  • Connettività: Wi-Fi 6 Dual Band, Bluetooth 5.0
  • Porte: USB Type A 3.2 Gen1, 2x USB C Thunderbolt 4.0, HDMI 1.4, Jack Audio, MicroSD
  • Batteria: 70 Wh
  • Dimensioni: 32,4 x 22,2 x 1,7 cm
  • Peso: 1,6 Kg

Si tratta sicuramente di un portatile ottimo per chi deve fare fotoritocco, anche a livello professionale, o per chi edita video, senza esagerare con la complessità e con la risoluzione. Un video 4K viene gestito da Premiere Pro senza problemi quando abbiamo a che fare con un montaggio semplice: tagli, transizioni e un po’ di color correction. Se siete abituati a lavorazioni più complesse i tempi di render e la gestione dell’anteprima potrebbero non essere così fluide.

Come vi ho accennato poco fa Asus ha lavorato tanto sulla gestione termica e il nostro stress test, eseguito in modalità prestazioni (si imposta tramite l’app MyAsus), mostra un andamento buono. ZenBook Duo 14 raggiunge i 45W di picco per poi scendere a 35 e assestarsi per tutta la durata del test, con una frequenza media di 3 Ghz su tutti i core e una temperatura che arriva a 94 gradi di picco per poi stabilizzarsi intorno ai 84-85. Il Throttling c’è ma è ben gestito e anche nelle situazioni più complicate non si notano rallentamenti che compromettono l’utilizzo. Buone poi le temperature all’esterno che arrivano a 40-42 gradi nella parte inferiore ma non superano mai i 38 in superficie (31 sulla tastiera).

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Questo TDP base più elevato rispetto ai canonici 12-13W della piattaforma aiutano poi ad avere prestazioni migliori anche lato GPU. Lo notiamo dai punteggi dei benchmark grafici ma anche nell’utilizzo di tutti i giorni. Con questo ZenBook Duo si può ad esempio giocare, ovviamente scendendo a qualche piccolo compromesso in termini di dettaglio grafico, mantenendo comunque un framerate discreto. F1 2018, ad esempio, gira in 1080p con dettaglio basso ad una media di 70 FPS, e la stessa cosa vale per altri titoli non eccessivamente impegnativi come Overwatch o Fortnite.

Per quanto solo integrata la GPU Intel si dimostra un buon alleato anche in termini di accelerazione grafica per tutte quelle applicazioni che la supportano. Grazie all’intelligenza artificiale, funzioni come il riempimento contestuale e la selezione automatica in Photoshop, o l’ingrandimento di immagini e la loro modifica con i software della suite Topaz, risultano decisamente più rapide.

OTTIMA AUTONOMIA


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Parliamo di autonomia, altro elemento importantissimo per poter godere della certificazione Intel EVO. All’interno di ZenBook troviamo una batteria con una capacità di 70 Wh, non pochi se consideriamo le dimensioni e il peso della soluzione. Una batteria che mi ha sicuramente sorpreso per durata e che ci porta al termine di una giornata lavorativa senza grosse preoccupazioni.

Utilizzando il notebook per videoscrittura, gestione mail, Photoshop, navigazione, chat e un po’ di YouTube si riescono a coprire le classiche 8 ore, che diventano 10 se teniamo il secondo schermo spento, magari quando sappiamo di dover stare molto tempo lontano dalla presa di corrente. Impegnando il notebook in maniera maggiore, magari con del montaggio video o altre lavorazioni che richiedono un consumo di energia importante, ovviamente questi valori calano parecchio e si resta intorno alle 3 ore e mezza, massimo 4, di utilizzo.

Al contrario, utilizzando lo ZenBook Duo per guardare video in streaming con l’app Netflix non sarà un problema arrivare a 11-12 ore di autonoma, con ScreenPad spento. Parlando invece di ricarica troviamo in confezione un caricatore Type C da 100W di dimensioni abbastanza contenute che consente di portare a termine una carica completa, con notebook in standby, in circa un’ora e mezza.

COSTA TANTO, MA NON TROPPO


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Ed eccoci a tirare le somme partendo ovviamente da quella che è spesso la nota dolente: il prezzo. ZenBook Duo UX482, nella configurazione da noi provata, è offerto ad un prezzo di listino di 1.799 euro. Si tratta indubbiamente di una cifra importante ma che non posso definire esagerata, anzi. Considerando i costi di sviluppo e ingegnerizzazione di una soluzione di questo tipo il prezzo non è assolutamente smisurato. Non fraintendetemi, 1.800 euro sono tanti in senso assoluto, e nessuno lo mette in dubbio, ma se rapportiamo questa cifra a quella che è la concorrenza non siamo assolutamente su valori fuori scala.

A chi consiglio quindi questo prodotto? E quali potrebbero essere le alternative? La soluzione del doppio schermo strizza sicuramente l’occhio al multitasking e quindi questo ZenBook potrebbe essere perfetto per tutti coloro che lavorano con molte finestre aperte in contemporanea e vogliono sempre avere tutto sotto controllo. L’aggiornamento dello ScreenPad porta importanti novità a anche per i creatori di contenuti che qui possono contare anche su una buona potenza di calcolo. Tra le alternative potrei citare i vari Acer ConceptD, MSI Prestige e MacBook Pro 13, ma la realtà è che, se credete di poter trarre un vero vantaggio dal secondo schermo, questo ZenBook Duo rimane unico.

PRO E CONTRO

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