Facebook testa un sistema per limitare i danni dell'ADV killer di iOS | Web Agency Brescia
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Facebook testa un sistema per limitare i danni dell’ADV killer di iOS

Facebook testa un sistema per limitare i danni dell'ADV killer di iOS

Facebook testa un sistema per limitare i danni dell’ADV killer di iOS


Facebook sta studiando un sistema per convincere gli utenti a fornire il consenso per il tracciamento con fini pubblicitari su iOS: sono contromisure preventive in anticipo del tanto discusso aggiornamento di iOS 14 che, in nome della privacy dell’utente, renderà opzionale e opt-in il tracciamento su siti terzi. I grossi inserzionisti online, come Google e Facebook, temono molto questa modifica, che potrebbe danneggiare in modo serio i propri profitti: le proteste di Facebook, in particolare, sono state particolarmente forti e insistenti.

Il prompt spiega la posizione ufficiale di Facebook, e cioè che gli annunci personalizzati aiutano prima di tutto l’utente a rimanere informato su prodotti e offerte che lo interessano, e secondo le piccole imprese locali che si appoggiano alla pubblicità per farsi conoscere. L’idea di Facebook è mostrare il prompt subito prima di quello di Apple: premendo su Acconsenti viene attivato, appunto, il pop-up di iOS, mentre se si nega subito il consenso da Facebook il messaggio del sistema operativo non viene nemmeno visualizzato. I test, ha confermato Facebook a CNBC, inizieranno già nelle prossime ore, almeno negli Stati Uniti. Non abbiamo informazioni più precise in merito ad altri mercati, come il nostro, e per ora non abbiamo riscontri. Di seguito l’immagine di uno dei layout in test; non è detto che sia già quello definitivo, ma il succo rimarrà più o meno tale.

Nel corso del weekend Tim Cook, amministratore delegato di Apple, si è espresso in modo piuttosto duro nei confronti della politica di gestione dei dati di Facebook. Cook non ha mai fatto espressamente il nome della piattaforma social, ma quando si pronuncia una frase come “Se un business si basa sull’inganno degli utenti, sullo sfruttamento dei dati, su scelte che non sono scelte per niente, non merita il nostro elogio. Merita il nostro disprezzo” il riferimento alla società di Zuckerberg, più volte al centro della bufera nel corso degli anni per scandali privacy più o meno gravi (ricordate il caso Cambridge Analytica? E la falla di sicurezza di appena una settimana fa?) è fin troppo facile da cogliere.

Tuttavia, è evidente che Facebook non vuole arrendersi. Nelle scorse settimane si è addirittura spinta a comprare intere pagine di giornale per far valere la propria posizione, e probabilmente vuole ampliare il raggio di attacco portando la Mela in tribunale per le politiche dell’App Store. Intanto, comunque, Apple non molla: anzi, il sistema anti-tracciamento, che doveva debuttare con iOS 14 ma poi è stato rinviato per dare più tempo agli sviluppatori per adattarsi, è disponibile da pochissimi minuti con la prima Beta di iOS 14.5; e dovrebbe essere distribuita sul canale stabile da questa primavera.

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