Google Stadia, stop allo sviluppo interno dei giochi. Perch e con quali effetti | Web Agency Brescia
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Google Stadia, stop allo sviluppo interno dei giochi. Perch e con quali effetti

Google Stadia, stop allo sviluppo interno dei giochi. Perch e con quali effetti

Google Stadia, stop allo sviluppo interno dei giochi. Perch e con quali effetti


Google ha confermato la decisione di chiudere il team di sviluppo interno, SG&E, che si occupa di realizzare contenuti originali per Stadia. La parola ”costi” spicca nel passaggio in cui la casa di Mountain View spiega il perché della decisione: in breve, i costi per portare avanti lo sviluppo delle piattaforma di cloud gaming stanno crescendo in maniera esponenziale e Google ha deciso di tagliare gli investimenti volti alla creazione di giochi originali.

Ciò significa che Stadia è al capolinea? No (almeno non per ora).

Google sottolinea che le risorse verranno impiegate per potenziare l’infrastruttura di Stadia e che si concentrerà sulla conclusione delle partnership con sviluppatori e publisher ai quali spetterà in ultima istanza il compito di fornire i contenuti. Su questi due pilastri si fonda quello che Google definisce un percorso che permetterà di trasformare Stadia in un’attività sostenibile a lungo termine, nonché uno strumento per far crescere il settore della distribuzione dei giochi tramite una piattaforma cloud.

COSA SUCCEDE ORA A SG&E

Google Stadia, stop allo sviluppo interno dei giochi. Perch e con quali effetti

Nei prossimi mesi la maggior parte dei membri di SG&E passeranno a nuovi ruoli. Intanto Jade Raymond, dirigente con una lunga esperienza nel settore videoludico, e che era a capo del team di sviluppo, ha deciso di lasciare l’Azienda. Google chiarisce che verranno ultimati solo i giochi pianificati a breve termine, ma non ci saranno ulteriori progetti.

GLI EFFETTI SUGLI UTENTI

Google dà un messaggio rassicurante: gli utenti potranno continuare a giocare a tutti i giochi Stadia/Stadia Pro esistenti, oltre a poter contare sui nuovi titoli di terze parti in arrivo. Formalmente non cambierà nulla quindi, se non il fatto che non ci saranno nuovi giochi sviluppati in prima persona da Google. Eppure l’annuncio lascia un po’ di amaro in bocca…

I TIMORI, NONOSTANTE TUTTO

C’è un altro messaggio ancora più esplicito che Phil Harrison, Vice Presidente e GM di Google Stadia, inserisce a chiusura della nota ufficiale:

ci impegniamo per il futuro del cloud gaming e continueremo a fare la nostra parte per portare avanti questo settore. Il nostro obiettivo resta concentrato sulla creazione della migliore piattaforma possibile per i giocatori e della tecnologia per i nostri partner.

Siamo qui per restare, dice Google in sostanza, ma la situazione, al di là delle rassicurazioni formali, non è incoraggiante. Ci si può chiedere, ad esempio, perché terze parti dovrebbero dare fiducia a Stadia quando Google per prima non ha creduto nel fatto che la produzione di titoli originali per Stadia rappresenti un’attività economicamente remunerativa (o almeno non remunerativa a tal punto da sostenere i costi di sviluppo della piattaforma). Anche la circostanza che la Raymond abbia scelto di voltare le spalle a Stadia non è un bel segnale.

Ma la preoccupazione di fondo è che Stadia possa andare ad ingrossare le fila dei servizi/prodotti che riposano nel cimitero di Google. Timori che crescono alla luce di questa notizia e in una fase in cui Stadia non è ancora riuscita a sfondare nel (difficile) mercato dei servizi di cloud gaming. È ancora prematuro ed eccessivo parlare di Stadia sul viale del tramonto, a Google il compito di dimostrare con i fatti la solidità dell’offerta nei prossimi mesi.

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