App Google aggiornate su iOS dopo 2 mesi: tocca a YouTube. Perch questo ritardo? | Web Agency Brescia
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App Google aggiornate su iOS dopo 2 mesi: tocca a YouTube. Perch questo ritardo?

App Google aggiornate su iOS dopo 2 mesi: tocca a YouTube. Perch questo ritardo?

App Google aggiornate su iOS dopo 2 mesi: tocca a YouTube. Perch questo ritardo?


Google torna ad aggiornare una sua app su App Store dopo tantissimo tempo. Stiamo parlando di YouTube, che nello stringato changelog della versione 15.49.6 riporta “Abbiamo corretto i bug, ottimizzato le prestazioni, bevuto fin troppo caffè” (battuta già utilizzata in passato da Big G nei suoi update…). Il discorso, per una volta, non è incentrato sulle novità introdotte – nessuna di rilievo, sembra – quanto piuttosto sulla politica di aggiornamento delle applicazioni proprietarie rivolte al sistema operativo di Cupertino – iOS o iPadOS che sia.

L’ultimo update di YouTube, per dire, risale allo scorso 7 dicembre, e discorsi analoghi possono essere fatti per tutte le altre principali app di Google. Come mai questa lunga pausa? Certo, di mezzo ci sono state le festività natalizie, ma sino allo scorso anno gli sviluppatori tornavano a pubblicare le nuove versioni verso la metà di gennaio. Dunque si conta almeno un mese di ritardo: forse la questione riguarda le etichette sulla privacy che dall’8 dicembre (guarda un po’, proprio dal giorno successivo all’aggiornamento di YouTube) sono obbligatorie sull’App Store?

In tanti hanno pensato che il problema fosse proprio questo, in realtà non è così: basta vedere ad esempio YouTube Music, aggiornata l’ultima volta anche lei il 7 dicembre, che tuttavia mostra regolarmente la sua etichetta in cui si elencano le tipologie di dati raccolti durante l’utilizzo dell’app stessa. E in più Google aveva già annunciato in precedenza l’adeguamento alle nuove regole sulla privacy.

La risposta su questo generalizzato ritardo nell’aggiornamento delle app Google sullo Store di Apple, dunque, non l’abbiamo. Possiamo per ora basarci sulle cose concrete, ovvero che YouTube è stata la prima a ricevere un update dopo lunghe settimane di silenzio, e che i “valori nutrizionali” da indicare nell’etichetta non sono il motivo di questo ritardo.

Ricordiamo che l’etichetta sulla privacy indica in modo chiaro e dettagliato tutte le informazioni personali che vengono raccolte direttamente e indirettamente attraverso partner commerciali. É stata introdotta per permettere agli utenti di conoscere in modo più chiaro e sin da subito – ovvero prima di scaricare l’app – la tipologia di dati che verranno utilizzati. La stessa Apple – come del resto deve essere – ne fa uso per le sue app sullo store.

Credits immagine d’apertura: Pixabay

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