NVIDIA-Arm, approvazione ancora lontana: anche Qualcomm esprime preoccupazioni | Web Agency Brescia
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NVIDIA-Arm, approvazione ancora lontana: anche Qualcomm esprime preoccupazioni

NVIDIA-Arm, approvazione ancora lontana: anche Qualcomm esprime preoccupazioni

NVIDIA-Arm, approvazione ancora lontana: anche Qualcomm esprime preoccupazioni


NVIDIA ha annunciato a settembre la sua intenzione di acquisire Arm, società di proprietà del colosso tecnologico giapponese SoftBank. Un’operazione da 40 miliardi di dollari, uno degli accordi più importanti degli ultimi anni dato che Arm, pur non producendo fisicamente processori, detiene l’architettura e molte proprietà intellettuali che vengono utilizzate per la realizzazione di processori che ritroviamo nel 95% degli smartphone del mondo.

Un’acquisizione che, ovviamente, non è stata vista di buon occhio dalla maggiore parte dei colossi tech mondiali e che al momento è ancora al vaglio delle autorità competenti. Il timore principale è che questa acquisizione possa diventate un’altra arma per gli USA nell’ambito della guerra commerciale in atto con la Cina.

Anche il governo britannico, nei mesi scorsi, ha espresso preoccupazioni sostanzialmente analoghe a quelle delle aziende tech cinesi e NVIDIA, in quell’occasione, aveva rilasciato una dichiarazione rassicurando che il business model di Arm non sarebbe cambiato e che anzi avrebbe portato benefici per l’intero Regno Unito, creando un polo mondiale per la ricerca e sviluppo sull’AI.

Preoccupazione espressa anche da Qualcomm: il principale produttore di chip statunitense ha dichiarato alla Federal Trade Commission, alla Commissione Europea, alla Competition and Markets Authority del Regno Unito e all’amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato – che hanno il difficile compito di approvare l’operazione – di essere fermamente contraria all’acquisizione. Qualcomm, secondo alcune fonti a conoscenza dei fatti, avrebbe deciso di contattare gli enti regolatori perché consapevole che questi avranno un ruolo significativo nel determinare se l’accordo potrà essere completato o meno.

Ad oggi, l’indagine della FTC sarebbe passata a una “seconda fase”. L’ente regolatore statunitense avrebbe richiesto a SoftBank, NVIDIA e Arm di fornire maggiori informazioni in merito all’accordo. L’adempimento di questa richiesta, tuttavia, richiederà probabilmente molti mesi. Ora la FTC si impegnerà ad ascoltare anche altre società che potrebbero avere informazioni rilevanti utili a prendere una decisione. NVIDIA ha confermato alla CNBC di essere fiduciosa sul fatto che le autorità di regolamentazione approveranno l’acquisizione vedendo i vantaggi che questa comporterà.

Arm, ricordiamo, è stata creata nel 1990 da una delle prime società di computer chiamata Acorn Computers. Le sue architetture ad alta efficienza energetica, come detto, sono utilizzate nel 95% degli smartphone del mondo oltre che nel 95% dei chip progettati in Cina. L’azienda concede in licenza la sua architettura a oltre 500 aziende.

Qualcomm si è opposta all’acquisizione da parte di NVIDIA perché ritiene che ci sia un rischio molto elevato cne questa possa diventare “un custode della tecnologia Arm” e impedire ad altri produttori di utilizzarla in futuro.

Nell’annunciare l’acquisizione, sia NVIDIA che Arm hanno affermato che l’accordo creerà la “principale azienda informatica al mondo nell’era dell’intelligenza artificiale”. Entrambe le società si sono impegnate a mantenere la sede centrale a Cambridge, nel Regno Unito, e a continuare a fare importanti investimenti in ricerca e sviluppo.

Tuttavia, diverse fonti del settore – tra cui anche due investitori nel campo tecnologico – ritengono che questo accordo possa essere anticoncorrenziale e che abbia un’alta probabilità di essere bloccato da uno o più enti regolatori. Secondo queste fonti:

Che questo accordo sia anticoncorrenziale o meno, si basa su un’idea molto semplice: Arm facilita la concorrenza, consente alle aziende di competere. Che tu sia MediaTek, Amazon Web Services, Qualcomm o NXP, qualsiasi azienda, indipendentemente dal budget investito in ricerca e sviluppo, può prendere una licenza da Arm e realizzarti una CPU basata su questa architettura. Si tratta di un modello unico. L’importante per Arm è condividere la sua tecnologia con quante più aziende e persone possibile ottenendo in cambio i diritti d’utilizzo. Questo crea fiducia tra Arm e i licenziatari che forniscono informazioni che possono aiutare a realizzare prodotti migliori per consentire alle prossime generazioni (di prodotti) di generare maggiori entrate. È un circolo virtuoso.

Anche in Cina, i produttori locali di processori – tra cui Huawei – hanno esortato il governo a bloccare l’accordo per timore che possano esserci ulteriori penalizzazioni e svantaggi qualora Arm finisse nelle mani di una società statunitense. NVIDIA, anche in questo caso, si è detta fiduciosa sul fatto che sia i regolatori sia le aziende cinesi continuerebbero ad avere vantaggi visto che le intenzioni sono quelle di continuare ad avere un modello di licenze aperte in grado di garantire un rapporto trasparente e collaborativo con i licenziatari di Arm.

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