Sharp, ecco il purificatore d'aria certificato contro il coronavirus | Video | Web Agency Brescia
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Sharp, ecco il purificatore d’aria certificato contro il coronavirus | Video

Sharp, ecco il purificatore d'aria certificato contro il coronavirus | Video

Sharp, ecco il purificatore d’aria certificato contro il coronavirus | Video


Già qualche mese fa avevamo parlato di depuratori d’aria, chiedendoci quanto potessero essere utili contro il nuovo coronavirus. Da oggi su questo fronte c’è una novità, e non di poco conto: Sharp ha annunciato che la sua tecnologia Plasmacluster Ion è efficace nel combattere le particelle di SARS-CoV-2 presenti in sospensione nell’aria. Si tratta di una tecnologia utilizzata nei purificatori del brand, come ad esempio il modello UA-HG60E-L che abbiamo in redazione e che vedete in queste immagini.

Semplificando, la tecnologia di Sharp sfrutta le particelle d’acqua presenti in sospensione per creare degli ioni altamente reattivi di idrogeno e ossigeno, che riescono a danneggiare le proteine della membrana del virus. I risultati sono significativi: in 30 secondi, le particelle virali contenute in 3 litri d’aria in ambiente di test vengono ridotte del 90%.

Si tratta senz’altro di una grande notizia, ma è davvero qualcosa in grado di cambiare le carte in tavola? Ne parliamo qui di seguito.

LA TECNOLOGIA PLASMACLUSTER ION


Sharp, ecco il purificatore d'aria certificato contro il coronavirus | Video

Innanzitutto, due parole sulla tecnologia in sé: gli ioni Plasmacluster vengono generati applicando tensioni positive e negative agli elettrodi di scarica per separare elettricamente le molecole di acqua e ossigeno trasportate dall’aria. Questo produce ioni idrogeno con carica positiva (H+) e ioni ossigeno con carica negativa (O2-).

Le particelle d’acqua trasportate dall’aria circondano gli ioni come grappoli d’uva, rendendo ogni ione un cluster ionico stabile. A questo punto, gli ioni positivi e negativi si legano immediatamente alla superficie di batteri, funghi, virus, allergeni e simili. In questo modo la tecnologia Plasmacluster Ion riesce a sopprimere l’attività di batteri e similari scomponendo le proteine sulla loro superficie come risultato di una reazione chimica.

Lo studio di laboratorio è stato condotto in collaborazione con il Centro Nazionale delle Ricerche per il Controllo e la Profilassi delle Malattie Contagiose, Istituto di Medicina Tropicale dell’Università di Nagasaki, da esperti del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Shimane e da membri della Japanese Society for Virology.

D’altronde, a quanto pare la tecnologia Plasmacluster Ion si era già dimostrata efficace nel 2004 contro il coronavirus felino e contro la SARS originale, che aveva causato l’epidemia del 2002-2003 ed è geneticamente simile al nuovo coronavirus.

LA CONTAMINAZIONE PER VIA AEREA


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Il coronavirus, come i virus di molte altre malattie infettive, è più facilmente trasmissibile in uffici o appartamenti chiusi: ed è anche per questo che in inverno ci si ammala di più. Il contagio avviene in diversi modi, come ha spiegato il dottor Jiro Yasuda, professore del Centro Nazionale delle Ricerche menzionato poc’anzi:

“Disinfettanti come alcool e detergenti (tensioattivi) sono ampiamente riconosciuti efficaci nel ridurre la presenza di virus sui materiali, tuttavia per la contaminazione via aerea (microgocce) esistono solo poche contromisure efficaci, come indossare una mascherina. Lo studio ha mostrato un’efficace inattivazione di SARS-CoV-2 nelle goccioline trasportate dall’aria grazie alla tecnologia Plasmacluster. Si prevede che sia utile per ridurre il rischio di infezione in locali come uffici, appartamenti, strutture sanitarie e veicoli”.

D’altronde, negli scorsi mesi la questione dell’utilità dei purificatori d’aria nella lotta al nuovo coronavirus è stata affrontata più di una volta. Non essendoci studi scientifici in grado di dimostrare la loro efficacia contro il SARS-CoV-2, la risposta più gettonata era che, per pulire l’aria degli ambienti in cui viviamo, ci sono diverse azioni a costo zero che hanno un’efficacia indubbia.

Le conosciamo, e rimangono sempre valide: aprire le finestre il più spesso possibile per cambiare l’aria e ridurre al minimo le persone negli spazi chiusi, facendo in modo che tengano la mascherina ed evitino comportamenti che favoriscono la dispersione di goccioline di saliva come cantare o parlare ad alta voce.

UNA NOVITA’ IN GRADO DI CAMBIARE LE CARTE IN TAVOLA?


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Adesso che invece uno studio scientifico ha dimostrato l’efficacia di un purificatore contro il nuovo coronavirus, la domanda è: cosa cambia? Un purificatore ci permetterà di tornare alla vita di prima?

Per fare questa valutazione, ci sono diversi fattori da tenere in conto: al di fuori delle condizioni di laboratorio, la capacità di un depuratore, pur dotato di questa tecnologia, di purificare l’aria di un ambiente dipende dalle dimensioni della stanza, dalla potenza del dispositivo (ne esistono di diverse dimensioni) dalla sua posizione, dal tempo in cui una o più eventuali persone infette restano nello stesso spazio, se indossano la mascherina o meno, eccetera.

Bisogna poi ricordare che la percentuale di particelle eliminate è del 90%: una quantità significativa, che tuttavia non rappresenta la totalità. In sostanza, insieme ad altri fattori, come la misura di indossare le mascherine e ridurre il numero di persone negli ambienti, l’utilizzo di un purificatore di questo tipo probabilmente può ridurre la percentuale di rischio di contagio in un ambiente chiuso, ma non eliminarla del tutto.

La tecnologia Plasmacluster Ion comunque è decisamente interessante e, seppur da sola forse non sia risolutiva, potrebbe magari contribuire alla ripartenza di qualcuna delle attività che sono state costrette a fermarsi in questi mesi. D’altronde, come abbiamo imparato a nostre spese in questi lunghi mesi, la lotta che si combatte ogni giorno contro il virus è incentrata proprio sulla riduzione del rischio, più che sulla sua eliminazione.

Curiosi di vedere com’è fatto questo purificatore Sharp? Lo trovate a questo link.

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