Sicurezza nel gaming: quando il gioco si fa duro... | Pillole di cybersecurity | Web Agency Brescia
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Sicurezza nel gaming: quando il gioco si fa duro… | Pillole di cybersecurity

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Sicurezza nel gaming: quando il gioco si fa duro… | Pillole di cybersecurity


Sicurezza nel gaming: quando il gioco si fa duro... | Pillole di cybersecurity

“Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria.” diceva il pedagogista Johann Paul F. Richter.

Sebbene snaturata dalla sua connotazione originale, questa frase si può intendere, sia per i giochi digitali che analogici, come un monito al prestare attenzione ai rischi che il “campo di gioco” presenta. Per mantenere una connotazione positiva l’esperienza volta al divertimento deve essere vissuta con un livello di rischio il più possibile consapevole, controllabile e accettabile. Allo stesso tempo lo svago non dovrebbe essere schiacciato da paranoie ansiogene che inficiano il gusto della serenità dell’occasione.

Il giusto bilanciamento, che si può sintetizzare nella massima “non correre con le forbici in mano”, andrebbe adottato anche in ambito informatico per evitare di rovinare quella che dovrebbe essere una circostanza positiva e divertente. Si vedrà tra poco, con il supporto numerico e statistico delle indagini svolte da Kaspersky in questi anni anche grazie alle segnalazioni anonime degli utenti, quali possono essere le conseguenze per un gioco irresponsabile.

GIOCARE A OGNI ETÀ: LA PRUDENZA CHE NON ROVINA IL GUSTO


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Lo sviluppo e la diffusione di strumenti sempre più potenti e sempre più in grado di fornire un’esperienza di gioco coinvolgente e accattivante correlata ad un abbassamento dell’età in cui ci si avvicina ai giochi tramite dispositivi tecnologici – dedicati o meno – ha inevitabilmente portato nuove sfide e situazioni delicate che devono essere affrontate dagli utenti – o dai loro genitori – per giocare in sicurezza.

L’attività di gioco digitale/online espone i giocatori a dei rischi – alcuni meno tecnologici di altri ma ugualmente importanti – che possono talvolta superare il beneficio portato dall’attività di svago. Recuperando parte delle informazioni già sottolineate nelle altre Pillole di Cyber Security – potremmo dire che le situazioni sgradevoli che possono derivare da un gioco imprudente o non ben organizzato siano più o meno sempre le stesse: malware e attività di software dannosi, furti credenziali di accesso / dati di pagamento / identità / profilazione indesiderata, prestazioni tecniche non adatte al livello di gioco, bullismo, stress e ansia.

Ve ne parleremo oggi in un modo un po’ particolare: parafrasando i più classici ammonimenti dei giochi che facevamo in cortile e nel mondo reale da bambini.

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Il gioco online, in particolare, è una di quelle situazioni in cui l’attenzione al contesto si abbassa e si rischia di diventare facile preda di software o attività malevole che possono portare a infezioni o situazioni sgradevoli.

Naturalmente i rischi si differenziano in relazione non solo alla piattaforma di gioco ma anche agli strumenti utilizzati. Sebbene alcune minacce siano simili per smartphone e PC gli effetti possono essere diversi. Si pensi al recente e famoso caso di Cyberpunk 2077 dove i criminali informatici hanno sfruttato il nome del gioco per veicolare un ransomware. Sul punto, il recente articolo di Tatyana Shishkova svolge alcuni interessanti approfondimenti anche sulle conseguenze di questa infezione.

A prescindere dal caso specifico si capisce come gli smartphone siano i dispositivi che possano esporre maggiormente l’utente a diversi rischi. Spesso e volentieri sui dispositivi mobili è possibile trovare una commistione di dati lavorativi e personali (tra cui anche applicazioni legate ai pagamenti online) e sono, in moltissimi casi, privi di un software di protezione da attacchi di malware in generale.

Per alcuni giochi, in particolare, la rapidità del tap e la velocità di interazione con il dispositivo possono portare l’utente a premere su banner o pop-up che portano ad aprire siti che svolgono da veicolo per software malevoli.

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Anche in considerazione del contesto attuale in cui, in certe situazioni, uno dei nemici più odiosi da affrontare è la noia. Per molti utenti la soluzione è sempre e comunque nel gioco online. Questo, insieme ad altri fattori, ha portato ad una esplosione delle piattaforme di gaming che possono contare oramai anche su diversi milioni di utenti. Un bottino di dati che fa gola a molti e i metodi per ottenere il nuovo petrolio sono sempre più furbi o sofisticati. Basti pensare che da marzo a settembre 2020 il sistema Kaspersky Security Network ha registrato – soltanto in Italia – 74.000 notifiche di rischi informatici connessi al mondo del gaming.

Un caso su tutti è quello dei Trojan Stealer che, in considerazione delle loro caratteristiche (difficilmente rilevabili in quanto non richiedono particolari permessi per essere eseguiti), sono estremamente efficaci quando incappano in browser di utenti che li lasciano farciti di cookie e di dati che esulano da quelli utili al gioco. Da qui possono derivare furti di credenziali di accesso, o sottrazione di dati necessari per perpetrare tentativi di truffe sulla base delle identità ottenute.

Si vede spesso qualche bimbo giocare con il cellulare di lavoro di papà… senza opportune precauzioni o sorveglianza, i capricci possono non essere la cosa peggiore in cui incappare.

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Naturalmente, come visto anche in altre occasioni, la tecnica criminale va a braccetto con le debolezze umane così da trasformare le tentazioni in vulnerabilità. È il caso classico del risparmio compulsivo o della spasmodica ricerca dell’occasione in cui si crede di incappare per sorte propizia.

Non accettare caramelle dagli sconosciuti è un’ottima scelta anche in ambito informatico. Le proposte di forti sconti, giochi notoriamente costosi a prezzi irrisori, versioni free di software proprietari notoriamente a pagamento – specialmente se veicolate tramite e-mail e/o da improvvisi banner – sono verosimilmente tentativi di carpire dati degli ingenui internauti.

Le conseguenze di questi atteggiamenti poco accorti possono portare a inserire su finti portali o su siti dirottati una buona dose di dati personali sempre utili ai criminali. È opportuno infatti ricordare che ogni utente è una preziosa fonte di dati: le preferenze, le relazioni con altri utenti, i gusti, le abitudini, le caratteristiche fisiche o attitudinali, le opinioni espresse, gli interessi dichiarati, possono portale ad una profilazione – talvolta indesiderata – dell’utente per indurlo, tramite attività più o meno lecite, ad assumere comportamenti che magari non avrebbe svolto in assenza di stimoli così aderenti alla propria personalità.

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Giocare spensieratamente è ancora più intenso di giocare con il pensiero volto alle cose da fare. Giocare senza l’ansia di dover essere distratto da altri pensieri è un’esperienza che si dovrebbe avere tutte le volte che si gioca per godere appieno del gioco.

Per i gamer che vogliono raggiungere questo obiettivo è sicuramente utile adottare una soluzione antivirus che non solo non intacchi le prestazioni del sistema ma che rimuova anche notifiche, alert o aggiornamenti indesiderati durante il periodo del gioco.

Un efficace bilanciamento tra sicurezza e prestazioni sembra averlo raggiunto lo speedrunner Xiae ottenendo perfino un record mondiale terminando Doom Eternal in 1 ora, 8 minuti e 52 secondi con la modalità gioco di Kaspersky attivata.

ATTENTO AL BULLO


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Andrew Winton, Vice President of Marketing presso Kaspersky, ha dichiarato: “Quando si usano i videogiochi, è importante evitare o imparare a gestire bulli, imbroglioni e hacker. Essere consapevoli significa correre meno rischi e potersi concentrare solo sul piacere di giocare”.

Questo tipo di bassezza è perpetrata tramite lo strumento informatico o tramite il gioco digitale assumendo il nome di cyber-bullismo ma le conseguenze sulla vita, sui comportamenti e sulla personalità dei soggetti coinvolti sono drammaticamente concrete e reali.

L’educazione e la formazione ad opera dei professionisti del settore nonché la sensibilizzazione al rispetto reciproco attraverso un dialogo costruttivo con i propri figli sono l’arma più efficace per combattere gli effetti e il radicarsi di questi biechi comportamenti. Ovviamente esistono alcuni strumenti di sicurezza informatica che aiutano i genitori a proteggere i propri figli e a reagire tempestivamente ad eventuali situazioni di pericolo. A prova dell’importanza di questa tematica non sono da sottovalutare il ruolo e l’attività delle Autorità che si prodigano a contrastare questi fenomeni sociali.

Il Garante per la protezione dei dati personali, ad esempio, ha una pagina dedicata al tema dove sono presenti infografiche, testi di approfondimento e moduli utilizzabili per le segnalazioni secondo la normativa di riferimento.

Secondo le indagini di Kaspersky (indagine svolta su 17 Paesi nel mondo) quasi un quinto dei gamer intervistati è stato oggetto di bullismo durante il gioco.

TORNA A CASA QUANDO È BUIO!


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Ansia, stress, vergogna del tempo speso di fronte ai videogiochi per paura del giudizio sociale o dell’opinione dei genitori sono tutte conseguenze di un modo di affrontare il gaming a cui l’utente deve prestare attenzione. A questo scopo è utile darsi autonomamente delle regole a cui attenersi e alternare i momenti di gioco virtuale con momenti di svago anche in modalità off-line.

Sebbene questi suggerimenti siano, forse, poco tecnologici non si deve dimenticare che la sicurezza informatica intesa ad ampio spettro serve a proteggere – in ultima analisi – le persone dalle conseguenze che possono derivare da comportamenti o azioni virtuali.

Per saperne di più:

Contenuto in collaborazione con Kaspersky

Credits foto Shutterstock: K.Wanvisa | Marti Bug Catcher | Parilov | xpixel

L’autore

Pillole di Cybersecurity è ideato e prodotto da Edoardo Venini, DPO team member per Pubbliche Amministrazioni e aziende private, senior legal/IT Privacy specialist c/o Bassi Del Moro studio legale dell’anno 2020 in Privacy e Cybersecurity per la classifica indipendente del Sole 24ore.

Puoi seguire Edoardo su LinkedIn

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