Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali | Web Agency Brescia
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Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali


Amazfit GTR 2 è la via di mezzo ideale tra lo smartwatch “professionale” di fascia alta e la smart band super economica: non sfigura al polso come orologio vero e proprio, e permette ai curiosi dell’allenamento smart di farsi un’idea piuttosto precisa di come funzioni questo mondo senza investire cifre esagerate. L’importante è tenere sempre presente quali sono i suoi limiti. Nel mio mese abbondante d’uso ho imparato ad apprezzare una classe di prodotto che finora non mi aveva mai attirato più di tanto – e che forse non avevo compreso fino in fondo.

SOMMARIO

DESIGN


Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

Huami/Amazfit ha fatto dello stupire alla prima impressione, soprattutto considerando il rapporto qualità/prezzo, un’arte, e questo nuovo GTR 2 non fa eccezione. Non ha niente di esagerato, ma è elegante quanto basta e costruito molto bene. La versione Sport che ho provato ha una cassa in alluminio nero satinato e un cinturino in silicone dello stesso colore. Forse il cinturino è un po’ l’elemento sotto tono – diciamo anonimo, ma è facilmente sostituibile grazie alle dimensioni standard dell’attacco, 22 mm. Per chi vuole un po’ più di ricercatezza c’è anche una più elegante versione Classic con cassa in acciaio e cinturino in pelle.

Come nella precedente generazione, sulla sinistra ci sono due pulsanti fisici, mentre il design anteriore cambia in modo notevole: ora è tutta ricoperta di vetro antigraffio, corona inclusa, che nella precedente generazione era in ceramica. A ognuno i suoi gusti, ma questo approccio un po’ più minimal fa sembrare il display ancora più grande di quanto non sia in realtà. Il feedback tattile dei tasti è soddisfacente e sicuro, e non ci sono gap, imperfezioni o difetti di assemblaggio di sorta.

Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

L’orologio è bello grande – la cassa ha diametro 46 millimetri – ma riesce a mantenere lo spessore a livelli ragionevoli: è un orologio chiaramente da uomo, ma non è troppo ingombrante o esagerato. L’orologio è anche certificato per l’immersione fino a 5 ATM (cosa vuol dire?), almeno in acqua dolce; ciò significa che è possibile nuotarci e la doccia non è un problema. Per ovvie ragioni in questo periodo è difficile fare verifiche approfondite, ma mettiamola così: alle docce è sopravvissuto.

SPECIFICHE TECNICHE E CONFEZIONE


Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

  • Display AMOLED da 1,39”, risoluzione 454 x 454 pixel, densità di 326 pixel per pollice
  • Materiali
    • Cassa: in acciaio (Classic) o in alluminio (Sport)
    • Cinturino: in cuoio rinforzato con silicone (Classic) o in silicone (Sport). In entrambi i casi attacco da 22 mm
    • Fondo cassa: policarbonato
  • Dimensioni: diametro cassa 46,4 mm, spessore 10,7 mm
  • Peso senza cinturino: 39 g (Classic), 31,5 g (Sport)
  • Resistenza all’acqua/immersione: 5 ATM
  • Batteria: 471 mAh
  • SoC: N/A
  • RAM: N/A
  • Archiviazione interna: 3 GB, per la musica
  • Connettività: Bluetooth 5.0 LE, Wi-Fi 2,4 GHz (solo per trasferimento file), GPS (assistito GLONASS)
  • Sensori:
    • BioTracker (battito cardiaco, saturazione di ossigeno) ottico
    • Accelerometro a sei assi
    • Geomagnetico a 3 assi
    • Barometro
    • Bussola elettronica
    • Luminosità
  • Confezione:
    • Orologio
    • Caricatore magnetico USB-A
    • Manuali e documentazione varia

UN GRAN BEL DISPLAY


Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

Il vero fiore all’occhiello dell’orologio è il display: un AMOLED da 1,39” e risoluzione di 454 x 454 pixel. Il display è molto ben definito (326 pixel per pollice), i neri sono assoluti e la luminosità massima è elevata. I colori sono belli saturi e vivaci, senza troppe forzature. Insomma colpisce, soprattutto pensando al prezzo di listino del prodotto; e l’ottima impressione permane anche dopo la prima uscita, quando ci si rende conto che la lettura sotto la luce diretta del sole è più che confortevole in praticamente ogni circostanza – e raramente il sensore di illuminazione è costretto a spingere tutto al massimo.

Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali
Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali Recensione Amazfit GTR 2: rapporto qualit/prezzo con pochi rivali

Anche in modalità Always-On, finalmente disponibile, la luminosità è un compromesso accettabile tra due scenari diametralmente opposti: all’aperto sotto il sole si riesce a vedere, anche se con un po’ di fatica, mentre la notte mentre stai per addormentarti non ti “sparaflasha” in modo fastidioso. Il touch screen risulta sempre perfettamente reattivo, e il vetro sembra piuttosto resistente ai graffi: Amazfit impiega un rivestimento chiamato oDLC, ovvero Optical Diamond-Like Carbon, e il risultato è che alcuni incontri involontari con cerniere, spigoli del muro e altri oggetti “indesiderati” non ha lasciato segni spiacevoli. In altre parole: dopo un mese al polso, in casa e all’aperto senza troppi riguardi, è ancora indistinguibile dal nuovo. Un punto anche per il cinturino, che magari ha un look un po’ anonimo ma se non altro resiste bene.

SISTEMA OPERATIVO


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Come la precedente generazione, Amazfit GTR 2 monta un sistema operativo proprietario. È organizzato in modo ragionevolmente intuitivo: ci sono gli swipe laterali per spostarsi da un quadrante all’altro, e gli swipe verso l’alto o verso il basso per visualizzare schermate e informazioni aggiuntive. Sempre tramite swipe verticali si possono raggiungere, dalla watchface principale, i toggle rapidi e la tendina delle notifiche (a cui non si può rispondere direttamente dall’orologio).

Il tasto fisico superiore, quello con l’accento rosso, viene usato per entrare nel menu con tutte le app tra cui le impostazioni, mentre quello inferiore è dedicato al tracking dell’allenamento. C’è una schermata di widget, che può essere configurata come ordine e come pannelli dall’utente (anche attraverso l’app companion, che è più comodo).

La scelta di watchface è piuttosto ampia: attraverso l’app companion ufficiale per smartphone se ne possono scaricare di nuove. Lo “store” (in realtà tutte le watchface sono gratis) viene aggiornato con frequenza ragionevole: al momento gli elementi totali sono 58. Alcune watchface sono personalizzabili, ma non molto: sostanzialmente si può scegliere quale tipo di dato visualizzare in determinate aree. Un tocco molto carino è che ogni watchface prevede una propria versione personalizzata dell’AOD. In alternativa si può optare per le due default (analogica e digitale), ma è bello avere una scelta un po’ più personale e in tema, diciamo.

APP E FUNZIONI


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Rispetto al modello precedente, Huami ha aggiunto diverse novità degne di nota, in particolare:

  • Un lettore musicale, che gode di 3 GB di spazio di archiviazione interna dedicata. Il trasferimento dei file musicali avviene attraverso l’app companion. La musica può essere riprodotta attraverso cuffie, casse o auricolari connessi via Bluetooth oppure attraverso lo speaker integrato. Quest’ultimo non è granché, ma può essere sufficiente per degli allenamenti un po’ più e avanzati, per esempio con una traccia di metronomo per assicurarsi di avere la cadenza ideale. Attraverso l’app companion è possibile creare e organizzare le playlist, tra l’altro. In ogni caso, è finalmente possibile lasciare lo smartphone a casa e farsi il proprio allenamento senza rinunciare ad alcuna funzionalità.
  • La possibilità di rispondere alle telefonate, posto naturalmente che il proprio smartphone sia a distanza di connessione Bluetooth (deve essere molto vicino, però: molto meno dei canonici 10 metri di una connessione BT. A seconda delle circostanze, 3 o 4 metri di distanza possono essere sufficienti a rendere la conversazione impossibile). Il microfono è, comprensibilmente, piuttosto debole, e il volume dello speaker non è chissà che alto. Insomma, bisogna rimanere un po’ in posa alla Michael Knight, che non è l’ideale per lunghe chiacchierate; ma per una telefonata breve, per esempio per richiamare KITT, è più che decoroso.
  • Il sistema di misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue. La procedura non è del tutto immediata, nel senso che bisogna osservare certe istruzioni e aspettare alcuni secondi per la misurazione effettiva. Diciamo che una trentina di secondi ci vogliono.
  • I comandi vocali tramite Alexa. Qui non posso esprimermi molto perché in Italia la funzionalità non è ancora attiva. Huami dice che arriverà, ma non ci sono tempistiche precise. Sappiamo comunque che non è sufficiente pronunciare “Alexa” seguito dal comando, come si fa di solito: bisogna cliccare il relativo widget (si trova nella pagina dedicata, swipe verso destra dalla watchface principale) oppure tenere premuto il pulsante laterale in alto. C’è un basilare riconoscimento di alcuni comandi vocali offline, ma anche questi funzionano solo in inglese.

Per il resto, il software rimane piuttosto completo e non ha molto da invidiare alla concorrenza – rilevamento dello stress, promemoria di sedentarietà, sveglia, meteo, impostazione obiettivi personali giornalieri, il sempre più diffuso sistema PAI (Personal Activity Intelligence) per valutare il proprio livello di benessere, promemoria e naturalmente misurazione del battito cardiaco.

L’impossibilità di installare app di terze parti rimane il vero grande limite del dispositivo: è vero che l’offerta è molto completa, ma c’è sempre il caso limite “di nicchia” che il software integrato non gestisce (un musicista potrebbe trovare molto utile un metronomo, per esempio, che funziona con la vibrazione). Lo stesso vale per le watchface, naturalmente.

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Il tracking degli allenamenti è semplice da gestire e completo: c’è il pulsante fisico in basso dedicato. L’elenco è bello ampio, e va dal tiro alla fune allo sci di fondo, dal volo di acquiloni (??) al nuoto. Il firmware originale includeva solo 12 modalità, ma uno degli aggiornamenti di fine anno ne ha aggiunti tantissimi – ora siamo a 90. Lo stesso aggiornamento ha attivato il rilevamento automatico dell’allenamento, a distanza di 60-90 secondi dall’inizio. Funziona con una precisione piuttosto discreta, ma incrementa il consumo di batteria. Si può modificare la lista del menu principale per togliere gli allenamenti che non interessano onde facilitare ulteriormente le operazioni. Una volta iniziato, l’allenamento si può anche mettere in pausa, oltre che interrompere; e quando è stato completato si può consultare – sia come traccia GPS sia come dati raccolti.

APP COMPANION


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Una volta si chiamava Amazfit, ora si chiama Zepp, ma la sostanza non cambia: l’app companion è sempre stata molto apprezzata e per un buon motivo. È completissima ma non eccessivamente difficile da usare – ci sono tutte le informazioni di cui si ha bisogno, dal riepilogo dei propri allenamenti alla compilazione dei propri dati personali.

L’interfaccia è ben fatta, al passo coi tempi, ricca di animazioni fluide e di buon gusto. Ogni tanto c’è qualche ridondanza, ma nel complesso è più che accettabile. Ci sono tanti comandi e tante informazioni utili, ed è possibile collegare alcuni account dei propri tracker preferiti come Strava e Google Fit. Al momento sono solo quattro, almeno qui in Italia.

L’app rimane sempre in esecuzione in background, ma ha un impatto trascurabile sulla batteria dello smartphone. La localizzazione in italiano (ma anche in inglese) non è ancora perfetta, e ci sono alcune traduzioni approssimative, qualche stringa non perfettamente formattata, dei simboli in codice HTML e così via. Non è niente di grave, comunque – diciamo che se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, questo è probabilmente il più grosso, figuriamoci quindi gli altri.

La sezione che secondo me risulta migliore di tutte è quella di consultazione dei dati dell’allenamento; l’infografica è ben impaginata e completa, e l’eventuale percorso dell’allenamento può essere esportato come file GPX.

SISTEMA E SOFTWARE


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Il sistema operativo è piuttosto intuitivo e piacevole da usare. La fluidità di animazioni e transizioni non è ai livelli dei dispositivi più sofisticati ma ha il pregio di essere consistente e regolare. Inevitabilmente è uno dei pochi ambiti che ricordano che non abbiamo a che fare con un prodotto top di gamma. Il touch è sempre molto preciso e le gesture vengono registrate senza indugi o tentennamenti.

Mi è piaciuto molto il sensore di luminosità, che riesce a bilanciare molto bene la luminosità in modo tale che il display sia sempre leggibile senza esagerazioni. Il software ogni tanto fa le bizze – per esempio il meteo fa fatica ad aggiornarsi, anche se non si cambia località – mentre lato versatilità non c’è molto da recriminare.

TRACKING E ALLENAMENTO


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Amazfit GTR 2, dicevo in apertura, è uno smartwatch che va contestualizzato nella sua fascia di prezzo: le pecche più evidenti rispetto a prodotti di altro spessore sono proprio nella precisione delle misurazioni e del tracking. Il rilevamento della saturazione di ossigeno è un pochino lento e la procedura dev’essere eseguita con una certa attenzione.

Durante l’allenamento le discrepanze del rilevamento del battito cardiaco con una fascia cardio toracica sono abbastanza evidenti; e durante le uscite in bici in un paio di occasioni il GPS non ha registrato alcuni settori (più in generale è piuttosto lento ad agganciare il segnale; e chiede di usare l’app sullo smartphone per velocizzare il processo, tu ci provi e l’app ti dice “impossibile aggiornare i dati”). Alcuni dati statistici sono chiaramente sballati anche senza bisogno di controprova con strumenti più precisi (in altre parole: sì, sono certo di non aver mai raggiunto i 76 km/h in MTB su un percorso prevalentemente in pianura…).

Insomma: GTR 2 fornisce indicazioni di massima, non adatte a un allenamento ad alto livello mirato e altamente ottimizzato: chi cerca quel tipo di informazioni lì deve per forza orientarsi su altri prodotti – ma naturalmente aumenta in modo sostanziale l’esborso.

AUTONOMIA


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Questa è stata una bella sorpresa: non solo l’orologio ha una durata più che soddisfacente, ma possiede un gran numero di opzioni per regolare l’autonomia a seconda delle proprie esigenze – per esempio l’AOD, il timeout dello schermo, il tracking automatico dell’allenamento, la finestra di attivazione dei comandi vocali offline, il rilevamento automatico dello stress, il monitoraggio del sonno e molto altro ancora.

Amazfit promette 14 giorni di autonomia, e c’è una modalità a super risparmio energetico che permette di arrivare fino a quasi 40 giorni. Naturalmente usando il GPS l’autonomia crolla drasticamente – lo stesso discorso vale per la musica o per le chiamate, ma in genere anche con una giornata proibitiva dal punto di vista dell’allenamento si riesce ad arrivare a sera senza problemi. Nella mia esperienza sono riuscito a totalizzare cinque giornate piene con circa 8 ore di GPS/tracking sportivo, AOD, qualche chiamata rapida e timeout dello schermo a 20 secondi; ma più che altro ho apprezzato che bastino i 10-15 minuti al giorno di “rabbocco” di energia (il tempo della doccia, insomma) per ripartire sempre dal 100%.

IN POCHE PAROLE


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Amazfit non stravolge la formula della generazione precedente, ma la raffina e la migliora in modo concreto e tangibile. Una volta compresi i suoi limiti, si scopre che GTR 2 offre davvero tanto per quel che costa.

Non è un prodotto di livello professionale: chi cerca la massima precisione deve rivolgersi ad altro. Ma per chi si allena senza troppe pretese e vuole qualche informazione in più sulla propria attività fisica, è difficile trovare un prodotto con un rapporto qualità/prezzo più vantaggioso. Con quel bel display e il suo corpo sottile, non sfigura nemmeno come orologio tradizionale. La batteria generosa garantisce un’esperienza d’uso libera da “panico da caricatore”.

PRO E CONTRO


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LINK ACQUISTO


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ATTENZIONE: la disponibilità per la Classic Edition è prevista su Amazon per il 24 febbraio. In alternativa si può ordinare sul sito ufficiale di Amazfit al prezzo di 179,90€.

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