Recensione Xiaomi Mi Watch: con Alexa integrato ha una marcia in più | Web Agency Brescia
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Recensione Xiaomi Mi Watch: con Alexa integrato ha una marcia in più

Recensione Xiaomi Mi Watch: con Alexa integrato ha una marcia in più

Recensione Xiaomi Mi Watch: con Alexa integrato ha una marcia in più


A metà gennaio, Mi Watch è arrivato finalmente anche sul mercato italiano. Con un quadrante ampio, dalle linee pulite, ha piacevolmente innovato la linea di indossabili Xiaomi, e così ho deciso di provarlo per qualche settimana.

L’attesa è stata premiata: proprio negli scorsi giorni ha ricevuto un aggiornamento software che prevede il supporto ad Alexa in lingua italiana, oltre a un paio di nuovi quadranti per la modalità standby, alla possibilità di controllare il pulsante di scatto della fotocamera dello smartphone e ad altre ottimizzazioni. Dunque, bando alle ciance: ecco come mi sono trovata in questo periodo d’utilizzo.

SOMMARIO

COSA NE PENSO


Recensione Xiaomi Mi Watch: con Alexa integrato ha una marcia in più

DISPLAY

Il primo tra i pro, almeno per quanto mi riguarda, è il display: grande, luminoso, AMOLED, da 1,39” pollici, 326 PPI e una risoluzione di 454×454 pixel, è piacevole alla vista e vanta un’ottima visibilità in tutte le situazioni di luce. La luminosità infatti si autoregola rispetto alle condizioni ambientali, anche in modalità always on; ci sono oltre 100 quadranti tra cui scegliere.

La responsività del touchscreen è molto buona, e il sistema operativo è reattivo; fluidità soprattutto negli swipe e nell’apertura dei menù, un po’ meno nella selezione di elementi specifici, dove a volte capita di dover cliccare due volte per ottenere il risultato sperato.

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DESIGN

Anche il design incontra i miei gusti: lineare, pulito, è contraddistinto da una cassa in policarbonato opaco e da un quadrante circolare abbastanza leggero (si parla di 32 grammi per la sola cassa) corredato da due pulsanti fisici sul lato destro. Uno, con la dicitura Home, apre l’elenco delle applicazioni, e sono parecchie; l’altro, con la dicitura Sport, rimanda direttamente alle 117 attività sportive tra cui è possibile scegliere, in linea con il marketing che lo presenta come un prodotto dall’anima sportiva, anche se non professionistica.

La cassa è disponibile in tre colorazioni – blu, beige o nero – mentre il cinturino è disponibile in sei colorazioni; il dispositivo che ho provato io, come vedete nelle immagini, è tutto in blu. A proposito di cinturino, è realizzato in un silicone abbastanza morbido e flessibile, il che è un’ottima cosa – per nulla scontata – e ha due fermacinturini; tuttavia, per il mio polso risulta comunque troppo ingombrante, anche perché il quadrante è da 46 mm. La buona notizia è che può essere sostituito con qualsiasi altro cinturino di proprio gradimento, essendo l’aggancio di dimensioni standard (22 mm).

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SPORT E SENSORI

Certificato contro acqua e polvere, il Mi Watch può essere immerso fino a un massimo di 5 ATM, il che lo rende adatto per l’uso in doccia oppure in piscina, visto che può monitorare anche sport natatori. Solo per la camminata e la corsa, il sistema permette di rilevare automaticamente quando si sta facendo esercizio, e funziona.

Una menzione d’onore per il contapassi, che non sbaglia un colpo, a differenza di modelli anche più patinati. Bene anche la possibilità di visualizzare i dati delle sessioni sportive direttamente sull’orologio, visto che molti concorrenti non lo permettono. Un po’ traumatica invece la notifica di inattività, che si manifesta con una vibrazione violenta e un categorico “Forza, attivati!”: brutale.

Buone notizie anche per il GPS, che si è rivelato preciso e veloce nel localizzarmi. Essendo standalone, non necessita dello smartphone per rilevare gli spostamenti, e il chip da 12 nm supporta i quattro principali sistemi di posizionamento, ovvero GPS, GLONASS, Galileo e BDS. Agile e stabile anche la connettività con il Bluetooth 5.0.

Gli altri sensori presenti permettono di misurare l’altitudine, la pressione atmosferica, l’ossigenazione del sangue, il battito cardiaco in maniera continuata, il sonno e anche il livello di energia e di stress; anche se devo dire che in generale non ho mai ben compreso l’affidabilità degli ultimi due valori (ma questo su tutti gli smartwatch).

SISTEMA OPERATIVO

Passando al sistema operativo proprietario (quindi niente Wear OS) la navigazione tra le pagine è fluida, ma come accade spesso nel caso degli indossabili poco personalizzabile: non è possibile installare app di terze parti.

Scorrendo a destra rispetto alla Home si trovano 8 schermate che riportano, rispettivamente: la frequenza cardiaca, l’energia, i dati sul sonno, il meteo, lo stress, l’ossigenazione del sangue, la schermata musicale (che permette di gestire la riproduzione sullo smartphone, ma non di scaricare direttamente musica nell’indossabile e ascoltarla da lì) e il report attività (calorie, passi, tempo passato in piedi).

Il menù di sistema contiene parecchie app, ma devo dire che graficamente non sembra studiato per la forma circolare del display; pare invece più adatto a una forma quadrata, e le icone non sono particolarmente accattivanti. Scorrendo dal basso verso l’alto si trovano invece i controlli rapidi, come la modalità non disturbare, l’attivazione del display in corrispondenza della rotazione del polso, la possibilità di tenere lo schermo sempre attivo, la torcia, le sveglie, le impostazioni.

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NOTIFICHE

Dall’alto scende invece la tendina delle notifiche, e con essa le limitazioni in uno degli ambiti che più mi interessa. Sulla sincronizzazione nulla da dire: una volta selezionate, tramite lo smartphone, le app da cui si desidera riceverle, le notifiche sono tempestive e si manifestano con una vibrazione adeguata. La sincronizzazione avviene one-way, nel senso che le notifiche “lette” sul Mi Watch rimangono visibili sullo smartphone, e invece quelle “lette” sullo smartphone scompaiono dal Mi Watch.

Tuttavia non è possibile interagirci più di tanto: ci si limita a visualizzarne il contenuto, anche per esteso (per le mail solo l’oggetto) e con eventuali emoji, ma non si può rispondere ai messaggi, in nessuna forma, né alle telefonate, se non rifiutandole. Inoltre non è possibile selezionarne solo alcune per farle sparire: a questo scopo, bisogna visualizzarle per esteso oppure cancellarle tutte insieme. Peccato, perché essendo presente un microfono (sfruttato per Alexa), poteva magari essere implementata una funzione Voice to Text.

Questa è per me una limitazione di un certo peso perché concepisco un indossabile da polso come un sostituto, per quanto possibile, dello smartphone; insomma, un dispositivo che mi permetta di lasciare il telefono nella borsa o in tasca e di portare avanti le funzioni di comunicazione essenziali (o anche di ascoltare musica in locale). Forse però, essendo il Mi Watch pensato espressamente per lo sport, potrebbe essere una questione di target.

APP E AUTONOMIA

L’app è Xiaomi Wear, e devo dire che la trovo ben fatta. Semplice da consultare, è anche completa: condensa tutti i dati raccolti dall’indossabile in alcune schermate di agile visione. Unico neo l’impossibilità di visualizzare il tracciato GPS a schermo intero e di esportarlo in altre app.

Molto bene, anzi benissimo l’autonomia: una carica dura 12-14 giorni con un utilizzo misto. Certo, molto dipende dalle attività che si decide di intraprendere: se l’opzione Always On non consuma poi molto, il GPS inevitabilmente è energivoro, ma comunque meno della concorrenza: si attesta su un consumo di 4% all’ora, notevole. La ricarica avviene tramite la basetta dotata di pogo pin magnetici, e impiega circa 1 ora e mezzo per arrivare al 100%.

L’AGGIORNAMENTO DI VALORE


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Per quanto mi riguarda, l’aggiornamento di metà febbraio ha portato con sé delle funzionalità decisamente interessanti. Da un lato infatti c’è il supporto ad Alexa in italiano, che rende giustizia alla presenza del microfono e permette di accedere a varie opportunità legate all’assistente vocale di casa Amazon, dalla gestione dei dispositivi intelligenti alle ricerche web, passando dalla possibilità di impostare timer e tanto altro attraversi i classici comandi vocali.

Ma la cosa più rilevante è la funzione otturatore, che permette di controllare il pulsante di scatto della fotocamera dallo smartphone rendendo possibile fare delle belle foto anche a distanza di diversi metri. I selfie di gruppo, posizionato lo smartphone in qualche posto stabile, diventano molto più semplici e si può tralasciare la famigerata stick! Insomma, una possibilità che ho molto apprezzato anche perché molti dispositivi concorrenti, anche ben più costosi, la rendono disponibile solo all’interno del proprio ecosistema, mentre da questo punto di vista Xiaomi si è dimostrata generosa.

PREZZO E CONCLUSIONI


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Il prezzo di vendita è di 129 euro: niente male, considerato anche che al lancio è stato messo in offerta a 99 euro diventando davvero un ottimo affare.

In conclusione, al netto di tutto ciò che è stato scritto, il Mi Watch è un dispositivo solido, senza fronzoli, che rappresenta un bel passo avanti rispetto alle smartband e, pur non essendo un prodotto da super professionisti, fornisce un bel po’ di funzioni interessanti per chi pratica sport. Considerato anche il prezzo, rappresenta una buona alternativa da tenere in considerazione nel panorama degli indossabili.

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