Neutrino nel ghiaccio rivoluziona l'astrofisica: dal buco nero all'Antartide | Web Agency Brescia
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Neutrino nel ghiaccio rivoluziona l’astrofisica: dal buco nero all’Antartide

Neutrino nel ghiaccio rivoluziona l'astrofisica: dal buco nero all'Antartide

Neutrino nel ghiaccio rivoluziona l’astrofisica: dal buco nero all’Antartide


Non ce ne accorgiamo, ma in ogni istante veniamo colpiti da miliardi e miliardi di particelle cosmiche che bombardano la Terra alla velocità della luce. É un fenomeno naturale, sempre esistito e che sempre esisterà fino alla fine dei tempi. Certo è che intrappolare uno di questi proiettili non è cosa di tutti i giorni. E l’IceCube Neutrino Observatory in Antartide ci è riuscito.

Per capire cosa è successo bisogna fare un piccolo passo indietro, diciamo di circa 700 milioni di anni, quando una stella è stata attirata da un buco nero. Evento che è stato rilevato un paio di anni fa da un osservatorio in California, così come il bagliore luminoso generatosi nel momento in cui la stella si è avvicinata all’orizzonte degli eventi.

I ricercatori sono riusciti a ricostruire le fasi della morte della stella, fino alla sua spaghettificazione (effetto conseguente all’attrazione della stella nel buco nero, la cui forza di gravità cresce man mano che ci si avvicina al centro: la parte della stella più vicina al centro viene attratta più fortemente rispetto a quella più lontana, e in questo modo il corpo si allunga fino ad avere una forma estremamente sottile, simile a uno spaghetto).

Ebbene, torniamo coi piedi per terra sul nostro pianeta: in prossimità dell’osservatorio antartico è stata trovata una particella-proiettile – un neutrino – di origine cosmica, scontratasi con una molecola di ghiaccio: un evento rarissimo, visto che un conto è sapere di essere bombardati costantemente da particelle provenienti dallo spazio, altro conto è poter catturare uno di questi neutrini. Facile intuire che la scoperta abbia entusiasmato i ricercatori, che hanno poi raccolto i loro eccezionali risultati nello studio pubblicato su Nature Astronomy.

Ma che correlazione c’è tra il canto del cigno della stella e la particella ingabbiata nella molecola di ghiaccio? Semplice: il neutrino proviene proprio da quell’evento a 700 milioni di anni luce, e ha raggiunto il nostro pianeta muovendosi in linea retta. Privo com’è di carica, il neutrino è libero di attraversare il cosmo senza trovare ostacoli. L’evento di distruzione mareale (TDE, fenomeno che avviene quando una stella si avvicina all’orizzonte degli eventi di un buco nero supermassiccio) ha fatto sì che almeno metà della stella venisse dispersa nello spazio sotto forma di frantumi e polvere spaziale, mentre la parte rimanente sarebbe rimasta in loco, alimentando il disco di accrescimento del buco nero. E i neutrini formatisi dall’evento catastrofico avrebbero iniziato così il loro lungo viaggio nel cosmo, raggiungendo (anche) la Terra.

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