Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica | Web Agency Brescia
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Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica

Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica

Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica


A due mesi di distanza dall’inizio del programma, il Super Cashback continua a far discutere. Mentre il programma Cashback di Stato sta funzionando bene, o perlomeno questa è l’impressione generale considerato che una decina di giorni fa sono stati erogati i primi rimborsi relativi al periodo straordinario di dicembre, lo stesso discorso non vale per il Super Cashback, nato per premiare i cittadini più “virtuosi”, intesi come assidui utilizzatori di pagamenti elettronici.

Nelle ultime settimane infatti si sono moltiplicati i trucchi per gonfiare il numero di transazioni e rientrare così nei primi 100.000 consumatori che, avendo totalizzato il maggior numero di transazioni con moneta elettronica, riceveranno il bonus extra da 1.500 euro.

Un premio evidentemente molto ambito, considerata la laboriosità dei sotterfugi a cui si sono dimostrati disposti alcuni utenti, a iniziare da chi ha deciso di sfruttare le serate funestate dal coprifuoco per trascorrere del tempo ai distributori di carburante facendo il maggior numero di transazioni possibili: anche 70 in un’ora per importi esigui, approfittando dell’assenza degli addetti – e di altri automobilisti scocciati – nelle ore notturne.

NUOVI TRUCCHI PER VECCHIE VOLPI


Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica

Ma forse non c’è limite al multiforme ingegno che muove gli ossessi del Super Cashback, ed eccoci alla notizia del giorno: a quanto pare, diverse persone avrebbero acquistato un POS portatile SumUp, registrato il proprio IBAN e iniziato ad “auto-pagarsi” facendo scattare una transazione. SumUp avrebbe avvisato molti esercenti che la cosa non è permessa, e non rientra nemmeno nel regolamento stesso del cashback. Inoltre, visto che su questo tipo di transazioni ci sono delle commissioni a cui non si applica l’azzeramento per spese sotto i 5 euro previsto per il circuito Pagobancomat, il comportamento potrebbe rivelarsi controproducente.

Un altro capitolo riguarderebbe invece Satispay, che permetterebbe di fare diverse transazioni anche per somme molto esigue, ad esempio un caffè da 1 euro suddiviso in 5 “rate” da 0,20 euro l’una; in questo caso il gestore non si opporrebbe perché l’operazione non ha costi per lui, a differenza di quanto accade con i gestori dei distributori di carburante, costretti a sobbarcarsi le commissioni per ogni transazione effettuata.

A quanto pare, anche Satispay avrebbe richiamato diversi esercenti per chiedere conto della gestione dei loro account, pieni di microtransazioni ravvicinate da pochi centesimi: dunque, dove non è arrivato il regolamento del Cashback sarebbero arrivati i circuiti privati.

Ma la novità forse più sorprendente riguarda dei “benefattori ignoti”: utenti che inviano pochi centesimi a esercenti a caso su Satispay, senza mai aver messo piede o acquistato alcunché nel bar o nel negozio in questione, sperando che il commerciante accetti i soldi regalati per avere una transazione in più, magari da 0,1 euro.

A CHE PUNTO LA CLASSIFICA


Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica

Dando un’occhiata al numero spropositato di transazioni dei primi in classifica, già a gennaio era stata sollevata l’ipotesi che qualcuno stesse approfittando di alcune lacune nelle norme, ma la situazione è andata rapidamente peggiorando, al punto che ormai è veramente difficile farsi strada verso la vetta della classifica.

Ad oggi infatti il 100.00 utente in classifica ha 113 transazioni, cioè quasi 1,9 al giorno, 13 la settimana e 56,5 al mese dall’inizio del periodo semestrale valido per Cashback e Super Cashback, ovvero il 1 gennaio; e si parla solo del fanalino di coda, la soglia che divide chi riceverebbe il premio da chi no. C’è poi da considerare lo scarto di qualche giorno necessario per la contabilizzazione delle transazioni, e anche il fatto che la classifica è provvisoria perché quella definitiva sarà pubblicata il 10 luglio 2021.

SUPER CASHBACK ADDIO?


Super Cashback addio? Intanto spuntano nuovi trucchi per scalare la classifica

Purtroppo la pratica, seppur scorretta e deprecabile poiché spesso va a colpire gli impianti di erogazione e in generale chi prende parte in modo corretto all’iniziativa, non costituisce alcun illecito, come avevamo già sottolineato in passato. Le modalità stabilite per assegnare il Super Cashback non vietano di eseguire più pagamenti ravvicinati e non stabiliscono alcuna soglia minima di importo, esponendosi così agli abusi di questo tipo.

Di certo c’è che molti si sono rivolti al Ministero dell’Econmia e delle Finanze chiedendo a gran voce di porre un argine alla situazione, a partire dalla Federazione Italiana Impianti Stradali Carburanti.

Ad oggi non ci sono novità effettive se non quelle relegabili al campo delle ipotesi, come l’introduzione di un algoritmo in grado di individuare i pagamenti ravvicinati (a cui dovrebbe necessariamente affiancarsi anche un adeguamento delle norme del Cashback, altrimenti sarebbe inutile) o la cancellazione del Super Cashback in toto, ammesso che sia possibile a programma già avviato.

Bisognerà vedere come si muoverà il governo Draghi su questo fronte: come spiega oggi La Stampa, il Ministero ha 15 giorni di tempo per rimettere mano al Recovery Plan e, in base alle indicazioni date dal premier nel suo discorso programmatico, il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà essere rafforzato in due aspetti principali, cioè la definizione degli obiettivi strategici e il potenziamento del capitolo delle riforme, indicandone meglio gli effetti.

In questa ottica, il Recovery plan sarà probabilmente “ripulito” da molti microprogetti che non rispondono alla lettera ai parametri europei, e tra questi potrebbero rientrare proprio i 5 miliardi di euro destinati a finanziare il Cashback, che potrebbero venir dirottati su progetti di maggior resa. Chissà se, dopo tanto affaccendarsi, dovremo prematuramente dire addio al Cashback di Stato?

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