PEUGEOT 208 GT Line PureTech 130 cv | Recensione e Video | Web Agency Brescia
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PEUGEOT 208 GT Line PureTech 130 cv | Recensione e Video

PEUGEOT 208 GT Line PureTech 130 cv | Recensione e Video

PEUGEOT 208 GT Line PureTech 130 cv | Recensione e Video


La prova della Peugeot 208 PureTech 130 cv: la seconda generazione vanta uno stile moderno e originale, dalla personalità spiccata, e si fa apprezzare per la tecnologia a bordo, il comportamento stradale equilibrato e sicuro, e nel caso di questa versione anche per un motore che le regala un brio quasi sportivo abbinato all’ottima trasmissione automatica.

È l’ultima di una dinastia nata nel 1983: eletta Auto dell’Anno 2020, è sempre tra le più vendute in Italia e in Europa; benzina, diesel o anche 100% elettrica, è ancora tra le più apprezzate nel suo segmento. La piccola francese piace molto perché mescola abilmente stile, tecnologia e doti dinamiche. Di lei ormai conoscete quasi tutto, non è un modello inedito. Al suo esordio Luigi ha provato subito l’elettrica, la e-208. Il nostro test più approfondito è invece dedicato al top di gamma, per ora, tra le versioni a benzina: con il 1.2 PureTech da 130 cv abbinato al cambio automatico EAT8.

STILE MODERNO E ORIGINALE


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Il design resta uno degli elementi di maggiore successo della piccola della Casa del Leone. E anche a noi italiani è piaciuta subito, proprio noi che quando acquistiamo un’auto, ancora oggi diamo molta importanza al design, allo stile. Quest’ultimo alla 208 non manca di certo e nemmeno la personalità: a cominciare da quel frontale, che un po’ divide ma non passa certo inosservato, con la firma luminosa a 3 artigli che la rende inconfondibile. Ha uno stile equilibrato, dinamico, che a tratti evoca un po’ le icone del passato come la mitica 205, la prima della serie, ma anche le successive 206 o 207, che chi ha qualche anno di più ricorda molto bene.

Mi piacciono i dettagli che contraddistinguono le versioni un po’ più sportiveggianti come questa GT Line: i profili dei finestrini, lo spoiler posteriore, le modanature dei passaruota in nero lucido, i cerchi diamantati da 17 pollici. Su questo esemplare è stato aggiunto anche il tetto Black Diamond, che è un optional e con il colore Bianco Madreperla ci sta proprio bene. Nell’insieme strizza l’occhio alla sportività ma senza esagerare.

SCHEDA TECNICA PURETECH 130 CV

  • Motore: 3 cilindri in linea, 1.199 cc
  • Potenza max g/min(kW): 96 a 5500
  • Coppia max g/min (Nm): 230 a 1750
  • Alimentazione: Benzina, Euro 6d
  • Cambio automatico n° rapporti: 8 + retromarcia
  • Trazione: anteriore
  • Freni: dischi autoventilanti anteriori, dischi posteriori
  • Velocità max (km/h): 208
  • Accelerazione 0-100 km/h (sec): 8,7
  • Consumo Ciclo misto: 4,7 l/ 100 km
  • Consumo Ciclo urbano: 5,5 l/100 km
  • Consumo Ciclo extra-urbano: 4,2 l/100 km
  • Consumo WLTP Ciclo medio combinato: 5,4 l/ 100 km
  • Emissioni CO2: 122 g/km
  • Pneumatici: 205/45 R17 81H
  • Peso totale a pieno carico: 1630
  • Peso a vuoto (compreso conducente): 1233
  • Larghezza (mm): 1745
  • Lunghezza (mm): 4055
  • Altezza (mm): 1430
  • Passo (mm): 2540
  • Capacità volume bagagliaio (dm³): 265
  • Capacità serbatoio carburante (litri): 44

DIGITALE MA POCO PRATICA


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Appena si sale a bordo, il colpo d’occhio è notevole: molti di voi ricorderanno che proprio la 208 ha portato al debutto l’ormai famoso i-Cockpit 3D di Peugeot, con il quadro strumenti digitale tridimensionale. Il design della plancia non lascia certo indifferenti: nell’insieme è ben fatta, peccato solo per alcune plastiche rigide nella parte inferiore e nei pannelli delle portiere che non sono all’altezza del resto.

Non sono male gli inserti nella fascia centrale che ricordano la fibra di carbonio e l’elegante consolle centrale laccata nera lucida. Molto raffinati i sette tasti che chiamano “toggle switches”, i selettori a impulsi, belli da vedere ma non così facili da individuare; ed è ancora meno semplice con quelli dietro, a sfioramento. A molti piaceranno anche le luci d’ambiente sulla plancia e sui pannelli porta: potete scegliere tra 8 colori.

Il clima automatico è solo monozona ma nelle versioni più ricche secondo me dovrebbe essere bi-zona, inoltre le bocchette sono un po’ piccole e prive di regolazione indipendente della portata. Gestire il clima dal display centrale non è così immediato, si perde tempo e ci si distrae troppo: era meglio avere i comandi separati. L’abitabilità è buona: quattro persone adulte di statura media viaggiano piuttosto comode, a patto che chi siede dietro non sia più alto di 1 metro e 80 altrimenti potrebbe avere qualche problema per le ginocchia. Se siete in cinque, in tre sul divano posteriore si sta un po’ strettini.

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Ma voi conoscete forse un’auto di questo segmento su cui si viaggia comodi in cinque? L’accessibilità posteriore è inevitabilmente un po’ scomoda: le porte sono un po’ piccole, bisogna essere davvero agili. Lo spazio per i piccoli oggetti non manca: dal cassetto nella plancia al vano sotto il bracciolo centrale. La capienza del bagagliaio non è male: di solito è 309 litri. Su questo allestimento c’è però di serie il ruotino di scorta, che ruba un po’ di spazio, e scende a 265. Ha una forma regolare ed è rifinito piuttosto bene, con un gancio appendiborse e un elastico laterale di fissaggio per i piccoli oggetti.

La soglia di carico è a 69 cm da terra ed è piuttosto agevole, però quando si reclina il divano, resta un gradino che non aiuta se dovete caricare oggetti lunghi o ingombranti. Il massimo è 960 litri: la linea con il lunotto molto inclinato non aiuta di sicuro. Complessivamente la capacità di carico è solo discreta, tra le concorrenti c’è chi fa di meglio.

PROVA PURETECH 130 cv


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La posizione di guida non è male però, come già avevo notato sulla 2008, è studiata per vedere bene il display sopra il volante, che per questo motivo è piccolo e molto, troppo, in basso. Purtroppo è questione di pochi centimetri: basterebbe aumentare un po’ l’escursione del sedile verso il basso e sarebbe perfetta per qualsiasi taglia. I sedili anteriori sportivi, di serie su questa versione, sono ottimi, comodi, assicurano un buon supporto e fasciano bene nelle curve.

La 208 della nostra prova è quella, al momento, più potente, spinta dal 1.2 tre cilindri turbo PureTech con 130 CV di potenza e 230 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico Eat8. Risponde alla normativa antinquinamento Euro 6d. Bisogna provarlo, non sembra un tre cilindri ed è davvero un buon motore: per chi non lo sapesse Peugeot Sport lo ha scelto come base per sviluppare la nuova 208 Rally 4, che ha vinto il Campionato Italiano 2020 riservato alle 2 Ruote Motrici, con il grande Paolo Andreucci ed Anna Andreussi alle note, e sta già diventando il riferimento nei rally tra le auto di questo tipo.

E’ silenzioso ed equilibrato, con una spinta tale che si potrebbe pensare che sotto al cofano ci sia un motore più importante. La coppia è disponibile in basso, già a 1.750 giri, è comunque elastico e non disdegna nemmeno la parte alta del contagiri. Tra i tanti amati o odiati tre cilindri turbo sul mercato, si rivela uno dei migliori per performance e regolarità di funzionamento. La Casa dichiara uno 0 a 100 in 8,7 secondi e 208 km/h di velocità massima: non è la GTi, ma si fa già valere…

Il tre cilindri, appena lo si accende, a freddo vibra un po’, poi diventa silenzioso. E’ ben riuscito l’abbinamento motore-cambio: l’automatico con convertitore a otto rapporti funziona davvero bene, è fluido nei passaggi, veloce quando serve, mette sempre la marcia giusta, con innesti quasi inavvertibili.

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In città, anche nel traffico più intenso, la 208 non ha problemi, perché ha le misure giuste: è lunga 4055 mm. e larga 1745 mm. Motore e cambio consentono una guida fluida, senza stress. La visibilità davanti è buona. Non si può dire altrettanto dietro: il piccolo lunotto e i massicci montanti posteriori non aiutano. Per fortuna qui di serie ci sono i sensori di parcheggio anteriori, posteriori e la telecamera di retromarcia a 180°, anche per i parcheggi più difficili.

E se ancora non vi bastano, con 300 Euro potete aggiungere il Park Assist, l’assistenza attiva al parcheggio. Visto che la gente è sempre più distratta, meno male che è di serie la frenata d’emergenza, per evitare i pedoni più irriducibili, quelli che non guardano nemmeno mentre attraversano. Il drive mode nel tunnel centrale consente di scegliere tra tre modalità di guida: in Eco privilegia i rapporti più alti e punta a farci consumare un po’ meno.

In Normal, lo dice la parola stessa, diciamo che è un buon compromesso. Se scegliete la Sport in effetti diventa più reattiva, inserisce più spesso le marce basse, vi mette voglia di spingere un po’ e magari anche di usare il cambio in modalità manuale: i paddles dietro al volante sono un po’ piccoli e fissati al piantone, quindi non proprio facili da raggiungere mentre si sta effettuando una curva….

Non è una vera sportiva però secondo me potevano offrire la possibilità di sceglierla anche con il manuale a 6 marce. Come sanno bene i più appassionati, è costruita sulla nuova piattaforma CMP, quella comune ai veicoli del segmento B del Gruppo PSA come DS3 Crossback e Opel Corsa: questo ha consentito di ridurne il peso rispetto alla generazione precedente e di migliorarne le doti dinamiche e la guidabilità. Il peso in ordine di marcia è di poco più di 1100 kg.

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Tra le curve la 208 si trova decisamente a suo agio: mettete in Sport e nelle strade più tortuose si farà apprezzare per la maneggevolezza, e se aumentate il ritmo è rapida nell’inserimento in curva, mantiene la traiettoria e lo sterzo è piuttosto preciso. Forse qualcuno la vorrebbe più reattiva, più incisiva, con uno sterzo più rapido, con più feedback, più preciso ai piccoli angoli, con sospensioni più rigide. Ma questa GT Line è un buon compromesso, non vuole mai sacrificare troppo il comfort: l’assetto assorbe bene le asperità della strada, le sospensioni fanno un buon lavoro e solo al posteriore si sentono un po’ le buche più decise. Anche al limite, ha un comportamento sempre sicuro e affidabile, è stabile e la tenuta di strada è buona.

L’autostrada non sarà forse proprio il suo habitat naturale, eppure consente di viaggiare in modo confortevole. Ho fatto un viaggio abbastanza lungo, a una buona media e mi è piaciuta. La 208 è ben insonorizzata: il milledue a 130 all’ora, in ottava, gira tranquillo a circa 2500 giri; si sentono di più, ma non troppo, i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento delle gomme. Nei viaggi più lunghi vi piacerà il cruise control adattivo con il centraggio in corsia: fanno parte del pacchetto Drive Assist Plus, che costa 500 Euro. Voto positivo per la frenata: il pedale ha una corsa breve, risponde in modo lineare, vanta una buona modulabilità. Anche se il fondo stradale non è omogeneo si ferma in modo sempre stabile e sicuro.

E quanto consuma? Nella giornata in cui abbiamo girato il video ho percorso circa 240 km, tra autostrada, strade extraurbane e città, anche spingendo un po’: il computer di bordo indicava una media di circa 15 km al litro. La Casa dichiara un consumo medio nel ciclo urbano di 5,5 litri/100 km, che diventano 4,2 in quello extra-urbano. Nel ciclo misto 4,7 litri/ 100 km quindi una media di quasi 21,3 chilometri con un litro di benzina.

ADAS E SICUREZZA


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La 208 è sicura: tutte le versioni hanno di serie la frenata automatica di emergenza, il mantenimento di corsia, poi sugli allestimenti più ricchi offre ADAS che le permettono una guida autonoma di livello 2 e così è tra le migliori del suo segmento. Mani sul volante, e al resto ci pensa l’Adaptive Cruise Control che adatta la velocità alle condizioni del traffico che la precede, fino a fermarla e farla ripartire, quando c’è il cambio automatico EAT8.

In abbinamento a questa funzione con il Lane positioning assist, è in grado di rimanere autonomamente all’interno della propria corsia, perché legge la strada e mantiene la traiettoria agendo sullo sterzo. Come già detto c’è la frenata automatica di emergenza, ma anche la lettura dei cartelli stradali. Sono disponibili anche il Park Assist, il Lane Keeping Assist, il Driver Attention Alert e l’High Beam Assist.

Potete aggiungere anche l’Extended Traffic Sign Recognition, che rileva i cartelli stradali di Stop e Senso vietato e l’Active Blind Corner Assist (che costa 150 Euro) che controlla l’angolo cieco alle vostre spalle correggendo attivamente la traiettoria nel caso ci fosse un veicolo che sta per superarvi. L’unico che non mi ha convinto del tutto è il mantenimento di corsia che a volte è un po’ troppo brusco nell’intervento.

TECNOLOGIA A BORDO


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Tecnologia parlando, non c’è nulla di nuovo: abbiamo già scoperto ogni segreto dell’originale i-Cockpit, che Peugeot continua a evolvere e migliorare: negli allestimenti più ricchi come questo il display digitale è da 10′‘; strumentazione 100% digitale con effetto 3D, molto personalizzabile, ma non sempre così rapida e immediata da consultare, mentre si guida. Bisogna farci l’abitudine.

Il display dell’infotainment è touch da 7” e per le versioni in cui non è di serie, per avere il navigatore con il display da 10″ ci vogliono 850 euro in più. Rivolto verso chi guida, è abbastanza pronto nella risposta, non male come fluidità, ma non così raffinato nella grafica. Per navigare meglio affidarsi alle mappe di Android Auto o Apple CarPlay. Radio DAB, Bluetooth, 6 altoparlanti (e non suona male…),4 prese USB, di cui due posteriori di ricarica, una presa 12 V. Con 150 Euro potete avere la ricarica wireless per lo smartphone nel comodo cassettino della consolle centrale.

ALLESTIMENTI E PREZZI


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L’auto della prova è GT Line, uno degli allestimenti più ricchi offerti da Peugeot. Ma di recente è cambiata la gamma: prima erano cinque le versioni, ora sono quattro. Anche la piccola francese adotta la nuova strategia, già scelta per altri modelli della Casa: un allestimento di ingresso, pensato per chi cerca l’essenziale, e tre allestimenti principali, ciascuno dei quali si può poi arricchire con uno specifico pack che contiene gli optional abitualmente più richiesti dai clienti italiani.

La 208 ora è Like, Active, Allure o GT. Tre motori a benzina, uno a gasolio e quello elettrico: il propulsore a benzina è il 1.2 tre cilindri PureTech in tre step di potenza, 75, 100 e 130 cv. La meno potente, che è aspirata, la si può avere solo con il cambio manuale a cinque marce. La versione intermedia è il 100 CV turbo, con manuale a sei rapporti o automatico a 8 marce. Il nostro da 130 cv sovralimentato è offerto solo con l’EAT8. Per chi macina molti chilometri c’è il 1.5 4 cilindri BlueHDi, un turbodiesel con 100 CV abbinato al manuale a 6 marce e poi c’è l’elettrica da 136 cv.

Il nuovo listino parte dai 15.700 euro della Like PureTech benzina da 75 CV per arrivare ai 37.850 dell’elettrica GT con GT Pack.

Chi potrà scegliere questa versione con 130 cv? Di sicuro chi non percorre troppi chilometri all’anno e ama ogni tanto guidare in maniera un po’ più brillante, ma senza rinunciare troppo al comfort. Per quelli invece più “malati” come me l’attesa è proprio per la nuova GTi.

LE ALTERNATIVE

La concorrenza per la nuova 208 è tosta: Ford Fiesta, Volkswagen Polo, Renault Clio, Toyota Yaris, Seat Ibiza, le “cugine” Opel Corsa e Citroen C3 e, se il budget lo consente, anche Mini e Audi A1 Sportback. Voi quale scegliereste? Magari forse proprio la piccola francese?


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07 Set



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Audi
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