Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch? | Web Agency Brescia
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Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?


Eccoci all’ultimo appuntamento dedicato ai consigli per scegliere il monitor gaming più vicino alle nostre esigenze, una serie di spunti e riflessioni che possono aiutare a coniugare al meglio le caratteristiche tecniche del display con quello che è il nostro budget di spesa. Nel precedente articolo abbiamo trattato importanti parametri come risoluzione, refresh e tempo di risposta, oggi invece cercheremo di approfondire altre caratteristiche e tecnologie che vanno a completare – in linea di massima almeno – il quadro generale delle funzionalità che un monitor da gioco deve o dovrebbe avere.


Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?




Games
23 Dic



Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?




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27 Gen


Argomento di oggi saranno soprattutto i monitor curvi e il crescente successo che stanno riscuotendo sul mercato del PC gaming e non solo. I display di questo tipo rappresentano ormai un’alternativa sempre più valida ai classici schermi piatti (o flat screen), anche sotto il punto di vista economico. Allo stesso tempo però bisogna tenere presente che, se provenite da un’esperienza utente su monitor piatto, ci sono alcune cose che bisogna sapere e valutare prima di passare a un monitor con pannello curvo.

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Nei precedenti approfondimenti abbiamo trattato sostanzialmente tutte le caratteristiche e le tecnologie che caratterizzano un monitor da gaming, tra queste alcune meritano un approfondimento in quanto la loro presenza/implementazione influisce in modo diretto su quella che sarà l’esperienza utente e, cosa altrettanto importante, sul prezzo finale. Tra le caratteristiche in questione ci sono senza dubbio le funzionalità di sincronizzazione NVIDIA G-Sync e AMD FreeSync, l’Input Lag e altre opzioni che spesso si sentono nominare ma che non tutti conoscono; tra questi citiamo per esempio la recente NVIDIA Reflex, o tecnologie come Flicker Free e Shadow Control.

MONITOR CURVI – CARATTERISTICHE E COSE DA SAPERE


Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

In diverse occasioni abbiamo parlato di monitor curvi e della diffusione che stanno avendo negli ultimi anni, non solo in ambito gaming ma anche nel mondo del lavoro e in generale nei setup di alcuni professionisti. In linea di massima sentiamo dire spesso che i monitor curvi rappresentano un’ottima scelta in quanto offrono un’esperienza utente “più immersiva” rispetto ai display piatti, avvicinandosi di più a quello che è l’angolo di visione dell’occhio umano; questo è vero ma vale soprattutto quando parliamo di postazioni da gioco (o da lavoro) dove sarà presente un singolo utilizzatore. Cerchiamo di chiarire meglio questo concetto.

Prima di tutto bisogna tenere presente come viene proiettata l’immagine di un monitor piatto, ossia perpendicolarmente al pannello, ricordando invece che il nostro campo visivo è praticamente circolare. Il punto di vista dell’utilizzatore che si trova di fronte a un monitor piatto, non sarà quindi sempre alla stessa distanza dall’immagine riprodotta dal display che, inevitabilmente, risulterà più distante sui bordi e più vicina al centro. Con il monitor curvo i bordi del pannello vengono praticamente “avvicinati”, coprendo o “abbracciando” meglio il nostro angolo di visione e permettendoci inoltre di sfruttare meglio la visione periferica.

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

A questo punto però bisogna fare un’altra osservazione. Utilizzando un monitor curvo, la luce emessa dal pannello risulta sostanzialmente concetrata in un punto, ossia il punto di vista ideale dell’utente che, allo stesso tempo, deve trovarsi alla giusta distanza dal display, vanificando in caso contrario quelli che potrebbero essere i benefici della curvatura stessa. Ne consegue che, nel momento in cui utilizziamo un monitor curvo bisogna trovare la distanza ideale che, come visto nei precedenti articoli, va coniugata anche con le dimensioni del pannello. Per fare un’esempio molto semplice ma concreto, un monitor curvo (anche di grandi dimensioni) visto a una distanza di quattro metri non permetterà sostanzialmente di apprezzare i vantaggi offerti dalla curvatura (sia questa più o meno accentuata).

In questo contesto c’è da sottolineare inoltre che se il monitor curvo (gaming e non) è destinato a una postazione multi-utente (pensiamo anche alle TV) gli utilizzatori non si troveranno mai tutti “al punto giusto” per apprezzare le qualità del display curvato. In questo caso quindi si potrebbe optare per un classico pannello piatto che, a parità di dimensioni e caratteristiche, risulterà più economico. Allo stesso tempo, quando parliamo di monitor curvi per PC, solitamente ci riferiamo a soluzioni che sostanzialmente saranno utilizzate da un singolo utente che, proprio per questo motivo, si potrà posizionare sempre nel punto giusto.

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Una volta individuata la giusta proporzione tra dimensione del monitor e distanza, ci sono altri elementi che possiamo valutare; tra questi, nelle specifiche tecniche dei prodotti troviamo spesso il dato relativo all’angolo di curvatura. La curvatura dei display di questo tipo attualmente in commercio va da 1000R a 4000R, dove R indica il raggio del panello curvo in millimetri; la curvatura ideale per l’occhio umano è 1000R, quindi è chiaro che monitor con curvatura vicino a questo valore siano da preferire. Attualmente i modelli di monitor curvi più diffusi sono i 1800R, tuttavia, viste le attuali proposte del mercato e i relativi prezzi, consigliamo di orientarsi almeno su un pannello 1500R.

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La curvatura del monitor offre infine anche altri vantaggi come per esempio una minore produzione di riflessi, soprattutto per quanto riguarda le fonti di luce che provengono dai lati del display; discorso diverso quando la luce esterna colpirà il monitor frontalmente, comportandosi in questo caso più o meno come i modelli piatti.

Attualmente i pannelli che offrono i migliori risultati sui monitor curvi sono quelli di tipo VA, questo proprio per la natura stessa di questa tecnologia. I pannelli VA permettono di contenere il fenomeno del “glowing” che potrebbe influenzare la visione angolare (soprattutto su un monitor curvo), offrendo inoltre neri più profondi e un rapporto di contrasto elevato che contribuisce a conferire una migliore profondità del colore. Utilizzando un pannello TN o IPS i risultati non sarebbero gli stessi, soprattutto per il glowing che risulterebbe nettamente più accentuato.

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Altre peculiarità, se vogliamo secondarie, dei monitor curvi riguardano l’estetica – decisamente più accattivante rispetto ai display piatti – e le dimensioni percepite; in quest’ultimo caso infatti, la curvatura del pannello – che abbraccia maggiormente la nostra vista – ci fa percepire un display curvo più ampio rispetto a uno piatto con la stessa diagonale.

Tirando le somme, un monitor curvo per una postazione PC può effettivamente offrire diversi vantaggi, a patto ovviamente che le modalità di utilizzo e la tipologia di display coincidano con quanto detto sopra. Due consigli che infine ci sentiamo di darvi se state valutando di acquistare un monitor curvo, riguardano poi la vostra esperienza diretta e, cosa altrettanto importante, la tipologia di pannello curvo adoperata da un particolare modello di monitor. Nel primo caso entra in gioco la soggettività: infatti, seppur offra una migliore visuale, permettendo di sfruttare meglio la visione periferica, il monitor curvo non è apprezzato da tutti gli utenti, motivo per cui se venite da un monitor piatto vi consigliamo di provarlo prima dell’acquisto. Quanto al secondo consiglio, cercate sempre di verificare – se possibile – se un monitor utilizza un pannello curvo nativo o non nativo. Prendendo ad esempio i monitor curvi 1500R, in commercio esistono modelli 1500R nativi e non naviti, derivati per esempio da pannelli 1800R appositamente lavorati. In questo caso bisogna considerare che i risultati in termini di resa non saranno gli stessi, in quanto il pannello curvo nativo offre una retroilluminazione più uniforme, riducendo per esempio il fenomeno del backlight bleeding.

TECNOLOGIE AGGIUNTIVE: G-SYNC, FREESYNC, LOW INPUT LAG


Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Nel corso dei nostri approfondimenti abbiamo citato in diverse occasioni le tecnologie NVIDIA G-Sync e AMD FreeSync, due funzionalità che da anni sono entrati a far parte delle caratteristiche base di monitor gaming. Per definirsi tale infatti, un monitor gaming (anche economico) deve quantomeno supportare una delle due tecnologie, soprattutto per garantire un’esperienza utente ottimale quando utilizziamo schede grafiche di una certa potenza.

Sostanzialmente G-Sync e FreeSync fanno la stessa cosa ma in modo diverso: sono state sviluppate per ridurre soprattutto il fenomeno del tearing (la fastidiosa immagine strappata), ossia quell’artefatto che si crea quando c’è troppa discrepanza tra il frame-rate prodotto dalla GPU e la frequenza di aggiornamento che supporta il monitor.

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Le due funzionalità, che risalgono al 2013/2014 si sono decisamente evolute nel corso di questi anni, mantenendo comunque alcune peculiarità di base. Tornando velocemente indietro agli esordi, NVIDIA arrivò prima col G-Sync che, sostanzialmente, è una tecnologia di sincronizzazione che sfrutta hardware dedicato presente all’interno del monitor. Per questo motivo i monitor certificati G-Sync sono sempre stati più costosi rispetto a quelli che aderiscono al FreeSync di AMD, basato invece sullo standard aperto Adaptive Sync; quest’ultimo, sviluppato dal consorzio VESA, lavora sostanzialmente col firmware del monitor e i driver della scheda grafica per sincronizzare GPU e display (originariamente solo via Display Port, successivamente anche con l’HDMI).

Negli ultimi due anni, sia NVIDIA che AMD hanno migliorato le due tecnologie che, inevitabilmente, si sono adeguate al progresso tecnologico delle schede grafiche e dei monitor (soprattutto quelli gaming ad alte prestazioni), supportando ora frequenze di aggiornamento molto elevate e altre funzionalità come l’HDR per esempio. AMD in questo senso ha diversificato molto la propria offerta e propone tre tipologie di FreeSync, pensate soprattutto per le diverse fasce di prezzo: FreeSync, FreeSync Premium e FreeSync Premium Pro (ne abbiamo parlato QUI). Altra cosa da ricordare riguardo i monitor G-Sync invece, è quella relativa alla compatibilità con l’Adaptive Sync introdotta da NVIDIA circa due anni fa e che, in sostanza, permette su alcuni precisi modelli di monitor di sfruttare la funzionalità Variable Refresh Rate (VRR) per utilizzare il G-Sync (almeno le funzioni base).

In linea di massima possiamo dire che i monitor G-Sync nativi offrono generalmente i risultati migliori, soprattutto per quanto concerne il range di funzionamento relativo alla frequenza di aggiornamento. I display con AMD FreeSync di ultima generazione (vedi Freesync Premium Pro) hanno fatto passi da gigante, tuttavia il vantaggio offerto si concretizza maggiormente sul prezzo, decisamente inferiore ai modelli G-Sync.

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Un’altra importantissima funzionalità che un buon monitor gaming deve avere è il Low Input Lag, ossia la tecnologia di riduzione della latenza di input. Per input lag s’intende il ritardo di ricezione del segnale di un display (espresso in millisecondi) o, per essere più pratici, il tempo che trascorre da quando diamo un preciso comando e questo viene rappresentato su schermo. Nonostante sia importante, e praticamente decisivo per le buone prestazioni di un monitor da gioco, il valore di input lag non viene sempre riportato nella scheda tecnica di un monitor; al contrario, diverse aziende ultimamente segnalano i modelli di monitor che supportano il Low Input Lag e che, inutile dirlo, sono da preferire.

Quando parliamo di input lag su PC, c’è da dire inoltre che la latenza è influenzata anche da altri fattori come per esempio la tipologia di periferiche utilizzate, siano queste mouse, tastiera, joystick ecc; per questo motivo, se cercate di ottimizzare l’input lag per giocare al meglio, assicuratevi di utilizzare periferiche di input altrettanto valide e preferibilmente con connessione cablata.

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Rimanendo in ambito Input Lag, non possiamo fare a meno di segnalare la recente tecnologia NVIDIA Reflex (ne abbiamo parlato QUI), uno strumento decisamente interessante per i giocatori più esigenti (nonchè per i gamer professionisti) e che sostanzialmente misura la latenza dell’intero sistema, fornendo quindi un quadro completo sul comportamento delle varie componenti. NVIDIA Reflex ovviamente funziona su piattaforma NVIDIA GeForce, inoltre esistono già diverse periferiche che supportano questa tecnologia, offrendo quindi una buona base da cui partire per ridurre le latenze. In linea di massima, per giocare in modo ottimale, evitando eventuali problemi derivati dal ritardo di input, questo non dovrebbe superare i 15-20 ms; ovviamente valori leggermente più elevati non saranno decivi per utenti “comuni” o per i cosiddetti casual gamer. Un ultimo consiglio che vogliamo darvi è quello di non ignorare i preset predefiniti che spesso trovate su monitor e TV riguardo la “modalità di gioco” (o Game Mode ecc) che, anche se non sempre specificato, solitamente migliora proprio questo aspetto del monitor, riuscendo a ridurre la latenza di input del display.

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Citiamo infine altre due caratteristiche che spesso sentiamo nominare ma che in realtà non tutti conoscono, ossia la funzionalità Shadow Control e la tecnologia Flicker Free. Parliamo di due caratteristiche indipendenti tra loro e con finalità totalmente differenti che, allo stesso tempo, possono tornare utili su un monitor da gioco di ultima generazione dove, in sostanza, l’utente si trova a passare molto del suo tempo.

Lo Shadow Control è una funzione che permette ai giocatori di regolare i livelli d’ombra in modo molto preciso. I monitor che supportano tale opzione permettono di schiarire le aree più scure o rendere più scure le aree più chiare, a seconda delle preferenze. In questo modo è possibile migliorare sensibilmente il contrasto delle aree scure su schermo senza influire sul resto dell’immagine, beneficiandone anche nel gameplay.

Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

La tecnologia Flicker Free, come quella per la riduzione della luce blu che molti monitor oggi supportano, è un accorgimento pensato invece per evitare di affaticare la vista durante l’utilizzo, soprattutto quando le nostre sessioni di gioco o lavoro sono molto lunghe durante l’arco della settimana.

Il cosiddetto “flickering” è sostanzialmente uno sfarfallio a prima vista non avvertito dall’utente ma che, a lungo andare, può causare problemi di affaticamento degli occhi, portando in alcuni casi anche ad emicrania o altri fastidiosi problemi. Il fenomeno è da ricondurre al dimming di tipo PWM (pulse-width modulation) e invece risulta assente in quei monitor che utilizzano un controllo della luminosità di tipo DC (a corrente continua).

CONCLUSIONI


Scegliere il monitor da Gaming: meglio curvo o piatto? E perch?

Giunti alla fine di quest’ultimo appuntamento riguardo la scelta del nostro monitor gaming ideale, le considerazioni che possiamo fare non si discostano molto da quelle viste nei precedenti articoli e, come sicuramente avrete capito, mirano a sottolineare soprattutto l’importanza nell’individuare il prodotto che può soddisfare al meglio le nostre esigenze, evitando di farsi “prendere la mano” dai numeri (elevate risoluzioni, refresh-rate ecc).

Rimanendo sempre nel contesto PC gaming, qualcuno potrà obiettare che – come spesso accade per la componentistica – optare per il prodotto più costoso possa essere a priori la scelta giusta da fare (sempre budget permettendo); tuttavia, quando si tratta di monitor questo non è sempre vero, soprattutto se consideriamo le diverse variabili soggettive che entrano in gioco, siano queste legate alla tipologia di titoli/software utilizzati, o per esempio alla postazione dove andremo a collocare il display (con relativi parametri da considerare, distanza, dimensioni, ambiente circostante ecc).

Detto questo, tornando invece velocemente ai monitor curvi, ribadiamo che senza dubbio sono da considerare una valida scelta per una configurazione gaming, a patto che abbiamo particolari caratteristiche (pannello VA in primis) e siano utilizzati nel modo corretto (giusta distanza e dimensione per esempio). Quanto alle tecnologie aggiuntive, tra tutte G-Sync e FreeSync, abbiamo visto come siano piuttosto importanti e decisive per garantire la miglior esperienza utente possibile, influendo però anche sul prezzo finale del prodotto. Fortunatamente l’evoluzione tecnologica a cui siamo giunti permette oggi di acquistare monitor gaming con un buon rapporto qualità/prestazioni a costi accettabili, lasciando comunque un’ampia scelta a quella fetta di utenza che ha a disposizione budget più sostanziosi per piattaforme da gioco di fascia alta, soluzioni che in alcune occasioni (sottolineamo alcune) possono beneficiare realmente di qualche FPS in più o qualche millisecondo in meno in termini di latenza.

Contenuto realizzato in collaborazione con AOC

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