Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku | Web Agency Brescia
11632
post-template-default,single,single-post,postid-11632,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku

Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku

Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku


Secondo le simulazioni di un supercomputer giapponese, indossare una seconda mascherina sopra la prima sarebbe meglio, ma in fondo non farebbe poi molta differenza rispetto a indossarne una, della misura giusta, in modo corretto. Dunque, il supercomputer della NASA non è l’unico ad essere stato messo al lavoro nella lotta contro il coronavirus.

Lo studio è stato portato avanti da un gruppo di scienziati dell’Università di Kobe e dell’istituto di ricerca scientifica Riken, che hanno incaricato Fugaku, il supercomputer più potente al mondo, di studiare tramite un modello il flusso delle particelle virali proveniente da persone che indossano diversi tipi e combinazioni di mascherine.

I risultati sono visibili nell’immagine che segue: quella rossa è una mascherina chirurgica in tessuto non tessuto portata in modo lasco, poco aderente; quella verde è una mascherina dello stesso tipo ma della misura giusta, e quindi aderente al viso del soggetto; quella marrone invece è in poliuretano, e qui si vede portata sopra a una “verde” chirurgica della misura corretta.

Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku

Il grafico sulla destra invece illustra l’efficacia nella raccolta di droplet di ogni mascherina nelle tre situazioni menzionate: la barra blu indica che una mascherina (chirurgica) in tessuto non tessuto poco aderente blocca il 69% dei droplet; la barra rossa che quello stesso tipo di mascherina indossata in modo aderente blocca l’81% dei droplet; mentre la barra viola si riferisce all’efficienza di due mascherine sovrapposte (ovvero quella in poliuretano sopra a quella in tessuto non tessuto), che insieme bloccano l’89% dei droplets.

Indossare invece due mascherine in tessuto non tessuto non sarebbe invece utile, sostiene lo studio, perché finirebbero per esserci delle perdite dai bordi. Dunque – è la conclusione dei ricercatori giapponesi – aggiungere una mascherina in poliuretano sopra a una chirurgica fa salire l’efficacia nel bloccare i droplet solo dall’85% all’89%, che “non sarebbe un incremento particolarmente notevole”.

Il risultato, dice Reuters, sembrerebbe parzialmente in contraddizione con le recenti raccomandazioni del CDC (Centers of Disease Control and Prevention) statunitense, il quale sostiene che due mascherine siano decisamente meglio di una per ridurre la diffusione del coronavirus.

Doppia mascherina, quanto efficace? La simulazione del supercomputer Fugaku

A cambiare tra i due studi sono le percentuali di efficacia: quello su cui si basano le raccomandazioni del CDC sostiene che indossare una sola mascherina (chirurgica o di stoffa) blocca il 40% delle particelle dirette alla testa inalante, mentre con una mascherina di stoffa sopra alla chirurgica la percentuale salirebbe all’80%, e se entrambe le teste indossassero la doppia mascherina si raggiungerebbe il 95%; un risultato avvalorato da alcune ricerche precedenti.

Tuttavia, come aveva fatto notare l’ANSA, lo studio CDC ha delle limitazioni, perché i ricercatori hanno utilizzato una sola marca di maschere chirurgiche e un solo tipo di maschera in tessuto: chissà se i risultati sarebbero stati gli stessi con altri prodotti? E chissà se questa limitazione interessa anche lo studio giapponese?

Al netto di tutte queste variabili, lo studio giapponese sostiene che le mascherine N95 professionali sono in fondo le migliori per proteggersi contro il coronavirus, seguite in classifica dalle chirurgiche, dalle maschere in tessuto e infine da quelle in poliuretano.

No Comments

Post A Comment