Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va | Web Agency Brescia
11688
post-template-default,single,single-post,postid-11688,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Xiaomi Mi TV Q1 75”: vi raccontiamo come va

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Xiaomi Mi TV Q1 75”: vi raccontiamo come va


Xiaomi è un brand che ha da sempre puntato al rapporto qualità/prezzo dei suoi prodotti e sin dai primi annunci TV in Cina ha incuriosito non poco gli appassionati di tutto il mondo. A dire il vero la commercializzazione in Italia, nel 2020, della serie 4S non ha destato grande scalpore, né dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, né tanto meno delle prestazioni.

Ma ora Xiaomi ci riprova con il nuovo MI TV Q1 da 75 pollici. Un solo modello dalla diagonale importante, quindi, che punta su caratteristiche fino a poco tempo fa riservate a televisori di fascia medio-alta. Sì, perché è vero che gli LCD con retroilluminazione QLED non sono più associati unicamente al mercato premium, ma è altrettanto giusto dire che quelli più economici si affidano generalmente a una soluzione di retroilluminazione di tipo LED Edge, piuttosto che ai più costosi ed evoluti Full LED con local-dimming.

In questo caso, al full-array local-dimming a 192 zone (con 384 LED complessivi) si aggiungono il supporto multi-HDR “universale”– HDR10, HDR10+, Dolby Vision e HLG -, con picco di luminanza dichiarato di 1000 nit, copertura gamut DCI-P3 al 95%, rapporto di contrasto di 10.000:1, porta HDMI 2.1 con supporto ALLM (auto low latency mode), eARC e anche VRR (ma non sappiamo fino a che frequenze), riproduzione a risoluzione 4K Ultra HD fino a 120 Hz e supporto audio DTS-HD e Dolby Audio (che vuol dire tutto e niente, quindi ci torneremo più avanti). Il tutto a soli 1.299 Euro di listino, che diventano 999 Euro al day one e con 2 anni di garanzia on-site (sì, in caso di problemi il tecnico verrà a casa!).

NON CI SONO TRUCCHI N INGANNI, SOLO QUALCHE COMPROMESSO


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Tranquilli, la domanda è lecita e me la sono posta subito anch’io: dove sta la fregatura? Cominciamo subito col dire che il pannello LCD di tipo VA da 75 pollici a risoluzione Ultra HD prodotto da CSOT (China Star Optoelectronics Technoloy) – la joint venture TCL / Samsung Display – non è 10 bit nativo, bensì un meno pregiato 8 bit + FRC (quindi in grado di riprodurre contenuti e relative sfumature a 10 bit grazie al ricorso al dithering temporale).

Lato processore è previsto un SoC MediaTek MT9611 quad-core con “soli” 2GB di RAM che rischiano di risultare risicati nel gestire con tranquillità l’esoso sistema operativo Android TV in versione 10, mentre sul fronte delle elaborazioni delle immagini non si fa riferimento a un processore dedicato, quindi è lecito immaginare che tutte le operazioni siano affidate alla GPU Mali G52 MP2 integrata. Infine, è vero che il MI TV Q1 supporta i formati HDR con metadati dinamici ma non si fa menzione alle ultime versioni Dolby Vision IQ o HDR10+ Adpative in grado di sfruttare il sensore di luminosità per ottimizzare automaticamente la riproduzione delle immagini HDR in funzione delle condizioni di illuminazione ambientale. Tutto ciò per dire che al giorno d’oggi nessuno ci regala nulla e se si vuole risparmiare a qualcosa bisognerà pur rinunciare.

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Ciò detto, le caratteristiche generali rimangono – sulla carta – comunque molto interessanti in rapporto al prezzo e Xiaomi ci ha consentito di mettere mano a un primo esemplare arrivato nella sua sede italiana. Avendo a disposizione giusto qualche ora, ho deciso di focalizzare la mia attenzione sulle prestazioni strumentali “out of the box” e l’esperienza d’uso generale, rimandando le analisi più approfondite e soprattutto le sessioni di calibrazione vere e proprie ad un’eventuale recensione prodotto in redazione.

XIAOMI MI TV Q1: COME ARRIVA OUT OF THE BOX


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Il nuovo MI TV Q1 si presenta con la classica interfaccia Android TV (qui in versione 10), menu di configurazione compreso. Ci sarebbe, in teoria, il launcher PatchWall personalizzato, ma al momento le sue funzionalità di interazione e raccomandazioni non sono state abilitate per il nostro paese. Rispetto ai precedenti modelli della casa cinese il menu risulta però decisamente più “profondo” e arricchito da una serie di voci che faranno felici gli appassionati più esigenti. Oltre ai classici preset e alle impostazioni di base come luminosità, contrasto, retroilluminazione, tonalità o nitidezza, troviamo le impostazioni di temperatura colore, scala dei grigi, gamma e addirittura CMS (Color Management System).

Tutto perfetto? Ni, visto che per la temperatura colore la personalizzazione consentirebbe teoricamente di regolare il bilanciamento del bianco a 2 punti (alte e basse luci), salvo in realtà trovare solo la regolazione delle alte luci. Speriamo sia solo un bug che verrà risolto con un futuro rilascio firmware. Apprezzabile, invece, la scala dei grigi a 11 punti (da 0 a 100 IRE con step a 10 IRE e l’aggiunta della regolazione a 5 IRE) per un potenziale maggiore affinamento nella taratura delle basse luci (utile specie in HDR). Il gamma è rappresentato con tre preset “Luminoso”, “Centrale” e “Scuro” in luogo dei consueti valori numerici (gamma 2.2, ad esempio, piuttosto che BT.1886), mentre il CMS è completo di interventi per i colori sia primari (rosso, verde e blu) che secondari (ciano, magenta e giallo).

Molto interessante la possibilità di forzare lo spazio colore, spaziando dal classico REC709 per arrivare fino al BT2020, anche se lasciando in automatico non abbiamo mai riscontrato problemi di corretto aggancio del segnale. Il local-dimming può essere attivato o meno (anche questa è una scelta utilissima per la ricerca di una maggiore linearità in fase di eventuale taratura), ma diversamente da elettroniche concorrenti (vedi Samsung, n.d.r.) non consente di regolarne l’intensità di intervento. Molto basiche, infine, le impostazioni dedicate alla compensazione del moto con dei preset dall’intervento più o meno invasivo e nessuna possibilità di regolazioni manuali (per scegliere, ad esempio, se privilegiare il de-judder, piuttosto che il de-blur). Tutto perdonabile, sia ben chiaro, trattandosi di un televisore dal prezzo così aggressivo.

UN PANNELLO LUMINOSO, FORSE ANCHE TROPPO


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Durante i primi minuti di presa di contatto abbiamo fatto un po’ di zapping dei canali televisivi, riscontrando una certa lentezza nel cambio canali. Le immagini sono apparse subito nitide e convincenti in termini di pulizia e compattezza generale, i colori tendenti al freddo e l’intensità luminosa non era così aggressiva come siamo soliti riscontrare con i TV freschi di installazione (a tutto c’è sempre una spiegazione e lo capiremo più avanti).

Tutto ciò stando seduti centralmente e alla giusta altezza, perché non appena ci si alza o ci si sposta di lato, il ridotto angolo di visione dei pannelli LCD VA ci presenta subito il conto con un contrasto in rapida discesa e una colorimetria che vira subito al blu. Con Netflix invece ho subito optato per il preset “Film” al posto di “Standard”, aspettandomi una resa più equilibrata, ma paradossalmente mi sono ritrovato con immagini dall’impatto nettamente più luminoso. Con l’occasione ho però potuto verificare la compatibilità con i contenuti in 4K Ultra HD e HDR in Dolby Vision, mentre non ho trovato traccia di supporto al Dolby Atmos. Colgo anche l’occasione per anticipare subito che neanche l’App di YouTube ha avuto tentennamenti nel riprodurre clip in 4K Ultra HD e/o in HDR10.

Al di là delle considerazioni soggettive, le misure strumentali hanno sostanzialmente confermato le prime impressioni, nonché alcune scelte anomale. Vi ho scritto poco sopra di un preset “Standard” che risulta di default meno luminoso di quello “Film”. Ebbene “Film” è stato impostato in modalità SDR con un’esorbitante luminanza di 420 nit, mentre “Standard” si attesta a poco meno di 200 nit. E non è dovuto a un bug di scambio dei due preset, visto che “Film” è in realtà l’impostazione di partenza più corretta. Per chi non lo sapesse, l’SDR REC709 prevederebbe in teoria per la visione in stanza buia un livello di luminanza di 100 nit.

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Ora non dico che sia necessario essere così rigorosi (solitamente preferisco attestarmi sui 120-130 nit), ma capite da soli quanto gli oltre 400 nit siano davvero troppi. Senza contare che una retroilluminazione impostata in maniera così alta andrà inevitabilmente ad impattare anche sul livello del nero, che infatti risulta piuttosto altino. Incuriosito ho voluto anche misurare il preset “Risparmio Energetico” che, con buona pace della bolletta elettrica, mi ha sparato oltre 600 nit di luminanza. Messo a quel punto il menu in lingua inglese ho scoperto che l’impostazione corrisponde in origine a “Monitor”.

LE REGOLAZIONI CONSIGLIATE


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Ok, possiamo suggerire ai tecnici di Xiaomi di rivedere un po’ sia le impostazioni di base che le traduzioni e tornare a concentrarci sul preset “Film”. Impostazione che risulta di partenza oltre che troppo “brillante”, anche fin troppo “calda e rossa”, con un gamma troppo basso, un livello del nero di 0.08 cd/mq che non fa onore a un pannello LCD di tipo VA, un rapporto di contrasto nativo di 5200:1 (quindi privo di local-dimming attivo) e un gamut REC709 che manca un po’ di saturazione attestandosi a una copertura del 88%. Il tutto con un Delta E medio di 5,2 ma con punte che superano 8. Insomma una base di partenza un po’ scarsa ma per la quale intravedo un significativo margine di miglioramento.

La prima cosa da fare è sicuramente quella di abbassare drasticamente il livello di retroilluminazione (passando da 80 a 20) che vi riporterà immediatamente entro canoni di luminanza più corretti, oltre a garantire un livello del nero decisamente più contenuto. Suggerisco poi di regolare il gamma su “Scuro”. Sarei poi velocemente intervenuto sul bilanciamento del bianco a 2 punti, ma per i motivi spiegati in precedenza mi son dovuto accontentare di riequilibrare esclusivamente le alte luci.

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Tre rapidi interventi di calibrazione che hanno comunque consentito di linearizzare nettamente la scala dei grigi, rialzare il gamma a quasi 2.3, ottenere un livello del nero di 0,02 nit (finalmente tipico di un pannello LCD VA di questa fascia), una luminanza massima di 125 nit, inquadrare la temperatura colore a 6500°K, aumentare il contrasto nativo a 5600:1 e ottenere una copertura gamut REC709 del 98%.

Con più tempo a disposizione si potrebbe fare ancora meglio, ma a riprova della direzione intrapresa, il Delta E medio si è dimezzato risultando di 2.7 (ma con punte ancora vicine a 6). Sempre per quanto riguarda l’SDR ritengo non sia da sottovalutare la grande riserva di potenza luminosa garantita dalla retroilluminazione QLED, che può addirittura arrivare a superare i 600 nit, consentendo eventualmente di ottimizzare le immagini per una visione diurna in ambiente particolarmente luminoso.

LE PRESTAZIONI IN HDR (CON E SENZA LOCAL DIMMING)


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Venendo all’HDR, lo dico subito: le misure effettuate non mi hanno mai consentito di arrivare ai 1.000 nit di picco di luminanza promessi. Senza il local-dimming attivato il picco massimo si è avvicinato a 450 nit, mentre con la modulazione a zone dei LED in funzione si arriva a 680 nit di picco. Nel primo caso, inoltre, il livello del nero risulta molto elevato (0,2 nit), ma il tone-mapping appare alquanto efficace nel seguire la curva di riferimento, nonostante un bilanciamento del bianco sicuramente perfettibile.

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Con il local-dimming attivo, il bilanciamento del bianco è più equilibrato, ma il comportamento si fa decisamente più “aggressivo” con una tendenza a “pompare” i toni medio-alti. Un comportamento simile a quanto ho già avuto modo di riscontrare in passato sui TV QLED di Samsung e che potrebbe con ogni probabilità essere contenuto in fase di calibrazione intervenendo sul livello di contrasto. Nonostante questo appunto, senza calibrazione userei comunque questa impostazione (Film HDR con local dimming attivo). Mantenuta invece la promessa di un’ampia copertura gamut, con il TV che in modalità Film HDR raggiunge il 96% di copertura DCI-P3 e il 78% del BT-2020, nonostante livelli di saturazione colore sia dei primari che dei secondari da mettere a punto.

Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

La prova di visione è avvenuta negli uffici di Xiaomi che, per quanto oscurato, non era un ambiente del tutto ideale per giudicare con la massima attenzione alcuni dei parametri più critici di un TV LCD dotato di local-dimming (leggi in particolare blooming e dettaglio alle basse luci). Per la visione in SDR ho usato alcune clip in Full HD tratte da Blu-ray, tra cui il sempre ottimo Prisoners di Dennis Villeneuve che in alcune scene più macabre e con continui chiaro-scuro localizzati riesce facilmente a mettere in crisi le elettroniche meno sofisticate.

Con la nostra veloce messa a punto e il local-dimming attivo devo dire che il Q1 se l’è cavata. Temevo repentine “flashate” nei rapidi passaggi di luce, ma la modulazione è apparsa invece sostanzialmente equilibrata nonostante una certa tendenza a chiudere alle basse luci, vanificando un po’ di intellegibilità. Anche il blooming è facilmente avvertibile, sotto forma di alone che circonda un punto luce immerso nell’oscurità. Ma con 192 zone di local-dimming sparse su una superficie di ben 75 pollici era oggettivamente difficile aspettarsi di meglio.

SI SPEGNE CON GIUDIZIO, MA IL BLOOMING C’


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Buona, invece, la gestione delle bande nere dei filmati “scope” 2.35:1, che l’elettronica sembra riconoscere e “spegnere” senza patemi. In HDR i limiti si fanno invece più evidenti, a cominciare da un livello del nero decisamente meno appagante nonostante gli interventi di local-dimming vengano in soccorso nell’aumentare il contrasto percepito (e quindi la dinamica). Il dettaglio alle basse luci si fa però più sofferto e anche il blooming appare decisamente più evidente durante la visione di sequenze più scure o con alternanza di luce / buio.

Decisamente più appagante, invece, la visione di contenuti ad elevato APL, in cui i “limiti” hardware sono evidentemente meno avvertibili restituendo un quadro nettamente più dinamico e dai colori brillanti, nonostante “pericolosi” avvicinamenti al clipping. A proposito dei colori in HDR c’è però da segnalare l’insorgenza di dithering nella riproduzione delle sfumature (ricordiamo che il pannello non è 10 bit nativo). Il fenomeno può essere comunque contenuto azzerando la regolazione della nitidezza.

Sul fronte della gestione del moto, le cadenze vengono riconosciute correttamente. Chi volesse mitigare i microscatti dei veloci panning a 24 fps, nonché aumentare la risoluzione in movimento può attivare la compensazione del moto a livello minimo, nonostante lo abbia trovato comunque già un pelino troppo invasivo. Gli ulteriori livelli sono, a mio avviso, poco raccomandabili per la visione di film o serie TV, mentre possono sicuramente risultare un valido aiuto durante la visione di eventi sportivi. Per quanto riguarda gli artefatti, rimando il giudizio a un’eventuale prova in redazione.

Sempre riguardo l’HDR, il media-player integrato nel TV non ha avuto problemi nel riconoscere i filmati in Dolby Vision, né tanto meno in HDR10+. Stesso discorso per quanto riguarda le tracce audio dei filmati, con tutte le codifiche DTS agganciate correttamente (anche in DTS-HD MA), mentre sul fronte Dolby, le tracce Atmos vengono indentificate come appartenenti alla famiglia “Dolby Audio”, ma non vengono poi decodificate. Al momento non sappiamo se il TV sia in grado di gestire le tracce multicanale a oggetti tramite eventuale pass-through eARC (ma propendo per il No!). Infine, segnalo che l’intensa seduta di prova ha rallentato parecchio l’interfaccia (specie durante l’uso contemporaneo del media-player insieme al menù di impostazioni), costringendo a un certo punto a un vero e proprio riavvio del sistema operativo Android del televisore.

CONCLUSIONI


Xiaomi Mi TV Q1 75'': vi raccontiamo come va

Un primo approccio complessivamente positivo, nonostante alcuni peccati di gioventù che auspichiamo possano essere coretti dagli ingegneri tramite futuri aggiornamenti firmware. Xiaomi è ancora una matricola del mercato dei televisori e la strada da percorrere è ancora lunga; ma abbiamo apprezzato l’impostazione maggiormente attenta alle richieste di un pubblico più esigente in termini di caratteristiche e possibilità di regolazioni.

Il rapporto dimensioni/qualità/prezzo è indubbiamente il suo principale punto di forza, ma sarebbe poco serio lanciarsi in improbabili confronti con modelli di altro lignaggio o tecnologie. Detto in parole povere: il super appassionato cinefilo che cerca il rigore assoluto e le migliori immagini in SDR e HDR in ambiente buio dovrà per ora rivolgersi altrove e mettere in conto ben altre cifre.

Ci rimangono ancora una serie di interrogativi in merito alle funzionalità gaming (ALLM, VRR, 120 Hz, input lag), compatibilità HLG Sky Q e Tivù Sat, disponibilità e utilizzo delle App servizi streaming, potenziale di approfondite sessioni di calibrazione SDR e HDR e analisi dell’elettronica di elaborazione di bordo, che speriamo di poter fugare grazie un’eventuale prova prodotto in redazione.

VIDEO

No Comments

Post A Comment