Parler rimane fuori dall'App Store: Apple boccia la richiesta di riammissione | Web Agency Brescia
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Parler rimane fuori dall’App Store: Apple boccia la richiesta di riammissione

Parler rimane fuori dall'App Store: Apple boccia la richiesta di riammissione

Parler rimane fuori dall’App Store: Apple boccia la richiesta di riammissione


Parler resta fuori dall’App Store: Apple ha recentemente riesaminato il caso del social network “pro libertà di parola”, diventato popolare grazie agli estremisti di destra americani, ma ha concluso che non sono state implementate abbastanza modifiche per prevenire il diffondersi di “contenuti razzisti, discriminatori e di incitamento all’odio”.

Bloomberg cita come fonte una email inviata da Apple al responsabile delle policy di Parler il 25 febbraio, che contiene anche diversi screenshot di contenuti questionabili ancora presenti sulla piattaforma e facilmente recuperabili con qualche ricerca: immagini di svastiche e altri simboli riconducibili ai movimenti di supremazia bianca, nomi utente e post testuali che espongono idee misogine, omofobe e razziste. Apple ribadisce nella mail che tutti gli sviluppatori sull’App Store devono implementare sistemi di moderazione adeguati in grado di “identificare, prevenire e filtrare questi contenuti discutibili per proteggere la salute e la sicurezza degli utenti”.

SETTE DIPENDENTI LICENZIATI

Contattata per un commento sulla questione, Parler non ha risposto, ma sembra che la società abbia deciso di rinunciare a tornare sull’App Store, almeno per ora. Le fonti interne di Bloomberg riportano che la società ha interrotto i rapporti lavorativi con gli ultimi tre sviluppatori iOS a sua disposizione. Altri quattro sviluppatori, che lavoravano prevalentemente a Parler TV e controllo qualità, sono stati lasciati a casa; erano per lo più esterni.

Gli ultimi mesi sono stati ricchi di eventi per Parler, social network fondato nel 2018 e fino a poco fa rimasto sostanzialmente di nicchia, sconosciuto ai più. Con la stretta di Twitter e altre piattaforme più mainstream nei confronti delle accuse completamente infondate di brogli elettorali commessi nelle elezioni presidenziali del 2020, Trump e i suoi seguaci hanno iniziato a riversarsi su Parler, attirati proprio dalle regole sui contenuti molto permissive e un team di moderazione pressoché inesistente.


Parler rimane fuori dall'App Store: Apple boccia la richiesta di riammissione




Android
10 Gen


La situazione è precipitata in concomitanza con l’insurrezione del 6 gennaio. Twitter, YouTube, Facebook e tanti altri hanno bannato Trump e l’attività su Parler è crescita esponenzialmente, ma è durata poco: pochi giorni dopo Apple, Google e Amazon hanno fatto terra bruciata attorno al social – le prime due bannandolo dai rispettivi negozi di app, Amazon rescindendo il contratto di web hosting.

Parler ha rapidamente fatto causa ad Amazon (causa che sta ancora sviluppandosi) e ha avviato un processo di rivoluzione interna: ha licenziato l’amministratore delegato John Matze e ha trovato una nuova piattaforma di web hosting. Ha applicato delle modifiche al proprio protocollo di moderazione, ma evidentemente non sono state sufficienti: la riesamina di Apple risale a un paio di settimane fa, ma ancora oggi l’app è assente sia dall’App Store sia dal Play Store.

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