Gli smartphone potranno fare foto eccellenti, forse | Video | Web Agency Brescia
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Gli smartphone potranno fare foto eccellenti, forse | Video

Gli smartphone potranno fare foto eccellenti, forse | Video

Gli smartphone potranno fare foto eccellenti, forse | Video


Gli smartphone top di gamma possono ancora migliorare in termini di qualità fotografica? Partiamo dall’annuncio di Samsung del nuovo Samsung ISOCELL GN2, sensore da 50 MP con alcune novità tecniche interessanti che ci fa ben sperare sulla possibilità di rispondere sì a quella domanda.


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Mobile
23 Feb



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Android
28 Feb


Le foto realizzate con lo smartphone rimangono un cruccio, almeno per me, ma credo che chiunque si sia scontrato almeno una volta con la qualità infima che hanno certi scatti se paragonati a quelli realizzati con una macchina fotografica vera e propria. Certo ci sono smartphone eccellenti, Samsung Galaxy S21 Ultra per esempio, ma anche iPhone 12 Pro Max, gli ultimi Pixel di Google, Huawei P40 Pro, OnePlus 8 Pro, OPPO Find X2 Pro, Sony Xperia 5 II, Xiaomi Mi 11 (perdonatemi se mi sto dimenticando qualcuno), ma una mirrorless media viaggia su altri standard.

Oltretutto da qualche anno la qualità massima raggiungibile si è livellata verso l’alto ma non ha visto una crescita vera e propria come magari ci si sarebbe aspettati. In altre parole un top di gamma di 2 o 3 anni non fa foto terribilmente più scarse di un top di gamma 2021, anzi, bisogna cercare situazioni particolari per riuscire ad apprezzare i miglioramenti.

Perché?

I motivi sono principalmente di natura fisica o dimensionale: uno smartphone è piccolo, sottile, tascabile per definizione. Mentre in fotografia ci vuole spazio, a partire dai sensori per finire con le ottiche, non si scappa. Quindi c’è un limite invalicabile, anche se a quanto pare i costruttori stanno diventando abbastanza bravi per riuscire ad aggirarlo.

NUOVI TREND


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Non ci siamo ancora accorti del cambio di passo tecnologico che c’è stato ultimamente, perché i frutti non si sono ancora visti o si son visti solo parzialmente, ma qualcosa è cambiato e finalmente, forse, siamo pronti a raccoglie tutto ciò che di buono è stato seminato.

Ecco, qui richiamiamo in causa il sensore nuovo di Samsung perché incorpora due trend interessanti e che stanno mettendo la fotografia da smartphone nella strada giusta:

  1. Miglioramento dell’hardware (sensore e ottiche)
  2. Maggiore potenza computazionale

Innanzi tutto l’ISOCELL GN2 è un sensore che comincia ad assumere dimensioni importanti (nell’ambito smartphone) e questo è il dato che più conta, è poi associato ad una potenza computazionale in grado di sostenere alcuni “trucchetti” per fare rendere al meglio le dimensioni in ogni caso ridotte del sensore.

Per questo nutro una certa curiosità per vedere come se la caveranno i primi smartphone dotati di questo sensore, fermo restando che “tra il dire e il fare…”.

1/1,12


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Quel numero significa che questo nuovo sensore di Samsung è particolarmente “grande” (sempre riferendosi al mondo smartphone ovviamente) e un sensore grande in fotografia vuol dire più luce, più sensibilità, migliore sfocato ottico, meno rumore, meno artefatti, meno errori, migliore AF, migliore qualità in definitiva.

1/1,12″. ovvero? Già la scala di riferimento per indicare le dimensioni dei sensori è complicatissima e difficilmente comprensibile se non previa spiegazione. Eccola.

Sembra incredibile ma per indicare la dimensione di un sensore fotografico si fa riferimento ancora ai vecchi TV con tubo catodico! In questi strumenti veniva sfruttata solo la parte centrale della sezione del tubo, circa i 2/3, ai bordi c’era una cornice perché la qualità dell’immagine sarebbe risultata troppo bassa.

Nei sensori fotografici si usa una misura che rappresenta il diametro di un tubo catodico. Questo diametro equivale alla diagonale di un rettangolo inscritto nella sezione del tubo catodico. La diagonale effettiva del sensore però sarà circa 2/3 di questa misura (per il discorso della qualità ai bordi nei tubi catodici).Il tutto è espresso in pollici e quindi per noi va convertito in sistema metrico.

Un sensore 1/1,6″ avrà una diagonale reale espressa in pollici che è circa due terzi di 1 diviso 1,6. Convertendo in mm otterremo una diagonale del tubo catodico equivalente di 15,875 mm (1 fratto 1,6 pollici, convertito in mm). La diagonale del sensore sarà quindi di circa i 2/3 (si calcola dividendo il diametro per il pi grego e moltiplicando per 2), ovvero di circa 10 mm. Di conseguenza le dimensioni reali del sensore, presupponendo che sia in formato 4:3, saranno di 8 mm x 6 mm.

Tutto chiaro no? Bene, in realtà le cose sono ancora più complicate. A tale sistema numerico si aggiungono poi alcune dimensioni standard che assumono denominazioni particolari. Per esempio si parla di Full Frame per un sensore che misura 24 mm x 36 mm, questa misura equivale alle dimensioni fisiche delle pellicole fotografiche che si usavano sulle macchine fotografiche analogiche, oppure il formato APS-C che si chiama sempre così ma ha dimensioni leggermente differenti in base alla casa costruttrice (Nikon, Canon), c’è l formato Hasselblad 1:1 che normalmente misura 36,7 mm per 36,7 mm e molti altri.

Vi risparmio la spiegazione sulla lunghezza focale equivalente che determina l’indicazione dei “mm” per gli obiettivi e ci fa dire quando una lente è grandangolare, normale, tele, medio tele e così via. Magari ci saranno altre occasioni per farlo, per ora rimaniamo sui sensori.

ISOCELL GN2

Ritorniamo al nostro sensore, seguendo tutta la trafila di calcoli e conversioni le misure saranno queste:

  • 1/1,12″ = 0, 892 pollici –> 22,657 mm (diagonale del tubo catodico equivalente).
  • (22,657/π)x2 = 14,43 mm (diagonale effettiva del sensore)
  • Le dimensioni effettive del sensore in 4:3 saranno: 11,5 mm x 8,7 mm

Se può sembrarvi poca cosa mettiamolo a confronto con altri smartphone: e alcune macchine fotografiche compatte, fino alla EOS R6 Reflex Full Frame.

Come si può notare dalla tabella siamo molto vicini alla dimensione di 1 pollice, misura che viene sfruttata su macchine fotografiche compatte di buon livello (siamo sopra i 1000 Euro per capirci) come la Sony RX 100 VII e la Sony ZV-1. A tal proposito riporto qui un video che potreste rivedere per capire la differenza tra una macchina fotografica con sensore da 1 pollice e uno smartphone di fascia premium.

Una dimensione del sensore vicina ad un pollice sarà certamente molto ben spendibile e ci suggerisce che in un futuro non troppo lontano riusciremo finalmente ad avere smartphone con sensori decisamente interessanti.

Rimane certo il limite delle ottiche, ma prodotti come il Galaxy S21 Ultra o Vivo X51 stanno chiaramente dimostrando come a livello ingegneristico la tecnologia è abbastanza avanzata da potersi permettere ottiche complesse, teleobiettivi spinti e addirittura sistemi di stabilizzazione evoluti.

LA POTENZA DI CALCOLO


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Qualcomm Snapdragon 888 ha 3 ISP, processori di immagine che si sobbarcano tutto il lavoro di calcolo ed elaborazione dei dati che arrivano dal/dai sensori fotografici. Gli Spectra sono in grado di processare 2,7 GigaPixel di foto e video al secondo.

Qui sta il punto. Punto. I nuovi smartphone top di gamma sono in grado di gestire una mole impressionante di dati e trasformano quel che entra nel sensore di immagine in qualcosa di molto migliore. Dove non può arrivare l’hardware ci mette una pezza il software e se oggi possiamo dirci globalmente soddisfatti delle foto e dei video che realizziamo sullo smartphone è in gran parte merito della potenza di calcolo.

Prendete un iPhone 12 Pro Max: i video sono superlativi, in HDR 4K a 60 fps, stabilizzati otticamente e digitalmente, Dolby Vision. E’ l’apoteosi dell’elaborazione software dell’immagine e qui la differenza è fatta dal SoC e in generale dalla capacità che hanno questi prodotti di analizzare, ripulire, migliorare il segnale e compattarlo in un video pronto per i social e non solo, ovviamente in real time.

Ecco, a tutto questo ora immaginate di abbinare un sensore che on-site riesce già a svolgere gran parte del lavoro e il gioco è fatto.

AF DUAL PIXEL PRO

La prima chicca è questa: Dual Pixel Pro, ovvero un sistema di AF a rilevamento di fase Dual Pixel (ogni coppia di pixel funziona da rilevatore di fase) in cui viene misurato lo scostamento di fase non solo in direzione orizzontale ma anche in verticale. In questo modo la velocità di AF e la precisione in condizioni scarsa luminosità sono ulteriormente migliorati. Si raggiunge questo obiettivo grazie al taglio diagonale di alcuni pixel del sensore in modo che il meccanismo del Dual Pixel, possa misurare uno scostamento in due direzioni.

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Smart ISO Pro

Un nuovo approccio alle fotografie ad ISO elevati, vero tallone d’Achille per gli smartphone. Anziché scattare un’unica foto prevedibilmente piena di rumore, ne vengono scattate due a ISO alta e bassa e poi combinate assieme per ottenere luce ma senza rumore. Una sorta di ISO HDR, bella idea.

Foto a 100 MP

Vengono realizzate tre immagini in sequenza, ciascuna escludendo due colori su tre: R-G-B. Poi vengono fuse insieme e i dati elaborati per raddoppiare i pixel, una sorta di deep fusion di Google e Apple.

Staggered HDR

Sentiremo parlare molto presto di questa tecnologia applicata al mondo degli smartphone. Il nuovo sensore Samsung insieme alle capacità di calcolo dei processori di immagine sarà capace di registrare le immagini HDR in modo diverso. Non più immagini in sequenza catturate a diverse esposizioni e fuse successivamente ma due immagini catturate nello stesso istante sfruttando il rolling shutter del sensore (il meccanismo con cui i dati vengono catturati e immagazzinati dati dal sensore). Questo tipo di HDR genera un flusso di dati da gestire in real time complesso da gestire ma grazie ai nuovi SoC non solo potrà essere sfruttato nelle foto ma anche in video con un miglioramento drastico della qualità delle clip in HDR.

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IN CONCLUSIONE

In conclusione voglio frenare un po’ l’entusiasmo, il mio in primis. Bisogna considerare che sulla carta tutto funziona sempre benissimo ma poi spesso ci siamo trovati con in mano un pugno di mosche, in questo caso la carne al fuoco è tanta quindi la prudenza è d’obbligo.

Le nuove tecnologie associate al Samsung ISOCELL GN2 fanno ben sperare ma l’applicazione sul campo porta sempre con sé qualche intoppo o spigolatura da smussare. In ogni caso siamo sulla strada giusta e non vedo l’ora di poter mettere alla prova uno smartphone con il nuovo sensore da quasi un pollice e con tutte le novità software che lo accompagnano.

Che ne pensate?

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