Ex dipendente Facebook spiega l'impatto sulla privacy di iOS 14 | Web Agency Brescia
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Ex dipendente Facebook spiega l’impatto sulla privacy di iOS 14

Ex dipendente Facebook spiega l'impatto sulla privacy di iOS 14

Ex dipendente Facebook spiega l’impatto sulla privacy di iOS 14


Lo scontro tra Apple e Facebook è ormai entrato nel vivo: l’introduzione dell’App Tracking Transparency su iOS 14 è ormai ad un passo e il modello di business del social network ne risulterà stravolto, dal momento che si appoggia largamente sul tracciamento dei dati personali, ovvero proprio quell’aspetto che ogni utente presto avrà la facoltà di bloccare, decidendo se concederlo o meno alle app.

Ovviamente Zuckerberg non l’ha presa bene, e probabilmente la vicenda finirà in un’aula di tribunale: uno degli argomenti usati dal CEO di Facebook nelle sue uscite volte a condizionare l’opinione pubblica (acquistando intere pagine del New York Times, del Washington Post e del Wall Street Journal) è il danno che a partire da questa decisione di Apple deriverebbe per le piccole realtà che fondano il proprio business su Facebook e sulla capacità del social di offrire la concreta possibilità di raggiungere una clientela potenzialmente interessata.

La testata CNBC ha raccolto le opinioni di alcuni ex dipendenti di Facebook nel tentativo di comprendere come l’azienda stia reagendo internamente di fronte a questi nuovi scenari, e quale sarà il reale impatto sul modello di business del social network, e su quello degli inserzionisti che vi fanno affidamento, grandi e piccoli.

A quanto pare la più grande preoccupazione di Facebook riguarda una fuga degli inserzionisti a vantaggio di Google Ads, che già ora è la più grande piattaforma pubblicitaria online, e rispetto alla quale il divario rischia ora di farsi incolmabile. Per quanto riguarda i danni alle realtà più piccole, sembra invece che le cose non cambieranno troppo, come ha spiegato l’ex dipendente Henry Love: “Se ad esempio sei il proprietario di un piccolo bar ad Austin, in Texas, potresti non aver bisogno di troppe informazioni per indirizzare correttamente i tuoi annunci. Un’attività come questa in genere limita il targeting a categorie piuttosto ampie: la fascia anagrafica e un codice postale specifico, per dire, sono sufficienti per indirizzare correttamente gli annunci “.

Insomma, le realtà minori non fanno molto affidamento sugli IDFA (identifier for advertisers) che Facebook raccoglie e a cui la rivoluzione della privacy di iOS 14 permetterà presto di tagliare i rubinetti: a patirne saranno probabilmente le realtà più grandi e dunque il social network stesso, nel momento in cui queste decidessero di sospendere gli investimenti per dirottare i propri sforzi altrove.

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