Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse | Web Agency Brescia
11735
post-template-default,single,single-post,postid-11735,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse

Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse

Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse


Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse

Alcune delle prenotazioni per vaccinarsi contro il Covid in Lombardia potrebbero essere andate perse, col risultato che le persone interessate non sarebbero più state richiamate per fissare l’appuntamento a cui avevano diritto.

Si tratterebbe delle persone più anziane, ovvero gli over 80 per i quali il portale regionale delle vaccinazioni anti Covid è stato inaugurato lo scorso 15 febbraio, e nello specifico di coloro che hanno effettuato la propria prenotazione tra il 15 e il 17 febbraio 2021.

I dati di queste prenotazioni, per dirla in breve, sarebbero “scomparsi nel nulla”, rendendo così impossibile agli addetti ricontattare gli utenti interessati dal disguido, che sarebbero così stati scavalcati da coloro che hanno effettuato la prenotazione nei giorni successivi, ancorché anagraficamente più giovani.

La notizia arriva direttamente da una fonte confidenziale di HDblog che ha ricevuto da parte di un operatore del servizio di assistenza la rivelazione secondo cui i dati relativi alle prenotazioni effettuate tra il 15 e il 17 febbraio si sarebbero “volatilizzati nell’internet”.

Quanto rivelato spiegherebbe le recenti lamentele di tutti quegli ultraottantenni e ultranovantenni che dichiarano di essere stati “dimenticati” dal sistema. Non solo perché mai ricontattati per l’appuntamento vaccinale, ma anche per non aver nemmeno ricevuto alcuna rassicurazione dalla Regione sull’effettiva presenza a sistema della propria adesione alla campagna vaccinale.

Uno degli ultimi casi in ordine di tempo riguarda ad esempio il padre bergamasco novantaseienne del regista di Piazzapulita (link in Fonte), che ha potuto chiederne ragione direttamente al sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri durante la trasmissione tv.

Vaccino Covid in Lombardia? Le prime prenotazioni si sarebbero perse

D’altronde, non è un mistero che la piattaforma di prenotazione dei vaccini di Regione Lombardia abbia avuto qualche problema tecnico, a partire dal bug che impediva di procedere con la prenotazione se si inseriva nel form un numero di telefono cellulare anziché un numero fisso (link in Via). Non è l’unica: anche la piattaforma online del Lazio aveva avuto qualche problema al lancio.

I disagi lombardi sono proseguiti fino ad oggi, dopo settimane di caos negli appuntamenti che hanno visto anziani avvisati all’ultimo e mandati a 40 km di distanza per essere vaccinati, oltre che appuntamenti assegnati e immediatamente annullati o appuntamenti dati due volte.

Negli ultimi giorni una falla nel sistema ha permesso di prenotare anche a chi non ne aveva diritto, mentre ai vertici proprio ieri Guido Bertolaso, consulente regionale per il piano vaccinale anti Covid, ha attaccato pubblicamente con un post su Facebook la società pubblica che gestisce le prenotazioni dei vaccini (Aria) per aver lasciato in coda ben 900 persone anziane fuori dal centro vaccinale di Niguarda, invece delle 600 previste.

IL SUGGERIMENTO: MEGLIO RIFARE LA PRENOTAZIONE

Tornando al caso iniziale, ovvero quello delle persone che potrebbero aver visto scomparire la propria prenotazione, l’unica soluzione, ed è quello che vi consigliamo caldamente di fare, è tornare sul sito e rifare la prenotazione. Tale prassi non cancellerebbe un’eventuale priorità in lista d’attesa, questo perché la precedenza verrebbe data comunque in base all’anzianità: chi ne ha diritto, insomma, verrà richiamato in tempi brevi per fissare il proprio appuntamento, come è avvenuto in diversi casi che ci sono stati riportati.

Al netto della soluzione, se l’ipotesi della perdita dei dati venisse confermata si aprirebbero tutta una serie di interrogativi relativi alla gestione dell’accaduto: perché non è stata intrapresa qualche misura per arginare la situazione, come ad esempio una comunicazione massiva a mezzo stampa? Perché la Regione non ha dato la possibilità agli eventi diritto di verificare l’effettiva presenza del proprio nominativo all’interno del database delle adesioni? In questo modo si sarebbe potuto consigliare a tutti gli utenti di verificare la data della prima prenotazione e, se assente, di procedere a una nuova richiesta.

Senza contare che, nel caso in cui i dati fossero davvero andati persi, gli interessati avrebbero dovuto essere avvisati anche per una questione legata al trattamento dei dati personali. Come spiegano le linee guida sulla notifica delle violazioni dei dati personali ai sensi del regolamento (UE) 2016/679 adottate il 3 ottobre 2017 emendate in data 6 febbraio 2018:

“Va osservato che un incidente di sicurezza non si limita ai modelli di minacce nei quali un attacco viene effettuato ai danni di un’organizzazione dall’esterno della stessa, bensì include anche incidenti derivanti dal trattamento interno che violano i principi di sicurezza. Di conseguenza, un incidente di sicurezza che determina l’indisponibilità dei dati personali per un certo periodo di tempo costituisce una violazione, in quanto la mancanza di accesso ai dati può avere un impatto significativo sui diritti e sulle libertà delle persone fisiche.”

No Comments

Post A Comment