Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video | Web Agency Brescia
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Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video

Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video

Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video


Nelle ultime settimane si sono rincorse sempre più insistentemente notizie riguardo all’avvio delle prime sperimentazioni dell’euro digitale entro la fine dell’anno. Un tema molto dibattuto negli ultimi mesi, che vedrebbe tra i piani futuri della Banca Centrale Europea l’introduzione di una moneta elettronica equivalente all’Euro cartaceo. Il condizionale resta d’obbligo perché, nonostante l’Europa abbia accelerato su questo fronte, sono ancora molti i passi da compiere. Ma cosa sappiamo finora?

Lo scorso ottobre, la Banca Centrale europea ha pubblicato un rapporto sul “Digital Euro”, il marchio (già registrato presso l’EUIPO il 22 settembre scorso) che identifica quella che potrebbe diventare la prima moneta digitale dell’Unione Europea. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire ai cittadini europei l’accesso ad una forma di pagamento sicura da usare in un mondo digitale in rapida evoluzione. Una moneta digitale per i pagamenti al dettaglio che si affiancherebbe al contante, senza però sostituirlo.

L’euro elettronico, come spiegato dalla stessa BCE nel report, supporterebbe alcuni obiettivi strategici dell’Eurosistema, tra cui quello di offrire servizi di pagamento innovativi, ridurre i costi e rendere più sostenibili i sistemi monetari. Basti pensare che uno studio di Banca d’Italia del 2014 aveva rilevato che solo nella Penisola, stampare moneta costava allo Stato circa 8 miliardi di euro ogni anno.

Contestualmente al report, la BCE ha avviato una consultazione pubblica per rilevare le opinioni dei cittadini sulla possibilità di varare l’euro digitale. Sono state quasi 10.000 le risposte ottenute attraverso il sondaggio online e risultati saranno alla base di un’analisi che verrà resa nota dalla Bce entro l’estate.

COS’ L’EURO DIGITALE


Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video

Ma cosa si intende per euro digitale? La CBDC, la Valuta Digitale della Banca Centrale dell’Eurozona, non sarebbe altro che il corrispettivo elettronico dell’Euro cartaceo. Una moneta digitale con corso legale, emessa dall’Eurosistema (la BCE e le Banche centrali nazionali) e dedicata ai pagamenti al dettaglio nei Paesi dell’Eurozona. Occorre ribadire che l’euro digitale non ha l’obiettivo di sostituire le banconote, ma di integrarle. Avrebbe, inoltre, il loro medesimo valore: un euro digitale equivarrebbe, infatti, a un euro “fisico”. Non sarebbe, infine, una valuta parallela ma una forma aggiuntiva di pagamento.

Il Digital Euro, differentemente dalle criptovalute, prevede il controllo dell’infrastruttura del back-end da parte di un’autorità centrale: sebbene si ipotizzi che ci possano essere approcci più o meno decentralizzati, l’infrastruttura dovrebbe in ogni modo essere controllata in ultima istanza dalla Banca Centrale.

Un dettaglio che scontenterà chi delle criptovalute apprezzava proprio l’indipendenza da un potere accentrato. Tutte le criptovalute sono infatti fondate su un sistema decentralizzato e non sono soggette ad alcun controllo superiore. Questo le rende estremamente volatili, ad eccezione delle stablecoin, ovvero le criptovalute che hanno un prezzo stabile in quanto vincolato ad asset con variazioni ridotte come il dollaro o l’oro. L’istituzione di una moneta digitale centralizzata è una presa di posizione che non sorprende, dal momento in cui l’Europa ha sempre visto le criptovalute come una minaccia contro la sua sovranità monetaria, e l’atteggiamento assunto nei confronti di Libra, la criptomoneta di Facebook, lo ha dimostrato.

COME FUNZIONA


Euro digitale, entro fine 2021 partir la sperimentazione: cosa si sa finora | Video

Per poter utilizzare la moneta europea elettronica non sarà necessario possedere un conto bancario: senza l’intermediazione delle banche, il denaro verrà dunque immesso direttamente nelle tasche dei clienti. Analogamente ai Bitcoin, l’euro digitale potrebbe essere emesso e trasferito tramite la blockchain e conservato nei portafogli elettronici, molto probabilmente utilizzabili tramite un’app mobile.

In un’intervista alla testata tedesca Der Spiegel, Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della Bce, ha dichiarato che l’euro digitale – come per il contante e differentemente degli altri strumenti di pagamento – rappresenterebbe un’attività dei risparmiatori nei confronti della banca centrale e non verso le banche private. Tuttavia, le banche ricoprirebbero un ruolo importante nella distribuzione, non diverso da ciò che accade per il contante, che i cittadini prelevano dagli ATM o dagli sportelli bancari.

PERCH UN EURO DIGITALE


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Le ragioni per cui la Bce starebbe pensando di introdurre l’euro digitale sono svariate. Per esempio, la nuova moneta elettronica darebbe ulteriore impulso alla digitalizzazione e all’indipendenza dell’economia europea, sopraggiungendo in una già avviata fase di accelerazione dei pagamenti digitali a discapito del contante, il cui utilizzo è destinato a ridursi. Potrebbe inoltre stimolare l’erogazione di nuovi servizi e funzionalità di pagamento e creare opportunità di business, così come rappresenterebbe un valido ausilio nel caso in cui eventi estremi (come un cyber attacco o una catastrofe naturale) ostacolassero la fornitura dei servizi di pagamento.

I NODI ANCORA DA SCIOGLIERE


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Nonostante le opportunità offerte dalla moneta elettronica europea siano molte – si tratta pur sempre di un’innovazione che, tra le altre cose, agevolerebbe i pagamenti e aiuterebbe a tracciare e contenere i reati finanziari – altrettanti sono i nodi ancora da sciogliere, soprattutto quelli che riguardano la tutela della privacy e delle libertà fondamentali, minate dal rischio di eccessiva esposizione dei propri dati sensibili.

I rischi, inutile negarlo, ci sono e la Bce starebbe cercando di mettere a punto alcune specifiche per scongiurarli. Fondamentale sarà tutelare i metodi di pagamenti alternativi ai contanti e assicurarsi che i depositi delle banche non si “svuotino”, per questo la Bce starebbe già definendo degli eventuali limiti di spesa (che potrebbero aggirarsi intorno ai 3.000 euro). Sarà inoltre opportuno garantire la segretezza degli acquisti dei cittadini.

Secondo Christian Miccoli, CEO di Conio, un euro digitale “implicherebbe la possibilità da parte del governo nazionale di controllare i movimenti finanziari con la possibilità di bloccare i fondi individuali a propria discrezione e programmare smart contract per obbligare o vietare determinate categorie di spesa“, come riporta la stampa nazionale. Anche Yves Mersch, governatore della Banca del Lussemburgo, ha dichiarato che qualsiasi valuta digitale basata su token potrebbe “non garantire il completo anonimato“, comportando seri “problemi sociali, politici e legali“.

La stessa Bce si è già interrogata sulla questione e ha spiegato che l’introduzione di un euro digitale potrebbe avere “importanti risvolti sull’intero sistema finanziario“, motivo per cui per ora le banche centrali non hanno dato la possibilità di accesso al denaro al dettaglio, nonostante la tecnologia per farlo fosse già disponibile.

IL DEBUTTO


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Quando diventerà realtà, dunque, l’euro digitale? Fabio Panetta ha delineato i prossimi step del processo di sperimentazione ed eventuale rilascio della nuova moneta elettronica:

All’inizio dell’estate presenteremo i risultati della nostra analisi esplorativa al Consiglio direttivo della BCE, che deciderà se proseguire l’iniziativa. In caso di una risposta positiva, si darà avvio al lavoro volto a individuare l’ambito operativo e la soluzione tecnica da adottare per l’euro digitale. Ci vorranno almeno diciotto mesi. Successivamente il Consiglio direttivo della BCE dovrà adottare un’altra decisione, al fine di avviare la fase realizzativa della soluzione prescelta. Saranno necessari realisticamente quattro o cinque anni. Dovremo inoltre consultare le altre istituzioni e autorità europee. La BCE ha costituito un gruppo di lavoro con la Commissione europea.

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