Come scegliere un TV in base alla distanza di visione | Web Agency Brescia
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Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione


Il mercato dei televisori è sicuramente al centro di un vortice di innovazioni: l’adozione dell’HDMI 2.1, l’avvento della risoluzione 8K, arrivo di nuove tecnologie per i pannelli. Ma tra i tanti dubbi, che abbiamo discusso in vari nostri articoli relativi alla scelta di un televisore, rimane da sciogliere quello principale, ovvero: che risoluzione e diagonale bisogna scegliere per avere una visione ottimale?

Esistono varie risposte a questa domanda. In passato abbiamo più volte fatto riferimento a tabelle apposite che suggeriscono la distanza ideale per guardare un televisore con una determinata diagonale e risoluzione. Tuttavia, queste tabelle non indicano un valore univoco, in quanto la percezione e l’elaborazione dell’immagine trasmessa vengono poi eseguite dai nostri occhi e dal nostro cervello, che elaborano tutti i dati in maniera un po’ differente.

Cerchiamo dunque di sviscerare i più recenti studi in materia, alcuni aspetti poco conosciuti e di capire se mai la scelta di un televisore con risoluzione 8K possa essere – in alcuni casi – una scelta azzeccata, soprattutto per chi intende acquistare un nuovo televisore da tenere per diversi anni.

INDICE

MERCATO TV, UNA BREVE ANALISI

RISOLUZIONE, PI ELEVATA MEGLIO ?

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

A tal proposito vale la pena citare lo studio di Daeun Park, Yoonjung Kim e YingKyung Park (link in fonte), secondo cui un display 8K riesce a riprodurre in maniera migliore le varie sfumature sui gradienti di colori. Motivo che ha spinto gli utenti sottoposti allo studio a giudicare i display con risoluzione 8K, a parità di condizioni di riproduzione (distanza, luminosità, saturazione e contrasto), migliori dei pannelli 4K.

Ciò avviene per un motivo ben preciso. Il nostro cervello non vede le immagini in pixel, ma nel loro insieme. Un televisore con una densità di pixel più elevata e con una risoluzione maggiore, inganna meglio la nostra percezione, con il risultato che alla vista l’immagine di un televisore 8K risulterà più reale, rispetto a quella di un televisore 4K (a parità di condizioni e grandezza).

Questo rappresenta un aspetto importante, in quanto più pixel abbiamo nella stessa superficie, più l’immagine avrà una migliore definizione all’occhio. Sebbene possano sembrare numeri piuttosto elevati, pensiamo che siamo decisamente distanti rispetto a quanto ottenuto in ambito smartphone. Un top di gamma come il Samsung Galaxy S21 Plus (qui la nostra recensione), raggiunge infatti una densità di ben 394ppi. Sono ovviamente due settori completamente diversi, ma il paragone è necessario per introdurre il concetto di distanza, relativamente alla diagonale e alla risoluzione scelta.

DIAGONALE E DISTANZA: CON L8K LE COSE CAMBIANO

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

Se venisse adottata la stessa regola per i televisori 8K si otterrebbero però valori decisamente anomali. Per esempio, un pannello da 65 pollici 8K avrebbe come distanza di visione ottimale circa 60 centimetri, la distanza tipica a cui teniamo il monitor di un portatile mentre lavoriamo.

Valori ovviamente impossibili. La maggiore definizione del televisore 8K, come confermato da vari studi, ha cambiato le regole del gioco. Il pannello 8K garantisce infatti maggiore tridimensionalità e i benefici sono visibili non solo per quanto riguarda i pannelli più grandi, come quelli sopra gli 80 pollici, ma anche con diagonali più umane.

Non a caso Samsung produce il Q700T in versione da 55 pollici. La distanza ottimale è stata dunque riformulata rispetto a quanto avveniva precedentemente. Per calcolarla è sufficiente prendere in considerazione l’altezza del pannello in centimetri e moltiplicarla per 2,5. Si ottengono rispettivamente valori di circa 1,8 metri e 2 metri per tv con diagonali di 55 e 65 pollici e risoluzione 8K. Una distanza che permette di godere appieno anche del migliore campo visivo, ovvero quello di circa 45 gradi, considerato come ottimale in quanto ci consente di vedere ogni punto dello schermo senza dover muovere la testa.

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

Per spiegare in maniera semplice questo aspetto possiamo pensare alla tecnica pittorica del puntinismo. I quadri venivano realizzati unendo una serie di puntini più o meno distanti tra loro e più o meno compatti. A puntini meno densi sull’area disegnata corrispondeva una maggiore distanza visiva per ottenere una visione ottimale. Un esempio è il quadro “Grand Canal “di Paul Signac, in cui i punti sono ben visibili anche a distanze molto elevate. Aumentando il numero dei punti, come nel quadro “Una domenica pomeriggio sull’isola” di Georges Seurat, si può visionare il quadro a una distanza più ridotta rispetto al primo caso, ottenendo un bilanciamento perfetto e con molta difficoltà a distinguere le singole unità che le costituiscono (i punti, o i pixel nel caso dei televisori).

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L’8K potrebbe invece essere interpretato come l’opera “Il quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. In questo caso è sempre stata usata la tecnica del puntinismo, ma le figure sono ben distinte tra di loro e soprattutto è ben chiara la tridimensionalità dei personaggi raffigurati rispetto allo sfondo e agli altri elementi.

Come scegliere un TV in base alla distanza di visione

È proprio lo stesso effetto che si ottiene con un televisore 8K, che restituisce un’immagine in grado di illudere meglio il nostro cervello sul fatto che non sia un insieme di punti ma una riproduzione molto simile alla realtà, migliorandone così la percezione e la qualità.

COSTI ELEVATI E POCHI CONTENUTI: VALE LA PENA?

Rimane il problema dei contenuti disponibili. Anche in questo caso la considerazione da fare è che siamo ancora agli inizi della diffusione di una tecnologia presentata per la prima volta durante il 2019. Seppur ci sia ancora tanta strada da fare, il segnale positivo arriva anche dai produttori di fotocamere.

Oggi è infatti possibile creare contenuti in 8K con dispositivi relativamente accessibili ai professionisti, come la Canon EOS R5 annunciata a luglio 2020, o la Sony A1, una mirrorless fullframe in grado di registrare video fino a risoluzione 8K 30 fps. A ciò si aggiungono le declinazioni dei vari produttori di smartphone, anch’essi piuttosto generosi nel dispensare megapixel all’interno dei propri sensori fotografici. Segno di una volontà comune di tutta l’industria a esplorare questa frontiera.

Certo, siamo ancora lontani da una proposizione di contenuti soddisfacente ma nel frattempo gli avanzati algoritmi di upscaling, di cui abbiamo ampiamente parlato nei nostri approfondimenti, colmano la loro mancanza.

DIAGONALE E RISOLUZIONE: UNA SCELTA DI BUON SENSO

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Dai 55 pollici in su potrebbe valere la pena fare qualche considerazione in più per quanto riguarda l’acquisto di un televisore 8K. I vantaggi in ambito visivo sono stati dimostrati da più ricerche e i prezzi si allineano pian piano a quelli dei migliori top di gamma OLED.

Acquistare oggi un televisore 8K da 55 o 65 pollici, significa soprattutto avere una visione più gradevole e immersiva rispetto al 4K a parità di distanza, proprio per il maggiore dettaglio e densità di pixel a disposizione. E sfruttare le evoluzioni delle dell’intelligenza artificiale e del machine learning nel dare nuova vita ai contenuti a risoluzione più basse.

Sarebbe oltremodo pretenzioso, però, parlare di una scelta pensata per il futuro: i contenuti 8K aumenteranno nei prossimi anni, e su questo non ci piove, ma la scelta di un 8K può e deve essere fatta in ragione dell’attuale stato dell’arte.

I PIXEL FANNO LA FELICIT?

Contenuto realizzato in collaborazione con Samsung

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