NASA e SpaceX, accordo anti-collisioni nell'orbita terrestre | Web Agency Brescia
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NASA e SpaceX, accordo anti-collisioni nell’orbita terrestre

NASA e SpaceX, accordo anti-collisioni nell'orbita terrestre

NASA e SpaceX, accordo anti-collisioni nell’orbita terrestre


Traffico anche nello spazio? Assolutamente ipotizzabile visti i continui lanci di satelliti che stanno andando ad affollare sempre più l’orbita terrestre rendendo decisamente “concreto” il rischio di collisione.

SpaceX ha già messo in orbita oltre 1.000 satelliti per telecomunicazioni Starlink, l’ennesimo lotto è stato lanciato solo pochi giorni fa. Anche se si tratta di un quantitativo che può sembrare già di per sé elevato, è solo una piccola parte della costellazione che la società di Elon Musk intende realizzare. La FCC ha concesso finora a SpaceX il permesso per arrivare a 12.000 satelliti ma questo numero potrebbe arrivare addirittura a 42.000 nei prossimi decenni. La società punta comunque a dispiegare 4.425 satelliti entro il 2024.

Visto il crescente affollamento, aumenta conseguentemente anche il rischio di una possibile collisione con altri veicoli spaziali in orbita, tanto che NASA e SpaceX hanno deciso di firmare un accordo congiunto proprio per evitare che possa verificarsi un “tamponamento spaziale”. Questo accordo delinea le modalità in cui “comunicazione e condivisione delle informazioni” tra le società andranno ben oltre quanto normalmente regolamentato dal programma Conjunction Assessment and Risk Analysis (CARA) che viene utilizzato di solito.

In base all’accordo, la NASA fornirà anticipatamente informazioni dettagliate sulle sue missioni a SpaceX che potrà utilizzarle per programmare correttamente i sistemi automatizzati di Starlink ogni qualvolta ci sarà la possibilità di un incrocio con la costellazione di satelliti. SpaceX, dal canto suo, sarà responsabile di garantire che i suoi satelliti Starlink si comportino nel modo giusto per “evitare approcci ravvicinati e collisioni con tutte le risorse della NASA”.

A SpaceX sarà anche richiesto di avvisare i periodi in cui i satelliti Starlink non saranno in grado di utilizzare questi sistemi di prevenzione, cosa che si verifica principalmente prima del posizionamento nelle orbite di destinazione. Altro punto chiave dell’accordo, infine, è che i satelliti Starlink vengano collocati in modo che si trovino almeno 5 km al di sopra o al di sotto dei punti più alti e più bassi dell’orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

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