Un collezionista ottiene il rarissimo dev kit di Nintendo 64DD: unboxing di una reliquia | Web Agency Brescia
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Un collezionista ottiene il rarissimo dev kit di Nintendo 64DD: unboxing di una reliquia

Un collezionista ottiene il rarissimo dev kit di Nintendo 64DD: unboxing di una reliquia

Un collezionista ottiene il rarissimo dev kit di Nintendo 64DD: unboxing di una reliquia


In un periodo dominato dai rumor sull’arrivo imminente di una Switch Pro, lo youtuber Shand Luis ha messo le mani su una periferica “mid-gen” che viene dal lontano passato, e precisamente dal 1999. Stiamo parlando del Nintendo 64DD (Dynamic Drive), e ancor più nel dettaglio di un rarissimo development kit di quella che è stata una delle periferiche più fallimentari della storia del colosso di Kyoto, assieme probabilmente al Virtual Boy.

La distribuzione del 64DD fu limitata al solo mercato giapponese, e addirittura Nintendo dopo una lunga e travagliata gestazione decise di non occuparsene direttamente, vendendo il dispositivo a RANDnet che si preoccupava poi di di piazzarlo agli utenti finali. Per questa ragione il supporto all’accessorio da parte della casa madre si limitò a soli nove giochi: l’insuccesso commerciale fu clamoroso, e i progetti che erano ancora in fase di sviluppo per 64DD furono dirottati verso il GameCube.

All’interno della confezione, subito dopo alcuni fogli scritti in giapponese, si trova il protagonista assoluto, quel Nintendo 64DD che oggi sembra un po’ una bilancia digitale (magari una versione nera della Wii Fit Balance Board) e che ricalca in tutto e per tutto il profilo della console originale, cui andava ancorato al di sotto, raddoppiandone praticamente lo spessore.

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Il dev kit si compone poi di cinque dischi di sviluppo 64DD inutilizzati, alcune etichette adesive, una cartuccia per N64 e due adatttatori: N64JOINT-01, che consente di collegare un altro adattatore allo slot per cartucce superiore di un Nintendo 64; e poi c’è NUS DCC-00, che si collega direttamente al primo adattatore e permette di inserire due cartucce contemporaneamente all’interno dello stesso N64.

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Nella storia recente di Nintendo, tra le revisioni che promettevano una marcia in più e giochi esclusivi c’è chi ha fatto peggio: il riferimento non è tanto al DSi, che ebbe il merito di portare i giochi dell’eShop, ma al New 3DS (e versione XL, ovviamente), che uscì assieme all’esclusiva Xenoblade Chronicles 3D (conversione peraltro assai mediocre dell’originale) e poi offrì pochissimo per sfruttare le peculiarità del nuovo hardware. In compenso era però una console, una versione migliorata del 3DS, e aveva anche tempi di caricamento più spediti rispetto all’originale: per questa ragione è stato comunque un successo.

Il 64 DD, essendo una periferica pensate per ampliare le possibilità del 64 originale (castrate dalla scelta di ricorrere alla cartucce invece che ai dischi ottici, come invece fatto da Sony con PlayStation), somiglia di più a quelle ipotesi che parlavano di una Switch col dock potenziato: sappiamo però che la direzione intraprese da Nintendo è diversa, e che a cambiare sarà l’estetica (schermo più grande, 7 pollici, e di tipo OLED) e il chip NVIDIA sotto la scocca della console, con una nuova generazione capace di supportare il DLSS.

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