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C’ fuoco dentro la ISS: falso allarme mette in ansia gli astronauti

C' fuoco dentro la ISS: falso allarme mette in ansia gli astronauti

C’ fuoco dentro la ISS: falso allarme mette in ansia gli astronauti


Gli astronauti ospitati all’interno della ISS hanno vissuto alcuni momenti di agitazione. La capsula Crew Dragon Resilience attraccata alla stazione orbitante dallo scorso mese di novembre ha infatti lanciato diversi segnali di allarme che hanno richiesto immediate verifiche da parte sia dell’equipaggio, sia del personale NASA.

I messaggi di emergenza indicavano la presenza di fuoco a bordo e di depressurizzazione, tutti rivelatisi poi fortunatamente falsi e generati da un errore di una delle unità di alimentazione della capsula stessa. Una verifica manuale dei dati da parte degli astronauti ha fatto rientrare l’allarme, a dimostrazione che si trattava di una lettura scorretta del sistema. In particolare, si era trattato di un Single-event upset (SEU) che ha interessato la porta di accesso di Crew Dragon alla ISS, causando il reset di un processore il quale a sua volta ha inviato dati che l’equipaggio ha interpretato come messaggi di malfunzionamento.

L’attracco di Resilience alla Stazione Spaziale Internazionale è avvenuto lo scorso novembre con la storica missione Crew-1, la prima partita dal suolo americano dal 2011 (allora era stata la missione STS-135, l’ultima dello Space Shuttle). Vero che in precedenza era stata completata la Demo-2, ma “tecnicamente” si era trattato di una missione test.

I lavori dunque proseguono, e il prossimo anno toccherà nuovamente ad AstroSamantha salire a bordo della ISS. Per la prima volta per raggiungere la stazione orbitante viaggerà sulla Crew Dragon di SpaceX. Il 9 aprile avrà poi inizio la Expedition 65 con il lancio della Soyuz dal Baikonur Cosmodrome, in Kasakhstan. A bordo ci saranno Mark Vande Hei (NASA), Pyotr Dubrov e Oleg Novitskiy (Roscosmos).

L’attuale spedizione (la 64) sta portando avanti diverse sperimentazioni e studi sugli impatti a lungo termine della microgravità sul corpo umano e su altri processi biologici. In particolare sono state effettuate ricerche sulla produzione farmaceutica in orbita e sulla percezione del tempo: in quest’ultimo caso sono stati utilizzati occhiali di realtà virtuale per capire come la percezione cognitiva di chi li indossa possa cambiare in condizioni di microgravità. Il cosmonauta russo Sergey Kud-Svertchkov si è invece occupato del sistema circolatorio umano e di come questo si adatti ai lunghi voli spaziali.

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