Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged! | Web Agency Brescia
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Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!


Quello degli smartwatch è un segmento di mercato sempre più affollato e ricco di alternative, molte di queste davvero simili e spesso sovrapponibili per caratteristiche e prezzo. Tra i produttori più attivi in questo settore troviamo sicuramente Zepp, precedentemente nota come Huami, che da tempo commercializza soluzioni a marchio Amazfit ma è anche il produttore di alcuni prodotti molto noti come Mi Band di Xiaomi.

Da una decina di giorni ho al polso l’ultimo arrivato della famiglia di smartwatch rugged T-Rex: Amaxfit T-Rex Pro, che succede al modello annunciato lo scorso anno in occasione del CES di Las Vegas portando con sé alcune interessanti novità, specialmente sotto la scocca. Quali sono queste novità? E soprattutto cosa mi ha convinto e cosa invece va ancora migliorato? Scopriamolo insieme in questa recensione.

SOMMARIO

RUGGED E’ LA PAROLA D’ORDINE


Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Così come chi lo ha preceduto, anche questo T-Rex Pro nasce come un prodotto che fa della resistenza il punto di forza e l’elemento di differenziazione. Lo si nota subito ma è giusto sottolinearlo, non è certamente uno smartwatch pensato per un polso di piccole dimensioni, anzi. A farsi sentire sono soprattutto lo spessore e il diametro della cassa, mentre il peso è sorprendentemente contenuto. Parliamo di 59 grammi che, ve lo assicuro, non si fanno per nulla sentire.

Una leggerezza che è merito sicuramente dei materiali utilizzati, resistenti ma leggeri. La scocca è in plastica rinforzata, il vetro di protezione del display è un Gorilla Glass con trattamento anti impronta e il cinturino è in un silicone molto morbido e flessibile, che ben si adatta al polso quando viene indossato. Proprio parlando del cinturino mi sarebbe piaciuto avere un attacco standard: pur con un passo di 22 mm, infatti, la forma della porzione che si aggancia alla scocca non permette l’utilizzo di una qualsiasi soluzione alternativa.

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Il design è tutto fuorché sobrio, specialmente nella colorazione a nostra disposizione. Sembra quasi uno di quegli orologi tattici che vediamo al polso dei militari e a tutti gli effetti questo T-Rex Pro è dotato di una certificazione militare. Si tratta della MIL-STD 810G che, oltre ad attestarne la resistenza da urti e graffi, ne assicura la resistenza a temperature che vanno da -40 a +70 gradi centrigradi. Il livello di impermeabilizzazione ne garantisce la tenuta fino a 10 atmosfere di pressione. In situazioni ideali parliamo di 100 metri di profondità.

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

A differenza di altri, Amazfit T-Rex Pro offre 4 tasti fisici ai lati della scocca che sono sufficienti per interagire con l’interfaccia senza limitazioni. Una caratteristica importante per il fatto che parliamo di uno smartphone pensato per essere utilizzato anche in situazioni “estreme” indossando ad esempio dei guanti o magari immersi in acqua. Ovviamente la presenza dei tasti non esclude l’utilizzo tramite touch che funziona bene ed è sufficientemente reattivo.

Merito anche delle dimensioni del display AMOLED che misura 1,3 pollici di diagonale e offre una risoluzione di 360×360 pixel. La definizione è buona, così come la luminosità, che può essere regolata manualmente o in maniera automatica e che è sufficiente per avere una corretta visibilità in esterna anche in giornate soleggiate e in ambiente molto illuminato. Ci sono l’always on e anche il risveglio tramite rotazione del polso, quest’ultimo molto preciso. Sono funzioni che erano già presenti in precedenza ma che ora possono essere attivate in contemporanea.

NUOVI SENSORI E GPS PIU’ PRECISO


Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Le novità più importanti di T-Rex Pro sono però nascoste sotto la scocca. Parliamo anzitutto del nuovo sensore biometrico per il rilevamento del battito cardiaco e dell’ossigenazione del sangue. Si chiama Bio Tracker 2, e nonostante non brilli per fantasia dal punto di vista del nome garantisce una buona precisione, sicuramente superiore rispetto a quello integrato nel suo predecessore.

Non si tratta però dell’unica novità. Abbiamo infatti anche un nuovo sistema GPS che ora supporta anche i satelliti Galileo e Beidou: notizia sicuramente positiva per noi europei. La differenza rispetto ai sistemi solo GPS o GPS e Glonass, come era per il modello precedente, si nota soprattutto nella velocità di aggancio del segnale che è davvero molto rapido e che viene poi mantenuto senza problemi con la traccia che ne risulta sempre accurata. Ci sono poi anche la bussola e un altimetro barometrico. Tutto questo a favore di un rilevamento dell’attività più preciso.

E dal rilevamento dell’attività cogliamo la palla al balzo per parlare del software perché una delle novità è proprio il fatto che con la nuova versione della UI sale a oltre 100 il numero degli sport e delle attività tracciabili. C’è davvero di tutto e il sistema di allenamento integrato di permette per ognuno di questi sport di personalizzare la schermata in cui vengono mostrati i dati, gli obiettivi e altre funzioni secondarie. Come sempre queste schermate sono molto complete e di facile consultazione. Il fatto che l’attivazione tramite rotazione del polso sia molto più precisa permette poi di avere accesso a tutti i parametri in maniera più semplice anche nella foga dell’attività sportiva.

La precisione del GPS aiuta ad avere anche dati più accurati per quanto riguarda la velocità media, il passo sul giro e la velocità istantanea. Sono tutto sommato buoni anche i rilevamenti del sensore cardio e, all’apparenza, anche quelli legati alla SPO2, che abbiamo confrontato con un misuratore ottico da dito. Ovviamente, per tutte le misurazioni legate al sensore cardio bisogna ricordare che non siamo di fronte ad un prodotto per uso diagnostico. Le misure sono, per quanto abbastanza precise, puramente indicative.

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Anche la schermata con il riepilogo dei dati giornalieri è fatta molto bene e include di default i dati sul numeri di passi, sul punteggio PAI ( in sostanza un calcolo della quantità e della qualità dell’attività giornaliera su base 100), sulla frequenza cardiaca misurata H24 a intervalli di 5 minuti, il meteo e la misura della SPO2, che deve però essere effettuata sempre manualmente. In generale parliamo comunque di una interfaccia molto pulita e semplice da utilizzare, non molto diversa da quella degli altri prodotti Amazfit dai quali si scosta solo in alcuni dettagli pensati per una interazione più comoda sfruttando i tasti fisici.

Così come sugli altri prodotti Amazfit resta anche l’impossibilità di rispondere alla notifiche. Anzi, l’unica cosa che possiamo fare è leggerle e eliminarle e l’eliminazione non comporta la cancellazione della notifica dallo smartphone. Allo stesso modo è poi possibile rifiutare una chiamata o silenziare la notifica sullo smartwatch. Non essendoci microfono e altoparlante non possiamo infatti rispondere e nemmeno interloquire tramite l’orologio. Bisognerà quindi estrarre il telefono per rispondere alla chiamata.

Un altro neo è dato dall’impossibilità di installare applicazioni di terze parti e dall’ancora esiguo numero di app proprietarie. Insomma, dovete accontentarvi di quello che trovate al momento della prima accensione, che è sufficiente, ma che certo non copre le esigenze di tutte le categorie di utenti. Tramite l’app Zepp è possibile accedere ad uno store proprietario che contempla però soltanto delle nuove watchface.

APP E AUTONOMIA


Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Dato che l’abbiamo citata poco fa spendo due parole a proposito dell’app Zepp che è comunque già nota ma che è sempre piacevole da utilizzare, ben fatta e molto completa per quanto riguarda l’analisi dei dati e dell’attività fisica giornaliera. Il pairing con lo smartwatch avviene tramite Bluetooth, è rapido e non mi ha mai creato problemi di sincronizzazione. Ecco, mancano WiFi e NFC, che avrebbero fatto certamente comodo in alcuni frangenti.

Tramite l’app Zepp possiamo visualizzare in modo più completo i dati rilevati dallo smartwatch riguardo i nostri allenamenti, la routine quotidiana e anche il sonno, quest’ultimo caratterizzato da un’analisi completa e molto precisa. Oltre a ciò non manca la possibilità di agire su buona parte delle impostazioni dell’orologio, soprattutto quelle legate alle notifiche, e di installare nuove watchface tramite lo store dedicato. In generale parliamo di un’esperienza d’uso molto piacevole che è andata migliorandosi con il tempo fino a pareggiare il livello di alternative anche più blasonate.

Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Ed eccoci a parlare di autonomia. Dentro a questo T-Rex Pro troviamo una batteria da 390 mAh, si carica tramite la basetta magnetica proprietaria in circa un’ora attaccandola all’USB del notebook. In termini di durata Zepp dichiara fino a 18 giorni di utilizzo ma la realtà dei fatti è un pochino differente. Con monitoraggio del battito 24h su 24, notifiche, always on, attivazione con rotazione del polso e luminosità automatica si arriva a circa 8-9 giorni di utilizzo. Inserendo nella routine un paio di sessioni di allenamento con GPS attivo si arriva invece a 6-7 giorni di utilizzo, quest’ultimo incide infatti per un 5% circa ogni ora.

CONSIDERAZIONI


Recensione Amazfit T-Rex Pro, a tutto rugged!

Partiamo ovviamente dal prezzo di listino che è di 169 euro. Sono 30 euro in più rispetto al T-Rex dello scorso anno, una differenza accettabile se pensiamo alle novità introdotte: non sono molte ma sono comunque importanti per quello che è l’utilizzo principale di questo genere di orologi. Detto ciò, non credo lo comprerei a questa cifra ma sono consapevole del fatto che lo street price di prodotti del genere ha oscillazioni importanti e potrebbe presto portare il T-Rex Pro ad un prezzo interessante.

Riassumendo posso dire di aver certamente apprezzato le caratteristiche di robustezza e impermeabilità dello smartwatch che, grazie al nuovo sensore biometrico e al GPS migliorato, garantisce anche un’ottima precisione nella rilevazione dell’attività fisica giornaliera e degli allenamenti. Mancano WiFi e NFC e mi sarebbe piaciuto interagire con le notifiche in maniera più profonda ma per chi cerca un prodotto molto resistente senza spendere un capitale le alternative non sono molte.

PRO E CONTRO

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