App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown | Web Agency Brescia
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App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown

App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown

App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown


Credits immagine di apertura: @Line_issues

La pandemia di COVID-19 ha avuto un effetto molto strano sul mondo della musica: molti professionisti del settore (non solo i musicisti, ma anche tecnici, roadie, service, locali) si sono trovati in grosse difficoltà, impossibilitati a suonare dal vivo, mentre allo stesso tempo i produttori di strumenti musicali, soprattutto chitarre e bassi elettrici, gongolano. Gibson due anni fa era in bancarotta, nel 2020 ha esaurito la produzione di chitarre per l’intero anno già in estate; e non è un’eccezione – storie analoghe possono raccontarle altri grandi marchi come Fender, ESP o PRS. Come succede per le GPU, le console di ultima generazione o le biciclette, i modelli più richiesti di chitarre sono difficilissimi da trovare, e i tempi di attesa sono lunghi.

Non è difficile intuire perché: con mezzo mondo (piuttosto letteralmente) costretto a casa, finalmente è saltato fuori il tempo di perseguire hobby, passioni e sogni che erano rimasti nel cassetto per tanto tempo. Per molti, appunto, la chitarra; me incluso.


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Curiosit
06 Nov


E così, mentre la gente imparava una lingua o seguiva corsi gratuiti, come ci suggeriva il nostro Matteo qualche mese fa, io cercavo nuovi improperi da rivolgere a quel maledetto che aveva inventato il barré. Anche se elettriche, le chitarre sono rimaste degli oggetti a basso quantitativo tecnologico, almeno per gli standard odierni; ma anche in questo progetto internet, computer e smartphone si sono rivelati degli alleati preziosi, anzi, diciamo pure indispensabili, date le circostanze.

Sono davvero tante le app, i siti, i programmi e gli accessori hardware pensati proprio per i musicisti; ma è un ambiente piuttosto complicato, e potenzialmente molto costoso, e questo può scoraggiare un principiante; così ho deciso di mettere insieme una guida di quelli che, secondo me, sono gli strumenti migliori per iniziare. Premessa importante: non ho la pretesa di indicare il meglio del meglio sul mercato né l’ultimissima novità, ma strumenti di buona qualità, preferibilmente gratuiti o comunque molto economici, per ottenere risultati decorosi e imparare in fretta divertendosi.

Naturalmente ogni suggerimento o input alternativo è benvenuto nei commenti; tra l’altro, questo speciale è stato pensato anche per valutare l’interesse di voi lettori nei confronti del tema musica&tech; fateci sapere se vi piacerebbe se ne parlassimo di più!

SOMMARIO


App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown

IMPARARE SUONANDO LE PROPRIE CANZONI PREFERITE


App e gadget low cost per imparare a suonare la chitarra durante il lockdown

Tony Iommi, Black Sabbath

Alzi la mano chi ha comprato una chitarra per imparare a fare bene le scale!

… Nessuno? Magari allora qualcuno non vedrà l’ora di studiare teoria musicale!!

… No, eh? Quindi neanche solfeggio?

Bene, allora siamo tutti d’accordo: facciamo che suoniamo. Se eseguito come si deve, con pazienza e metodo, è un sistema perfettamente valido ed efficace per imparare: con le basi si impara ad andare a tempo, si assimilano le tecniche che interessano davvero, e soprattutto ci si diverte, e ci si sente un po’ una rock star. L’importante è partire con le cose semplici, andare piano e usare i giusti strumenti.

Piccola nota: praticamente tutto ciò che è elencato di seguito è compatibile sia con la chitarra sia con il basso.

SONGSTERR: TABLATURE E BASI MUSICALI IN UN COLPO SOLO


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Songsterr è il fulcro, la colonna portante di tutta la mia strategia fai-da-te. Una volta cercavi su Google la canzone che volevi imparare e trovavi dei file di testo opportunamente formattati con indicazioni di corda, tasto, durata di ogni nota da suonare. Ora quei documenti, anche detti tab o tablature, si possono “riprodurre”: questa è, a grandi linee, la filosofia di Songsterr.

La maggior parte delle canzoni presenti nel database includono tutti gli strumenti di una canzone: l’utente può scegliere la traccia che vuole imparare, riprodurla e cercare di suonarla in contemporanea. Il servizio esiste sia su Web sia come app per smartphone, ma è consigliabile quest’ultima piattaforma: funzioni essenziali per imparare, come la diminuzione (o l’incremento, perché no) del tempo, la possibilità di ripetere in loop solo una sezione di un brano e la trasposizione di tutta la canzone (di nuovo, fondamentale se siete accordati più in basso di qualche semitono) e molto altro sono gratuite solo su mobile, mentre su web serve un abbonamento.

Ogni traccia può essere isolata per capire meglio cosa succede, oppure silenziata quando si è pronti a subentrare. È interessante osservare che l’app cambia automaticamente i livelli delle varie tracce in base alla modalità selezionata. Il mio setup è relativamente semplice: collego lo smartphone all’entrata line in del mio amplificatore, poi collego delle cuffie per sentire un po’ più decentemente sia la base sia la chitarra (e soprattutto non disturbare nessuno). La musica è una sorta di MIDI, ma di qualità più che accettabile. Parto lento lento, cerco di capire e memorizzare tutti i passaggi e quando me la sento aumento la velocità di un pochino.

Songsterr, dicevo, è freemium: il suo database conta 500.000 tablature tra canzoni (ci sono anche dei doppioni, varianti e così via), accordi e lezioni. Ha il pregio di supportare anche la notazione (e la riproduzione) di tecniche avanzate come legato, palm muting, vibrato, bending e armonici.

La maggior parte dei contenuti è generata dagli utenti: non sempre tutto è preciso fino all’ultima nota, e qualche volta mancano degli strumenti o sono estremamente elementari. Ma quando sei alle prime armi, è un dettaglio che secondo me conta poco: a “correggere il tiro” si fa sempre tempo in seguito, se è proprio necessario, più importante è “accumulare punti esperienza” senza fare esercizi noiosi, e suonare fin da subito le proprie canzoni preferite.

Un servizio analogo di livello superiore è Ultimate Guitar, che ha un catalogo di 1.100.000 tablature (anche qui, con vari doppioni e varianti), anche scritte o approvate direttamente dagli artisti; ma la maggior parte è inaccessibile agli utenti gratuiti. L’abbonamento annuale costa 20€. Songsterr è invece completamente gratis su Android, con abbonamento Plus per il Web da 9,99 dollari al mese.

Qualche canzone facile per cominciare

  • AC/DC: T.N.T
  • Black Sabbath: Paranoid
  • Ramones: Blitzkrieg Bop
  • Blue Öyster Cult: (Don’t Fear) The Reaper
  • The White Stripes: Seven Nation Army
  • Rolling Stones: Satisfaction

GUITAR CHORDS AND TABS

È sostanzialmente la versione di Songsterr basata sugli accordi, per quegli scenari da “cantiamo attorno al fuoco” con la chitarra acustica. Anche qui, il database è uno dei più grandi disponibili online, con oltre 800.000 elementi, e ci sono alcuni accorgimenti che rendono la fruizione degli spartiti molto comoda.

Per esempio, se non si conosce un accordo è possibile toccarlo per vedere la sua diteggiatura; tramite la barra laterale è possibile attivare lo scrolling automatico con velocità variabili; ed è possibile trasporre verso l’alto o verso il basso la canzone, sempre utile per chi non è accordato in mi standard. È bene precisare che qui non c’è una base da seguire, come su Songsterr. Il tempo bisogna un po’ darselo da soli, diciamo.

Guitar Chords and Tabs è prevalentemente gratis, ma pagando 4,29€ una tantum si possono sbloccare alcune funzionalità aggiuntive, come un basilare accordatore integrato e il tema scuro, oltre naturalmente a rimuovere ogni annuncio pubblicitario. Non è particolarmente avanzata o ricca, ma fa bene quello che deve.

Qualche canzone facile per cominciare

  • Uriah Heep: Landy in Black
  • Bob Dylan: Knockin’ on Heaven’s Door
  • The Beatles: Eleanor Rigby
  • The Cranberries: Animal Instinct
  • Nirvana: Polly
  • 883: Gli Anni

ROCKSMITH: IMPARARE… IN MULTIPLAYER

Se vi siete avventurati in questo progetto con un amico o qualcuno della vostra famiglia, una soluzione in stile Songsterr ma con un orientamento più da videogioco è Rocksmith. Sostanzialmente si può definire un Guitar Hero con strumenti reali: è sviluppato da Ubisoft, e la versione 2014 Remaster è disponibile per PC, Xbox One e PlayStation 4.

Incluse nell’acquisto originale ci sono 66 canzoni, ma è possibile acquistarne separatamente oltre 1.400 grazie allo store integrato. Per i più intraprendenti e smanettoni, inoltre, c’è una florida scena di “Custom DLC” con oltre 49.000 canzoni opportunamente preparate. Inutile specificare che la piattaforma ideale per questo percorso è il PC, ma non è impossibile nemmeno su console. Anche rivolgendosi al modding, è un database estremamente ristretto rispetto a quanto offrono Songsterr GCAT, ma qualche canzone a cui sfidarsi la si trova; tra l’altro qui le canzoni sono reali, non basi MIDI. Un po’ più coinvolgenti

Rocksmith funziona esattamente come Guitar Hero: stessa grafica a “note” che scorrono tridimensionalmente, stesso sistema di combo e punteggi. È molto interessante per imparare perché non solo permette di rallentare le canzoni, come in Songsterr, ma anche di semplificarle, con diversi livelli di difficoltà. Naturalmente più si abbassa il livello meno note ci sono.

Rocksmith richiede un po’ di hardware aggiuntivo: nello specifico, un cavo jack<->USB che costa una cinquantina di euro. È compatibile anche con cavi e interfacce audio di altri produttori, che approfondiamo a brevissimo. Tra gli strumenti aggiuntivi ci sono accordatori, database di accordi per imparare e lezioni con consigli ed esempi, e modalità pratica con possibilità di configurare il proprio amplificatore virtuale. È una soluzione un po’ “off topic” per via dei costi leggermente superiori, ma per progredire/suonare in compagnia è eccezionale. Tanto più che supporta anche il basso!

Per il momento questa opzione l’ho accantonata. L’ho provato nella fase “gialla” della pandemia in compagnia di un amico alle prese con lo stesso progetto. Lui continua a usare Rocksmith anche da solo, io preferisco ricorrere a Songsterr, che è più economico; ma spero di riprendere le nostre “partite” quanto prima.

TOOL UTILI PER SMARTPHONE


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I moderni smartphone hanno il potenziale per sostituire un buon numero di accessori hardware per i musicisti. Il dibattito se usare un dispositivo fisico dedicato è annoso. Entrambe le parti hanno buoni argomenti, e probabilmente sì, un buon accordatore dedicato è più preciso di un’app per smartphone, ma in questa fase possiamo permetterci di chiudere un occhio e accontentarci delle cose gratis.

MIGLIOR METRONOMO: SOUNDBRENNER

Di app metronomo ce n’è probabilmente a migliaia, ma quello di Soundbrenner è universalmente riconosciuto come uno dei migliori, soprattutto tra quelli gratis: ha un’interfaccia bella e comoda (in particolare apprezzo la rotella stile vecchi iPod per cambiare rapidamente il tempo), e lato funzionalità non gli manca nulla. È possibile scegliere quattro livelli di volume per ogni pulsazione, cambiare tempo e suddivisioni, toccare il display a ritmo di una canzone per indovinarne il tempo e comporre le proprie tracce, anche con BPM e tempi differenti.

Una cosa che manca nella versione per Android e invece c’è su iPhone è il timer, ed è un peccato: fa molto comodo se si vuole eseguire un esercizio per un determinato periodo di tempo. Niente di insormontabile, sia chiaro. Soundbrenner è ampiamente personalizzabile, supporta il tema scuro e, per gli utenti più avanzati, può essere sincronizzato con altre app e strumenti della rete locale tramite protocollo Ableton Link. Soundbrenner è completamente gratis e senza pubblicità, tranne quella per gli stessi dispositivi che produce l’azienda sviluppatrice. Sono sostanzialmente dei metronomi indossabili da polso, che usano la vibrazione per scandire il tempo. Sono la principale fonte di guadagno della società.

MIGLIOR ACCORDATORE: DATUNER

Anche qui, la scelta è pressoché sterminata, ma la mia scelta è DaTuner. Il motivo numero uno è che offre un accordatore cromatico anche nella versione gratuita: indispensabile per chi suona metal e usa accordature più basse di quella standard in mi, pratica ormai molto diffusa. L’accordatore cromatico indica semplicemente la nota che sto suonando: non ha la pretesa di sapere a quale corda mi sto dedicando o che nota dovrei raggiungere. Insomma, deve saperlo il musicista. In alternativa è previsto un accordatore guidato con moltissimi preset diversi.

La versione a pagamento offre maggior precisione, rimuove la pubblicità (che fortunatamente non è invasiva) e altre funzionalità avanzate che esulano un po’ dai compiti di un semplice accordatore. Ma il prezzo è piuttosto salato: 33€ l’anno.

  • DaTuner | Android | Google Play Store, Gratis

BONUS: FRETBOARD LEARN

Non è strettamente necessario conoscere la posizione di ogni nota sul manico della chitarra per imparare a suonare, ma sono informazioni che fa comodo sapere soprattutto quando si inizia a comporre riff e assoli. Fretboard Learn è una delle tante app dedicate a questo scopo: non è particolarmente attraente – anzi, è ormai decisamente superata – ma è gratis, funziona e gli annunci pubblicitari non sono invadenti. Ci sono diverse modalità di “gioco”:

  • Identify – il sistema evidenzia un tasto sul manico e l’utente deve dire a che nota corrisponde nel minor tempo possibile
  • Locate e Locate All – l’inverso di Identify: il sistema dà la nota e l’utente deve cercarla sul manico. La differenza tra le due è che nella prima il sistema specifica anche la corda, nella seconda bisogna muoversi su tutte.
  • Explore: semplicemente si premono i tasti sul manico e il sistema dice a che nota corrispondono.
  • Pace: come Identify, ma dopo qualche secondo il sistema svela la soluzione e si commette un “errore”.

Come dicevo, non è essenziale, ma una partita ogni tanto prima di andare a nanna e si cominciano a formare delle associazioni, soprattutto per i tasti che si suonano più frequentemente.

SUONARE COL COMPUTER: AMPLIFICATORI VIRTUALI


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Come dicevo prima, uso Songsterr dallo smartphone collegandolo all’entrata Line In di un piccolo amplificatore e ascoltando tutto in cuffia. Un vecchio 10-15W usato è sufficiente per imparare in casa propria, e trovarne uno spendendo praticamente niente può essere molto facile – basta aprire Subito o Facebook Marketplace, a volte bastano anche 10-20€ – ma al tempo stesso molto difficile, di questi tempi, soprattutto per chi abita in posti sperduti ed è in difficoltà con gli spostamenti per via del lockdown.

Si può ricorrere al nuovo, sfruttando piattaforme come Amazon ed eBay; ma il budget ne risente. Oppure si può provare a lanciarsi nel mondo dell’amp modeling: in poche parole, software per computer e smartphone che emulano amplificatori, distorsori, effetti, casse e microfoni. Questa scelta ha il vantaggio di essere praticamente gratis, se eseguita correttamente (anche legalmente!), ma soprattutto apre le porte al mondo della produzione, grazie ai software DAW (Digital Audio Workstation), che permettono di registrare, elaborare e creare le canzoni.

Per ora le DAW le lasciamo da parte, perché sarebbe un po’ come cercare di imparare il tapping prima di aver capito cos’è un power chord: in questo articolo ci accontentiamo di collegare la chitarra al computer, farla suonare come un’elettrica, e poi suonare con le proprie canzoni preferite mettendo le “basi” da YouTube, Spotify o qualsiasi altra fonte. Per il momento

MAC VS PC


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Avendo a disposizione a casa sia un sistema Windows sia un Mac (un modesto Air del 2015, ma è più che sufficiente), credo che quello dell’audio sia uno dei pochi ambiti in cui il famoso slogan di Apple “it just works” sia ancora vero al 100%: su Mac, la maggior parte delle interfacce e degli accessori audio funziona senza nemmeno bisogno di installare driver o smanettare con le impostazioni, e poi c’è il valore aggiunto di GarageBand.

GarageBand è una DAW (Digital Audio Workstation) non solo gratuita, ma sviluppata da Apple stessa, che come software house è famosa innanzitutto per la sua capacità di rendere semplici le cose complicate. Certo, si può considerare come il modo di Apple per “instradarti” verso il più potente e completo Logic, ma per chi inizia e non ci capisce granché è una manna dal cielo. Tra l’altro, offre alcune funzioni avanzate preziosissime non solo per imparare in modo “passivo”, ma anche per muovere i primi passi dal punto di vista della creatività: un editor avanzato per i loop di batteria, strumenti virtuali e, appunto, anche un adeguato comparto amp modeling. Visto che AmpliTube è gratis, almeno in parte, forse è meglio dirigersi su quello, ma non è necessario, ecco.


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Apple
13 Nov


In casa Windows non c’è un’alternativa “nativa” a GarageBand, e quel che è peggio l’intero sistema audio del sistema operativo è un pasticcio, soprattutto per chi inizia. Il discorso è piuttosto tecnico e complicato; il succo è che, in ultimo, lo stack audio dei sistemi operativi Apple, sia desktop sia mobile, è da sempre molto meglio ottimizzato per mantenere la latenza a livelli praticamente nulli. Windows 10 ha corretto questo problema implementando uno stack audio più moderno, ma prima che tutti i software ci si adattino in modo efficace serve tempo.

Nel frattempo, è possibile ricorrere ad ASIO. È un sistema di driver audio sviluppati specificamente per l’elaborazione audio in tempo reale e zero-lag. Molte interfacce audio, schede e altri accessori forniscono i loro driver specifici basati su questo protocollo, mentre in altri casi bisogna ricorrere a un driver più generico e ufficioso, sviluppato da un piccolo team di volontari. Si chiama ASIO4ALL. Più passa il tempo e meno è necessario, ma mettiamola così: con un Mac siete sicuri che collegate e suonate in men che non si dica.

AMP MODELING: AMPLITUBE

La scena dei software di amp modeling è più florida che mai in questo periodo, ma per iniziare AmpliTube è l’ideale. Prima ragione: si può eseguire come app separata senza passare per forza da una DAW. Seconda ragione: su PC e Mac è gratis nella sua forma base, chiamata Custom Shop. Ha un numero limitato di amplificatori, effetti e combinazioni di casse e microfoni a cui attingere, ma già così la varietà di suoni che si possono ottenere sono più che sufficienti per ogni tipo di genere. Il marketplace, comunque, è molto ricco di modelli aggiuntivi; particolarmente interessanti le partnership con nomi storici come Orange, BOSS, MXR, Fender, MESA/Boogie, Shure, AKG, Sennheiser e Marshall, che finalmente negli ultimi anni hanno intuito il potenziale economico del settore.

AmpliTube, di per sé, è molto semplice da usare: basta collegare la chitarra, lanciare l’app sul proprio PC o Mac e scegliere le giuste impostazioni nella procedura di configurazione iniziale. Dopodiché: si possono scegliere i preset già preparati dal sistema oppure creare la propria configurazione personalizzata con un’interfaccia scheumorfica – in pratica amplificatori, pedali e casse emulano fedelmente l’aspetto degli oggetti reali su cui si basano.

AmpliTube esiste anche per dispositivi mobile, ma per i fini “low cost” di questo articolo non è proprio l’ideale. Prima di tutto, come vedremo tra poco, le soluzioni per connettere una chitarra al proprio smartphone sono più costose di quelle per PC; secondo, i computer sono più adatti a fare cose in multitasking.

COLLEGARE LA CHITARRA AL COMPUTER: BEHRINGER GUITAR 2 USB


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Dal punto di vista hardware, oltre naturalmente a un computer, tutto quello che serve è un cavo capace di collegare i due elementi. Jack/USB, insomma; le scelte oggigiorno sono molteplici, ma una delle opzioni più economiche, rimanendo comunque su marche ragionevolmente note, è il Behringer Guitar 2 USB. Funziona sia con macOS sia con Windows 10, e costa meno di 20€ (attualmente è anche in sconto su Amazon).

La qualità non è eccelsa, ma è perfettamente in linea con la strategia di “minima spesa, massima resa” da principiante che mi sono prefissato. Il suo problema principale è il rumore di fondo: si fa sentire in modo piuttosto marcato quando si attiva la distorsione/l’overdrive degli ampli virtuali. Detto questo, si riesce a suonare e divertirsi pure – come vedremo più avanti, tutti i software di amp modeling hanno delle funzioni di riduzione del rumore di fondo.

Per soluzioni di qualità maggiore si sale notevolmente di prezzo e di classe: si entra nel territorio delle interfacce audio, delle vere e proprie schede audio esterne dotate di processori, preamplificatori e componenti avanzate. Giusto per riferimento, una delle più diffuse al giorno d’oggi, la Focusrite Scarlett Solo, costa intorno ai 110€. Ce ne sono di più economiche, ma per i nostri scopi possiamo farci bastare il cavetto.

LA PROCEDURA PER MAC E PC


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Collegamento del cavo Behringer

  • Windows: Il cavo viene riconosciuto correttamente da Windows 10, che installa in automatico il driver standard. Il nome del dispositivo è USB PnP Sound Device; vale la pena tenerlo presente. Unico appunto: una volta completata l’installazione, Windows 10 imposta il cavo anche come uscita audio. Bisogna cliccare sull’icona del volume nel system tray e scegliere l’uscita audio solita del sistema (la propria scheda audio, o il monitor, o quel che è).
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  • macOS: il cavo viene riconosciuto al volo, non ci sono driver da installare né tweak o verifiche da fare.

Installazione di AmpliTube

  • Windows e macOS: bisogna creare un account, scaricare il Product Manager di IK Multimedia da QUESTA pagina e installarlo. Da qui si installa il software vero e proprio. È davvero più complicato di quel che dovrebbe ma, insomma, ci si arriva. Dopodiché, basta lanciare l’app.

Primo avvio di AmpliTube

  • Windows: nella pagina di configurazione iniziale verificare che le seguenti voci siano impostate correttamente:

    • Technology: Windows Audio
    • Input device: Microfono (USB PnP Sound Device)
    • Output device: la periferica di uscita audio predefinita del sistema (scheda audio, monitor…)
  • macOS: niente scelta driver, solo i giusti input e output:
    • Input device: USB PnP Sound Device
    • Output device: Default output
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Fatto! non appena si chiude il menu di configurazione, cliccando sulla X in alto a destra, la chitarra dovrebbe iniziare a sentirsi. E non dovreste percepire alcun ritardo tra la plettrata e il suono elaborato. La maggior parte dei preset disponibili gratuitamente, osserverete, include un noise gate, che cancellerà il rumore di fondo causato dal cavo. Ora non resta che divertirsi con i vari preset ed elementi a disposizione su AmpliTube e suonare usando le proprie canzoni preferite come base.

LEZIONI, CORSI, TEORIA, TUTORIAL E DOCUMENTAZIONE UTILE


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Io mi sono trovato particolarmente bene con due piattaforme, che operano sia come siti web sia come canali YouTube: Fender Play e Justin Guitar. Sono estremamente diffusi, e offrono corsi completi, articoli, video, tutorial, app e molto altro ancora. Justin Guitar è prevalentemente gratuito, mentre per Fender Play è quasi giocoforza creare un abbonamento. Entrambe le piattaforme sono prevalentemente in inglese.

È importante precisare che non sono partito completamente da zero: ho suonato il basso per qualche anno, quindi qualche vaga idea su come sia fatta una chitarra, come si accorda e come si suona ce l’avevo. Ma anche se siete dei neofiti assoluti, con le due piattaforme di cui sopra troverete tutte le risorse di cui avete bisogno. Certo, rimango dell’opinione che non si possa sostituire un bravo insegnante in carne ed ossa, soprattutto all’inizio. Purtroppo il periodo non è propizio, ma un discreto surrogato in attesa di tempi migliori può essere arrangiarsi con videochiamate e sessioni su Zoom.

Piccolo bonus: vi includo anche questo video del chitarrista Rob Chapman: è una risorsa fantastica per muovere i primi passi nel mondo delle scale in modo molto pratico e intuitivo, senza perdersi troppo nei perché teorici ma concentrandosi sul come.

RICAPITOLANDO: SPESE TOTALI


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Per ricapitolare, ecco il totale del mio investimento per imparare a suonare la chitarra:

  • 200€ per la chitarra in sé (in effetti l’avevo già comprata anni fa: è una Epiphone SG G-310, chitarra entry level ma di buon livello. Il suo valore è più o meno questo ancora oggi nel circuito dell’usato)
  • 15€ per il cavo jack-USB di Behringer
  • 10€ per il mini ampli da camera
  • 20€ per varie ed eventuali (muta di corde, plettri, un jack normale, salviettine per la pulizia)

Arrotondiamo a 250€, includendo per buona misura qualche upgrade a Premium in-app non coperto da Google Opinion Rewards. Tutto considerato, un budget piuttosto modesto per un insieme di software e hardware che può bastarmi per anni.

Grazie a computer e smartphone, come abbiamo visto, è possibile tenere i costi accessori quasi a zero: senza di loro, avrei dovuto aggiungere un bel po’ di soldi per un amplificatore, degli effetti come si deve, un bel numero gadget hardware. Magari avrei anche dovuto pagare un liutaio per un setup, e invece con qualche video, degli articoli scritti come si deve e un po’ di pazienza sono riuscito a farmelo da solo.

STA FUNZIONANDO? COSA CAMBIEREI?


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Billie Joe Armstrong, Green Day

Per il momento tutto fila liscio: i sistemi che ho messo in piedi funzionano benone, le app e i programmi che vi ho segnalato sono stabili e affidabili, nessuno si lamenta perché che faccio troppo casino a ore impossibili. Il tempo a disposizione per l’esercizio è quello che è, ma proprio perché è limitato sono ben contento di spenderlo a imparare una canzone al posto di noiosi esercizi di solfeggio o teoria. Per il momento continuo volentieri così: sto notando progressi concreti e mi sto godendo ogni minuto dedicato allo studio.

A guardare un musicista sul palco, dal vivo o in video, sembra tutto facile e immediato, ma imparare a suonare uno strumento è un percorso lungo, che richiede molto impegno: non c’è tecnologia che possa sostituire dedizione e costanza, ma fortunatamente aiuta a spendere poco e a imparare divertendosi, anche dal salotto di casa. Con la speranza di tornare sul palco, o almeno in sala prove, quanto prima.

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